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“I gatti sono da rispettare”

Mirella Verde Responsabile di una colonia felina a Cesano di Senigallia

Al Vicoletto da Michele - Ristorante e pizzeria a Senigallia
Gatti in casa

Stamattina ho avuto nuovamente testimonianza del grande Amore di Dio.

E di come , nel suo disegno imperscrutabile, quel qualcosa di profondo e misterioso , impossibile da essere indagato e compreso dalla mente umana, limitata ( anche se spesso non la pensiamo così) ma non dal cuore, sede di sentimenti nobili (almeno così dovrebbe essere) , che allargano i confini
della nostra, a volte, misera essenza umana, avvicinandola a Dio.
In verità la mattinata era cominciata piuttosto male, anzi malissimo, con una notizia, pubblicata su face book e da altri giornali, di un nigeriano che in provincia di La Spezia, aveva ucciso in un parco pubblico un gatto per cucinarlo e mangiarlo.

Orrore degli orrori. La macabra notizia era accompagnata da una foto in cui si vedono in questo parco degli scivoli , e che assomigliava tanto al parco pubblico di Cesano ( vicino alla colonia di cui sono responsabile) , quindi un luogo frequentato da bambini. Subito il mio pensiero è diventato irrefrenabile:” oh, mamma- mi scandiva il cuore- speriamo che nessun bambino abbia assistito alla scena! – Si’ perché la violenza porta altra violenza. E certe scene rimangono impresse in maniera indelebile. E non sai se da adulti ( ma che dico adulti: basti pensare a cosa la cronaca ci racconta quotidianamente, di ragazzini di tredici o quattordici anni armati di coltelli, pronti a uccidere o a ferire coetanei o adulti per un nonnulla) che ricordi possano avere della loro età “bambina”, tempo che dovrebbe essere di spensieratezza, di svago e di purezza ( almeno così appunto risottolineo dovrebbe essere, l’ età del pascoliano fanciullino, ricca di fantasia, attraverso la quale il bimbo da’ un nome a tutte le cose, dando loro un’ anima e stupendosi e meravigliandosi di fronte ai fenomeni della natura, quelle epifanie d’ Amore che dovrebbero insegnare loro, a partire da quella eta, ‘ che ogni cosa, ogni aspetto della realtà naturale ha una sua vita , che va amata, tutelata, rispettata e conservata). Allora, se si agisce con questa forma di Amore e di rispetto, si è eternamente giovani, altruisti e solidali verso chi soffre, verso il debole. Altrimenti, ricordando le parole del mio amato papà, uno è morto prima di morire. È morto dentro, nell’ animo e nello spirito. Impassibile di fronte ai bisogni altrui. E pronto alla violenza.

E a monte di tutto ciò , c’ è l’ educazione da impartire a tutti, anche ( starei per dire soprattutto) a chi lascia la terra d’ origine, dove ci sono certe usanze e tradizioni ( discutibili o meno) per ” integrarsi” davvero nel Paese che lo ospita, rispettandone le leggi . Come il caso del nigeriano di stamattina che mi ricorda i tanti felini morti in circostanze “sospette ” della colonia di cui sono responsabile e di altre colonie o padronali.
Ma non sono qui a suggerire niente a nessuno sul da farsi. Ne’ tanto meno ai candidati alle prossime elezioni comunali. Che in questa loro scelta, dovrebbero prima di tutto avere stampato ( anche materialmente) un programma da attuare, senza troppi giri di parole e realmente fattivo , e non solo per catturare voti o consensi; e ricordare l’ etimo latino del loro essere candidati, “vestiti di bianco”, una veste soprattutto interiore, che sia segnale di un impegno concreto e puro. Senza “copiare” nei loro discorsi idee altrui. Che devono semmai essere stimolo per agire.
Ma dopo questa lunga digressione, voglio tornare al discorso iniziale. Quello del grande Amore di Dio, della Provvidenza, destinatore ( come avrebbe detto Manzoni e come si dice in narratologia) quell’ entità che sovraintende alla nostra storia, tessendone le fila, per dare luogo (e parlo del mio caso) a qualcosa di inaspettato e bellissimo. Attraverso i gatti che curo ( a casa e nella colonia) ho rivisto stamattina una carissima collega, Manuela, che non vedevo da tempo e che mi ha fatto con tanta generosita’ un dono per i miei felini, per il quale la ringrazio pubblicamente ( come pure ringrazio Cinzia Bigatti che qualche giorno fa e’ venuta con altri alimenti per i mici). Ma non è tanto questo: la cosa bella dell’ incontro con Manuela è che abbiamo parlato d’ Amore , delle sue varie manifestazioni. Tanto necessario sempre e ancor di più in questi tempi di guerra e d’ odio. Naturalmente per me le parole si sono canalizzate verso i gatti, ricordando, come avevo fatto durante la conferenza su Montale di qualche giorno fa, come queste creature salvate da incidenti, percosse o malattie siano capaci di restituirti per mille volte e piu’ l’ amore e le attenzioni che hai rivolto e rivolgi loro. In maniera del tutto gratuita. In cambio di una scatoletta o di una carezza. E ho ricordato a Manuela le sacre parole del mio adorato papa’ ( ” traduco ” dal leccese): fai del male ? Pensaci (avrai rimorso per tutta la vita.) Fai del bene? Dimenticati ( non stare sempre a vantarsi di aver fatto una buona azione). Perché l’ Amore è un dono gratuito, che nulla chiede in cambio ( per ritornare ad un’ espressione del soldato della speranza, Ungaretti, da me citata sempre nella conferenza tenutasi all’ opera Pia, che, ( dico di Ungaretti), con la morte accanto, scrive lettere piene d’ Amore).
Ma non è finita qui. Dopo varie faccende espletate, ricevo un messaggio della mia amica Anna Manoni, che qualche giorno fa era disperata per una sua gatta affetta da tumore. Le ho detto:”Prega santa Gertrude, la potente santa protettrice dei gatti” . E stamattina Anna mi messaggia che la gatta aveva ripreso a mangiare. Sara’ stato un caso? Non so. Ma certo la potenza di Dio è infinita. E queste creature, i gatti, sono degne di amore, rispetto e protezione.
E soprattutto, ora che si avvicina la stagione estiva e dei viaggi, non abbandoniamole. Loro meritano solo amore.
E non comportiamoci con violenza nei loro confronti. Perché anche l’ abbandono è violenza.
Come dice Montale in altri suoi versi:

Accanto ai muri
resiste il brivido vivo del gatto bianco
che s’indugia all’aperto tra l’arduo fogliame
che sfiora la duna e alle tenebre s’impiglia
di un gatto sperduto
il povero orfanello
non s’era ancora inselvatichito
se fu scacciato dal condominio
perchè non lacerasse les moquettes con gli unghielli
me ne ricordo ancora passando per quella via
dove accaddero fatti degni di storia
ma indegni di memoria.
fors’è che qualche briciola voli per conto
suo.

Amiamo queste bestiole. Non abbandoniamole e togliamoci dalla testa l’ idea che tanto il gatto se la cava da solo, perché non è così.
E se il gesto del nigeriano è certamente orrendo e riprovevole e punibile con le attuali leggi, non meno orrende, riprovevoli sono le azioni di chi abbandona gli animali, di chi li tortura, di chi scambia un cucciolo di gatto per un pallone da football, di chi durante uno stage scolastico per passatempo o noia prende a calci un cucciolo di agnello, causandone prima la paresi delle zampe e poi la morte. Come anche non è certo da considerare un’ azione non crudele, quella di chi , per celebrare la Pasqua, stacca dalle mammelle materne i cuccioli di agnello, dimenticando ( e lo ripeto ancora, come diceva papa Francesco) che l’ Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo e’ Gesù, immolatosi per la nostra salvezza e che il sacerdote ci dona sotto forma della Sacra Ostia. E se riflettiamo col cuore, l’ uccisione dei cuccioli di agnello per farli poi alla brace, non è poi ( questo è un mio pensiero) tanto lontana dall’ azione del nigeriano che uccide un gatto per arrostirlo e mangiarselo.
I gatti, gli animali, la natura sono da rispettare. E possono, in più occasioni, riportarci nell’ animo quell’ amore puro che la violenza, le guerre, il ” male di vivere” stanno cancellando.

Mirella Verde
Responsabile di una colonia felina a Cesano di Senigallia.

Redazione Senigallia Notizie
Pubblicato Venerdì 17 aprile, 2026 
alle ore 10:27
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