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Partito Democratico - Romano Sindaco - Elezioni comunali Senigallia 2026

Piazzai (Partito Democratico): “Sanità e i “miracoli” della destra”

"Perché i primari di cardiologia e nefrologia-dialisi, mancanti da anni, vengono annunciati a 10 giorni dalle elezioni?"

Rodolfo Piazzai sulla sanità

Di solito chi chiede miracoli si rivolge ai santi, per le cose più difficili anche più in alto. La destra ci sta abituando ai miracoli pre-elettorali. Prima delle regionali è arrivato il miracolo dell’inaugurazione dell’INRCA, la moltiplicazione delle strutture territoriali, impossibili nel piano socio-sanitario ma divenute sovrabbondanti (casa ed ospedale di comunità a Senigallia, casa di comunità spoke a Trecastelli, ospedale di comunità ad Arcevia) e un piano socio-sanitario considerato il meglio del meglio sul mercato. Peccato che i miracoli della destra si sgonfino il giorno dopo le elezioni. L’INRCA forse sarà utilizzabile nel 2028, delle strutture territoriali, a parte le parole, non si hanno più tracce, e il meraviglioso piano di Saltamartini è stato dichiarato sbagliato e da rifare dal neo-assessore appena nominato.

Ecco che lo spettacolo si ripropone a pochi giorni dalle amministrative. Arrivano le delibere per 3 primari, con tanto di applausi della corte dei miracoli di Olivetti, l’inaugurazione della TAC del pronto soccorso attesa da anni, la comunicazione che sono in cantiere bandi per infermieri e per medici, un servizio dipartimentale di ORL e, ancora una volta, ricompaiono le strutture territoriali. A pensar male si fa peccato, ma perché i primari di cardiologia e nefrologia-dialisi, mancanti da anni, vengono annunciati a 10 giorni dalle elezioni? Tutti questi anni cosa è successo per impedire un semplice atto amministrativo, come la delibera per l’espletamento dei concorsi a primari?

Riguardo alla TAC, le cose sono ancora più interessanti. Verrà posizionata in un locale “provvisorio” — che ha richiesto lavori onerosi per poterla accogliere — per poi spostarla nella sede definitiva, la palazzina per le emergenze in via di costruzione con enormi ritardi. L’operazione richiederà un ulteriore costo aggiuntivo, però intanto l’inaugurazione, con tanto di fasce tricolori, si potrà fare. Ma non basta: la TAC non sarà subito funzionante, perché incompleta, e soprattutto non c’è personale medico e infermieristico sufficiente per far funzionare due TAC in contemporanea. La nuova unità dipartimentale di ORL non è un reparto, come annunciato da qualcuno, ma un servizio dipartimentale con un personale minimo, tale da non permettere nulla di più rispetto a quanto già veniva erogato. Anzi, essendo andati in pensione due specialisti di grande esperienza, il servizio prestato sarà minore finché non verranno definiti budget e personale adeguati, cose ancora molto nebulose. Per le case ed ospedali di comunità, al di là delle parole, non si vede ancora nulla di concreto. Finché non ci sarà il nuovo, e speriamo questa volta valido, piano socio-sanitario, non è dato capire dove si vuole andare. Quindi anche qui tanti miracoli annunciati, ma dietro la nebbia non si vede il sole, anzi tante nubi nere.

Cerchiamo di essere realisti. La sanità è sottofinanziata a meno del 6,4% del PIL, le liste di attesa sono sempre più drammatiche (si parla fino a 25 giorni per prenotare esami ematici), l’oncologia è sempre più in difficoltà sia per la carenza di personale che per gli enormi ritardi dei referti istologici che, da quasi un anno, arrivano in tempi biblici, mettendo in difficoltà la programmazione delle terapie. Sempre più cittadini si rivolgono al privato o rinunciano alle cure, alla prevenzione, o si rivolgono all’ambulatorio della Caritas.

In questa situazione di miracoli al contrario, oltre che i cittadini, a subirne le conseguenze sono gli operatori della sanità, che ci mettono la faccia dovendo anche subire i lamenti e, spesso, purtroppo anche le aggressioni — non solo verbali — dei cittadini giustamente esasperati. Non si è mai vista una fuga di medici e infermieri dal pubblico come in questi ultimi anni, esasperati da una situazione in cui non vedono luci in fondo al tunnel.

Crediamo che sia ora di un impegno serio, concreto e lontano dalla propaganda populista, che programmi un servizio pubblico articolato su una medicina territoriale efficiente, capace di dare risposte rapide ed efficaci alle esigenze di una popolazione che invecchiando presenta tutte le criticità della cronicità. L’ospedale deve essere potenziato per dare risposte valide e competenti in tempi rapidi, con personale valorizzato professionalmente e stabile, senza essere sovraccaricato di prestazioni che non gli competono. A completamento del percorso deve essere potenziato il servizio residenziale, semiresidenziale e domiciliare, per accogliere tutte quelle situazioni di fragilità che non devono essere affrontate negli ospedali perché richiedono interventi di complessità minore, ma non possono neanche essere gestite totalmente a domicilio. Questa è la nostra proposta e l’unica possibilità di far funzionare la sanità senza cadere in una propaganda populista, ma con un impegno serio, concreto e competente.

Rodolfo Piazzai, candidato nella lista del Partito Democratico alle elezioni amministrative di Senigallia del 24 e 25 maggio 2026

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