“Oltre le appartenenze politiche per il bene di tutti”
L'ex candidato sindaco di Senigallia Giorgio Sartini appoggia Massimo Olivetti

Il progressivo calo dei votanti che si registra ormai da diversi anni nel nostro Paese, più marcato di quanto non sia nel resto d’Europa, non può essere derubricato a fatto contingente.
Non penso che ci si debba rassegnare all’astensionismo, ma penso anche che sia inutile colpevolizzare chi diserta Ie urne. Per combattere l’astensionismo, per prima cosa è necessario capirne le cause. C’è chi ritiene che oltre ad essere una precisa responsabilità del sistema politico, esso stia a significare un disagio molto più ampio. È il sintomo di un disinteresse per la res publica, di un’apatia, di una disaffezione al bene comune, di una stanchezza collettiva ed in definitiva di una perdita di speranza per il futuro. Ma forse la ragione per cui in Italia, e in Europa, oggi si vota sempre meno non è quella, ma un’altra: è la persuasione che la politica, nonostante la forte contrapposizione tra le forze in campo, non cambi le sorti del paese. Esistono poteri sovrastanti ai governi sovrani ed il campo di decisione della politica si è molto ristretto.
In effetti, fra i limiti posti dalla Costituzione (vedi l’esempio dei referendum popolari) e quelli posti dai trattati internazionali, il ruolo della politica è già scritto e le possibilità di far valere la sovranità popolare sono in pratica nulle.
Tuttavia, pur fra molti limiti, esiste un ambito nel quale la sovranità popolare può ancora esprimersi. Sembra paradossale, ma quest’ambito è quello delle elezioni amministrative locali.
Infatti, l’orizzonte che si presenta agli amministratori di un Comune seppur assai ristretto – prescinde dai grandi temi di economia o di politica internazionale – e ha il vantaggio di avere per oggetto questioni concrete sulle quali il cittadino può giudicare con cognizione di causa e fare quindi la scelta più giusta per sé e per la comunità.
In questo contesto, è più facile – ed auspicabile – che cadano gli steccati delle appartenenze partitiche basati sui rottami delle ideologie lasciando spazio esclusivamente ai problemi di tutti i giorni. Per questo motivo, nelle elezioni amministrative si dovrebbe anteporre la persona al partito politico specialmente se costui/ei dimostra di possedere un particolare valore aggiunto per gli interessi della collettività locale.
In alternativa, è auspicabile superare le contrapposizioni e lavorare insieme per il bene comune ognuno in base alle proprie possibilità privilegiando ciò che unisce piuttosto che ciò che divide.
È il risultato di un obbiettivo raggiunto, anche se a scapito della propria appartenenza partitica, quello che veramente dovrebbe contare.
Purtroppo, per via dell’essenza stessa – il linguaggio filosofico utilizzerebbe il temine di ontologia – del concetto di politico da sempre associato nella cultura occidentale alle fazioni, allo scontro ed al dualismo amico-nemico, queste mie considerazioni risultano di gran lunga più vicine all’utopia che alla realtà.
Solo il messaggio cristiano di fratellanza universale fra gli uomini, che sono tutti figli di Dio, può consentirci di superare questo vulnus del pensiero laico.
Giorgio Sartini – candidato alle elezioni per Olivetti
Lega per Olivetti


























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