Taxi a Senigallia: servizio insufficiente nelle ore notturne? Il racconto di un turista ferito riapre il dibattito
Il servizio dovrebbe essere disponibile 24 ore su 24, ma un turista racconta di non essere riuscito a trovare un taxi dopo una visita medica in ospedale. Il confronto si apre sulla reale copertura del servizio e sul numero delle licenze attive

Sul sito istituzionale dedicato al turismo di Senigallia si legge: “Prenota il tuo taxi per recarti dove desideri. Il posteggio del servizio taxi a Senigallia è situato davanti alla Stazione ferroviaria in viale Pietro Bonopera.
Il servizio di taxi è disponibile 24 ore su 24 per tutto il territorio senigalliese e le zone limitrofe, con disponibilità di viaggi su tutto il territorio nazionale per stazioni ferroviarie, aeroporti, porti, discoteche o qualsiasi altra destinazione.” Per informazioni e prenotazioni viene indicato il numero 071 64946.
Anche le informazioni reperibili online riportano che il servizio taxi cittadino è disciplinato dal regolamento comunale per gli autoservizi pubblici non di linea e che le tariffe sono stabilite dalla Giunta Comunale. Tuttavia, non siamo riusciti a reperire la delibera comunale aggiornata che disciplina il servizio e ne definisce le modalità operative.
Per approfondire la situazione abbiamo contattato telefonicamente uno dei tassisti di Senigallia. Secondo quanto riferito, le licenze previste sarebbero nove, ma attualmente il servizio opererebbe con un numero inferiore di vetture a causa del decesso di un titolare e del pensionamento di un altro. Sempre secondo quanto dichiarato, i tassisti riescono generalmente a garantire il servizio dalle ore 7 del mattino fino a una fascia oraria variabile tra le 22.30 e la mezzanotte, a seconda delle giornate e delle richieste.
A riaccendere l’attenzione sul tema è però la segnalazione inviata alla nostra redazione da un turista ospite di un campeggio della città.
Il racconto del turista
Gentile Redazione,
vi scrivo per segnalare una disavventura occorsami nella serata di ieri, sabato 4 luglio 2026, a Senigallia. Credo sia importante portare all’attenzione pubblica questa vicenda, non per sterile polemica, ma perché mette in luce una grave carenza nei servizi di mobilità che impatta su cittadini e turisti in difficoltà.
La mia serata è iniziata verso le 21:10, quando sono partito in taxi dal Camping Summerland, dove alloggio, diretto al presidio ospedaliero di Senigallia. A causa di una caduta accidentale avvenuta al rientro dal mare, avevo riportato un infortunio al piede destro che mi impediva di camminare correttamente.
Proprio durante questo tragitto, il tassista mi ha spiegato che il sabato sera è una serata particolarmente caotica a causa dell’apertura di una nota discoteca della zona. Mi ha riferito che i taxi sono costretti a svolgere un servizio di “navetta” per i giovani diretti al locale, poiché le navette pubbliche dedicate sarebbero state sospese a causa di frequenti episodi di vandalismo.
Arrivato in ospedale intorno alle 21:30, dopo circa trenta minuti di attesa sono stato visitato dalla guardia medica. Il medico ha riscontrato un forte gonfiore e un dolore acuto, ipotizzando una possibile distorsione o una microfrattura, prescrivendomi una radiografia per escludere lesioni ossee.
È stato all’uscita della visita, intorno alle 22:15, che ho fatto le spese di questa situazione: nonostante i numerosi tentativi di contattare il servizio taxi per rientrare al campeggio, non ho ricevuto alcuna risposta. Evidentemente la flotta era interamente assorbita dal servizio di trasporto verso la discoteca, lasciando scoperto chi, come me, aveva una reale necessità di assistenza medica.
Non essendo della zona, ho cercato alternative, scoprendo però che a quell’ora non era disponibile alcun mezzo pubblico, né autobus né navette, che potesse ricondurmi a destinazione.
Sentendomi in una situazione di totale isolamento, ho contattato le autorità tramite il numero di emergenza. Desidero sottolineare con forza la disponibilità delle forze dell’ordine: sono stati squisiti, hanno cercato in ogni modo di trovare una soluzione al mio trasporto e mi hanno persino richiamato successivamente per accertarsi che fossi arrivato al sicuro. Tuttavia, nonostante il loro prezioso supporto, ogni tentativo di reperire un mezzo è risultato vano.
Mi sono quindi visto costretto, mio malgrado, a percorrere a piedi i circa 4,2 chilometri che separano l’ospedale dal Camping Summerland. Ho camminato per oltre quaranta minuti, zoppicando e soffrendo per il dolore al piede infortunato, arrivando a destinazione stremato verso le 23:10.
È inaccettabile che in una località turistica come Senigallia un cittadino, già provato da un infortunio e in evidente difficoltà fisica, venga lasciato senza alcuna alternativa per il rientro. Spero che la mia storia possa servire a riflettere sulla necessità di un piano B, o comunque di un servizio più efficiente, per tutelare chi si trova in una situazione di fragilità nelle ore notturne.
La redazione
Naturalmente questo è il racconto di un singolo cittadino e rappresenta la sua personale esperienza. Sarebbe interessante conoscere anche il punto di vista dell’Amministrazione comunale e dei rappresentanti del servizio taxi, per comprendere se l’attuale numero di licenze sia sufficiente durante il periodo estivo, se esistano progetti per potenziare il servizio nelle ore notturne e se siano previste soluzioni alternative per garantire il trasporto di persone in situazioni di particolare necessità, come anziani, turisti o cittadini che escono dall’ospedale.

























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