Realizzazione dell’impianto di idrogeno nello stabilimento Api con finanziamento Pnrr, “risposte incomplete”
AVS solleva dubbi

“Incomplete e non soddisfacenti”: è il giudizio del consigliere Andrea Nobili sulle risposte della Giunta all’interrogazione presentata dal gruppo Avs rispetto la realizzazione dell’impianto di idrogeno nello stabilimento Api con finanziamento Pnrr. “I fondi Pnrr non possono essere utilizzati per interventi scollegati dal contesto territoriale: devono essere uno strumento per cambiare davvero il rapporto tra industria, ambiente e salute, soprattutto in territori come quello di Falconara, che hanno già pagato un prezzo elevato in termini di qualità della vita”.
“I limiti riguardano il cuore dell’interrogazione: l’impatto reale sull’ambiente e sulla salute dei cittadini – spiega Nobili –. Non è stata effettuata alcuna valutazione sullo stato ambientale complessivo dell’area di Falconara Marittima in relazione all’intervento finanziato; non sono disponibili stime sulla riduzione degli inquinanti atmosferici diversi dalla CO₂ (Nox, So₂, polveri, composti organici volatili), cioè quelli che incidono direttamente sulla qualità dell’aria e sulla salute delle persone; non è stata svolta alcuna valutazione degli effetti cumulativi che i vari progetti in programma per la filiera dell’idrogeno possono produrre”. Su questi aspetti la Giunta risponde che la valutazione non è richiesta nel Pnrr e che non ci sono obblighi previsti. “Osservazioni formalmente corrette, ma politicamente e istituzionalmente insufficienti”, afferma Nobili.
Non solo. Nelle risposte si spiega che l’energia utilizzata per la produzione di idrogeno verde nel futuro sito finanziato sarà prodotta da impianti fotovoltaici aggiuntivi, ma – precisa Nobili – “non si indica in modo verificabile dove saranno gli impianti, quali autorizzazioni abbiano, quali siano i tempi e quali strumenti garantiscano che l’energia sia davvero rinnovabile e aggiuntiva. Parliamo di chiarimenti necessari davanti alla comunità – continua – ancor più se consideriamo che Api sia oggi controllata da un grande gruppo energetico internazionale, riconducibile a uno Stato terzo extra-Ue; che nella stessa area, presso l’ex stabilimento Montedison, sia previsto un ulteriore impianto di produzione di idrogeno promosso da un altro grande operatore industriale; e che tutta questa filiera dell’idrogeno sia progettata senza una preliminare valutazione coordinata e cumulativa delle pressioni ambientali, dei consumi energetici e idrici, dei profili di sicurezza e delle ricadute sanitarie”.
“Nessuno mette in discussione l’importanza della transizione energetica né il ruolo che l’idrogeno può avere in questo percorso. Ma i dati forniti dalla Giunta non colmano il vuoto di visione ambientale e sanitaria che continua a caratterizzare le scelte sull’area di Falconara – conclude il consigliere regionale Avs –. Sono spiegazioni che, pur fornendo alcuni dati amministrativi e tecnici utili, non danno le garanzie che Falconara merita, in un territorio già riconosciuto come Sito di Interesse Nazionale (Sin)”.

























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