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“Quello che è successo agli italiani della Flotilla succede in maniera ancora più grave tutti i giorni al popolo palestinese”

"E' ora di dire basta, il diritto internazionale non è una opzione", dice Matteo Ricci

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“Quello che è successo agli italiani della Flotilla succede in maniera ancora più grave tutti i giorni al popolo palestinese.

È ora di dire basta. Il Governo italiano non ha riconosciuto lo Stato palestinese come hanno fatto altri governi europei, ha partecipato come osservatore al Board of Peace di Trump e Netanyahu che in realtà è un Board of business dove vogliono solo spartirsi la Palestina, e oggi si limita a mettere le sanzioni a un singolo ministro israeliano: sta diventando una cosa quasi ridicola. O si mettono le sanzioni all’intero governo israeliano e si interrompono i rapporti commerciali, o si continua a condividere una politica scelerata, che ha portato anche alla guerra in Iran che pagano famiglie, industrie e cittadini europei a caro prezzo con la benzina alle stelle e non solo. Il Governo non può continuare a difendere l’indifendibile portando avanti una mera politica retorica del non condivido ma non condanno”, così Matteo Ricci, europarlamentare PD, intervenuto ieri a ‘4 di Sera’ su Rete 4.

“È la prima volta che Tajani dice una parola a difesa della Flotilla, la prima volta che denuncia ufficialmente un ministro israeliano. Che cos’altro deve succedere? – dichiara Ricci – Basta riandare ad ascoltare le parole che diceva Andreotti: l’Italia ha sempre avuto nel Mediterraneo e nel Medio Oriente un ruolo di grande equilibrio e di riconoscimento del popolo palestinese. Tutta quella politica non c’è più. – aggiunge – Oggi c’è un mondo intero, Italia compresa, asservita al volere di Nethanyau, che è sempre più un criminale di guerra che andrebbe consegnato alla giustizia internazionale. – prosegue – Anche oggi (ieri ndr) in Parlamento europeo le destre hanno votato contro la sospensione degli accordi di cooperazione tra Europa e Israele e contro le sanzioni. Il diritto internazionale non è opzionale: era l’occasione per cambiare rotta e l’hanno sprecata ancora una volta”.

Matteo Ricci

Redazione Senigallia Notizie
Pubblicato Venerdì 22 maggio, 2026 
alle ore 9:49
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Commenti
Ci sono 2 commenti
barbara51 2026-05-23 02:27:47
Esatto: il diritto internazionale non è opzionale. Il diritto internazionale - nel caso specifico il Manifesto di Sanremo del 1994 - dice che forzare un blocco navale è un atto di guerra. Il diritto internazionale dice che il blocco navale messo in atto da Israele è legittimo e legale. Il diritto internazionale dice che non esistono limiti di distanza dalla terraferma entro i quali uno stato ha il diritto di fermare un'imbarcazione con intenti manifestamente - e in questo caso anche dichiaratamente - ostili. Quindi il diritto internazionale dice che Israele ha ragione e i croceristi della flotilla - che chissà come mai non partono mai a gennaio ma sempre solo quando si apre la stagione delle nuotate e dei bagni di sole - hanno torto marcio.
Ma studiare un po' le cose di cui si vuole parlare prima di sparare sproloqui a vanvera no? Pareva brutto?
s.nigajes
s.nigajes 2026-05-23 04:09:12
Visto che ti piace tanto il Manifesto di Sanremo del 1994, Il blocco navale israeliano viene considerato illegale alla radice poiché vìola i Paragrafi 102 e 103 del Manuale di Sanremo, i quali vietano tassativamente i blocchi che causano fame, malnutrizione e privazioni eccessive alla popolazione civile rispetto al vantaggio militare. Nel contesto della dichiarata carestia a Gaza, il blocco è considerato una forma di punizione collettiva vietata dalla Quarta Convenzione di Ginevra.

Inoltre, la Global Sumud Flotilla è una flotta civile, disarmata e non violenta, tracciata e trasparente. Non essendoci alcun "fondato motivo" di ritenere che trasporti contrabbando d'armi, l'uso della forza militare e l'arresto in acque internazionali violano la libertà di navigazione stabilita dall'UNCLOS.

L'abbordaggio armato effettuato a grande distanza dalle coste e le denunce di abusi, violenze e percosse subite dagli attivisti durante il fermo violano gravemente i principi di proporzionalità e necessità nell'uso della forza marittima.
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