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“Il segretario: un servizio”

Massimo Barocci disposto a continuare nel Pd Senigallia

In questi mesi abbiamo letto di Segretari che lasciano il proprio incarico. Accade spesso dopo una tornata elettorale, a destra come a sinistra. I motivi possono essere diversi, ma, in sintesi, il fatto è che arriva il momento in cui senti di non poter più conciliare ciò che hai fatto e in cui credi, con la situazione concreta del momento, con la realtà dei fatti e allora decidi di fermarti.

Per capire davvero cosa significhi essere Segretario, però, dobbiamo interrogarci, a monte, su cosa sia la politica. Spesso lo diamo per scontato, ma la politica ha un ruolo primario in ogni ambito della nostra vita. È la politica, e nient’altro, a determinare se avremo una scuola migliore o una sanità che funziona, se un giovane potrà costruire il suo futuro nella propria terra o se sarà costretto a partire, se saremo in grado di proteggere il nostro territorio e le persone che lo abitano e così via. Ogni scelta politica, in un consiglio comunale come in Parlamento, non è mai semplicemente fare una semplice manutenzione dell’esistente, ma è piuttosto la forma che vogliamo dare al nostro domani, il determinare che tipo di vita vogliamo lasciare a chi verrà dopo di noi.

Voltarsi dall’altra parte o disprezzare la politica non è una scelta neutrale. Chi non vota o pensa che la politica sia un “mestiere sporco” non sta proteggendo la propria purezza, la propria integrità, ma sta semplicemente demandando ad altri il diritto di decidere per lui. Astenersi dal partecipare al voto, è votare per chi vincerà, nient’altro. Ma è come si fa politica che guida il comportamento degli elettori, che li convince ad andare a votare o a rinunciarvi. Per questo, chi sceglie di mettersi al servizio di un partito, ha una grande responsabilità, e merita rispetto, indipendentemente dalla bandiera.

Ed è qui che si inserisce il ruolo del Segretario. Non è un lavoro, non è una carriera e non ti regala stipendi o riconoscimenti. È l’esatto opposto: significa sacrificare il proprio tempo libero, le serate in famiglia o gli svaghi, per gestire necessità e cercare quotidianamente di far convivere idee, ambizioni, sensibilità, a volte ferite, e storie diverse, per indirizzarle verso un fine comune. È un onere che a volte pesa, ma è anche un grande onore. È il privilegio di incontrare persone, ascoltare problemi e costruire nel concreto un senso di Comunità. Chi fa questo percorso con serietà, lo fa per valori più grandi del proprio tornaconto. Un Segretario non si giudica dai voti ottenuti nella tornata elettorale o per quanto tempo resta in carica, ma dalla coerenza tra ciò che dice e ciò che fa, lontano dai riflettori. Si giudica dai fatti. E quando la coerenza non è più possibile, avere la dignità di lasciare la poltrona non è una sconfitta: è la dimostrazione che per te, quell’idea vale più del ruolo che occupi.

Ho avuto la fortuna di vivere l’esperienza di Segretario negli ultimi cinque anni. È iniziata quasi per caso, ma si è rivelata una bellissima avventura. Abbiamo fatto crescere una nuova classe dirigente, abbiamo aperto le porte del partito a chi voleva dare liberamente il proprio contributo e abbiamo affrontato ogni passaggio delicato all’insegna della massima democrazia. Sono soddisfatto di quanto abbiamo fatto, pur consapevole di quanta strada resti ancora da percorrere. Abbiamo anche ricevuto critiche, e tante, soprattutto venute dall’esterno, da chi non ha mai avuto esperienze dirette con le assemblee, i circoli, le iniziative, i gruppi di lavoro del Partito Democratico di Senigallia. Abbiamo rifuggito l’omologazione e l’unanimismo e abbiamo valorizzato le diversità, il dissenso, le differenze di vedute perché solo dal loro incontro e confronto è possibile distillare il meglio per la città e il paese; un “meglio” rappresentato da persone, soluzioni, progetti.

Ma dobbiamo essere ancora più aperti al confronto, stare ancora di più in mezzo alla gente, migliorare ancora la nostra comunicazione, esprimere con maggiore chiarezza le nostre idee e proposte, che devono essere chiare, nette e radicali. Non dobbiamo aver paura di rimettere in discussione quanto abbiamo fatto; non abbiamo un’ideologia preconfezionata da difendere, ma una serie di valori sottostanti, che ci guidano verso le migliori risposte alle domande che ci vengono dalla società; domande di giustizia sociale, di diritti uguali per tutti, di dignità umana, di pari opportunità. Dobbiamo continuare a far crescere donne e uomini prima di tutto liberi, ma anche preparati e pronti a governare, e dobbiamo costruire un Partito Democratico sempre più moderno, europeista, progressista e pacifista.

Per tutte queste ragioni, se gli iscritti vorranno darmi ancora la loro fiducia, sono pronto a continuare questo percorso; lo farò con lo stesso spirito di sempre: con coraggio, libertà, passione e determinazione; non sarà facile, non lo è mai, ma so che non lo percorrerò da solo ma sarà con me la comunità politica che ho cercato di costruire in questi anni.

PD Senigallia
Pubblicato Mercoledì 19 agosto, 2026 
alle ore 11:12
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