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Battisti (M5S Senigallia): “il palazzo dove i medici e i morti hanno l’aria condizionata, i malati no”

"È questa l'idea di sanità pubblica della Regione Marche?" - FOTO

Il Pinguino - Gelateria artigianale - Cocktail bar - Cesano di Senigallia

A Senigallia, soprattutto in estate (dato che la lungodegenza chiude per mancanza di personale) le persone che ancora non sono in grado di tornare a casa vengono mandate in un posto ormai tristemente noto.


E’ il palazzo, che si trova a Corinaldo, dove i medici lavorano con l’aria condizionata, i morti riposano al fresco, ma i malati continuano a soffrire e a morire di caldo. È questa l’idea di sanità pubblica della Regione Marche?

Il 20 giugno scorso l’AST di Ancona ha inaugurato con grande enfasi i nuovi ambulatori dei medici di medicina generale. Presenti autorità civili, militari, religiose, dirigenti, medici e rappresentanti istituzionali. Una cerimonia solenne, con tanto di taglio del nastro e fotografie ufficiali.

Peccato che nessuno abbia trovato il tempo di salire di un piano.

Perché nello stesso edificio, a pochi metri dagli ambulatori appena inaugurati e dotati di aria condizionata, ci sono ancora i pazienti della lungodegenza. Persone anziane, fragili, non autosufficienti, costrette ad affrontare l’estate in stanze dove il caldo diventa insopportabile.

Stanze prive di un impianto di climatizzazione adeguato, mentre fuori le temperature superano abbondantemente i trenta gradi.

È una situazione semplicemente vergognosa.

Nello stesso palazzo dove gli studi medici sono climatizzati (ma non il corridoio dove i cittadini aspettano la chiamata) e dove perfino la camera mortuaria dispone, giustamente, di ambienti refrigerati, i malati vengono lasciati senza alcuna protezione dal caldo.

È difficile immaginare un simbolo più potente del fallimento della sanità pubblica: nello stesso edificio i morti vengono conservati al fresco, mentre i vivi sono costretti a sopportare temperature che mettono a rischio la loro salute.

Non si tratta di un problema nuovo. È una condizione che va avanti da anni e che continua a essere affrontata con soluzioni improvvisate: un condizionatore portatile nel corridoio, insufficiente a raffrescare decine di metri di reparto, oppure la chiusura di una stanza particolarmente esposta al sole. Non è così che si tutela la dignità delle persone ricoverate.

Chi conosce quella struttura sa bene cosa significhi trascorrere lì un’estate. Pazienti molto anziani, spesso affetti da demenza, personale insufficiente, assenza del medico durante la notte, nei festivi e nei fine settimana, famiglie lasciate sole ad assistere i propri cari in condizioni che non dovrebbero appartenere a un Paese civile.

Chi scrive queste righe lo sa per esperienza diretta. In quella lungodegenza è morta mia madre, dopo essere stata trasferita dall’ospedale di Senigallia con la garanzia che avrebbe ricevuto cure adeguate. Lì non ha ricevuto praticamente nessuna cura.

Un solo dottore per coprire 24 ore e festivi, strumentazione scarsissima. 4 volte avanti ed indietro al Pronto Soccorso di Senigallia fino al suo decesso.

Ospedale CorinaldoRicordo ancora una temperatura di quasi 34 gradi nella sua stanza. Ricordo il caldo soffocante, la fatica a respirare, l’impossibilità perfino di rimanere accanto a lei senza sentirsi male.

Ricordo la mia mamma che sudava tantissimo, aveva sempre i capelli e la fronte bagnati. Mia madre aveva appena avuto una polmonite bilaterale interstiziale con scompenso cardiaco. Alle mie lamentele mi venne risposto che l’edificio era troppo vecchio per installare l’aria condizionata. Ora quella stanza l’hanno chiusa. Allora avevo ragione io. Ma che me ne faccio della ragione?

Eppure, evidentemente, la struttura non era troppo vecchia per climatizzare la camera mortuaria. Né per installare l’aria condizionata negli ambulatori inaugurati appena venti giorni fa.

Questa contraddizione racconta molto più di qualsiasi comunicato stampa.

L’assessore regionale alla Sanità era presente all’inaugurazione del 20 giugno scorso. Ha tagliato il nastro, ha visitato gli ambulatori, ha parlato di servizi e di futuro. Ma non ha ritenuto opportuno salire al piano superiore per verificare come vengono assistiti gli anziani più fragili. Sarebbe bastato aprire una porta per rendersi conto che, nello stesso edificio dove si celebrava un’inaugurazione, c’era chi continuava a vivere in condizioni inaccettabili.

Nel frattempo si continua a parlare di Case della Comunità, di PNRR e di riorganizzazione della sanità territoriale, mentre interi territori come Senigallia restano privi delle strutture previste e i cittadini assistono al progressivo impoverimento della sanità pubblica.

Le inaugurazioni servono a fare fotografie. La buona sanità si misura invece dalla qualità dell’assistenza offerta alle persone più deboli.

Finché nello stesso palazzo i medici lavoreranno al fresco, i morti riposeranno in ambienti climatizzati e i malati continueranno a soffrire il caldo, ogni taglio del nastro sarà soltanto propaganda. E nessun comunicato ufficiale potrà nascondere una verità tanto semplice quanto inaccettabile: in quella struttura, ancora oggi, la dignità dei vivi vale meno del comfort riservato ai morti.

Un saluto, doveroso, va agli infermieri, agli OSS e agli ausiliari di questa struttura vecchia e fatiscente. Sono loro in trincea, sono loro che vivono, insieme agli assistiti, sulla loro pelle, il disagio di lavorare in condizioni estreme, senza mai un riconoscimento adeguato.

E, in ultimo, vi faccio una domanda: secondo voi i medici che indirizzano i vostri cari a Corinaldo, o i dirigenti superpagati della Sanità, o i politici che pontificano senza sapere, hanno mai portato i loro cari a Corinaldo?

Paolo Battisti (Movimento 5 Stelle Senigallia – Gruppo Val Misa)

Commenti
Solo un commento
Glauco G. 2026-07-03 12:02:44
Ma perchè lego sempre più aritcoli legati a Corinaldo? Corinaldo ha un suo sindaco. Andate da loro no? noi abbiamo i nostri problemi, criticità ecc. ci basta e ci avanza. no?
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