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Villa Maremonti - Senigallia Alta - Marzo 2026

Stretto di Hormuz, l’Iran annuncia la chiusura dopo gli attacchi. Timori sui mercati del petrolio

Dopo l’escalation tra Stati Uniti, Israele e Teheran torna al centro lo snodo da cui transita circa il 30% del greggio mondiale. Possibili tensioni sui prezzi all’apertura delle Borse

L’escalation militare tra Stati Uniti, Israele e Iran riporta al centro dello scenario internazionale lo stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più delicati e strategici del pianeta.

Secondo quanto dichiarato dai Pasdaran, il braccio di mare non sarebbe più considerato sicuro dopo gli attacchi contro Teheran e sarebbe stato di fatto interdetto al traffico navale.

Si tratta di un punto nevralgico per l’economia globale. Attraverso questo corridoio marittimo, che si sviluppa per circa 560 chilometri tra le coste iraniane e l’estremità nord-orientale dell’Oman, transita una quota stimata attorno al 30% del petrolio mondiale. La sua larghezza varia fino a circa 320 chilometri nel tratto massimo, collegando il Golfo Persico al Golfo dell’Oman e quindi all’Oceano Indiano.

Ogni tensione che riguarda quest’area ha ripercussioni immediate sui mercati energetici. L’eventuale blocco o anche solo il rischio di rallentamenti nelle rotte petrolifere potrebbe tradursi già dalle prossime ore in un aumento delle quotazioni del greggio, con effetti a catena sui carburanti. L’apertura delle Borse di lunedì sarà un primo banco di prova per misurare la reazione degli investitori.

In uno scenario ancora fluido e in attesa di conferme operative sull’effettiva chiusura dello stretto, l’incertezza resta alta. In situazioni simili, anche solo il timore di interruzioni nelle forniture è spesso sufficiente a spingere i prezzi verso l’alto.

Per questo, in via puramente prudenziale, molti automobilisti stanno valutando di fare rifornimento prima dell’inizio della settimana. Non si tratta di allarmismo, ma di una semplice misura cautelativa in un contesto internazionale che appare nuovamente instabile e con possibili ripercussioni sui costi dell’energia.

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