“Finito il commissariamento politico della Fondazione Città di Senigallia si tornerà alla normalità?”
Il consigliere comunale Campanile: "Dubitiamo che la destra voglia perdere il controllo della Fondazione"

Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Città di Senigallia targato destra è durato solo pochi mesi, naufragato in dimissioni repentine e mai spiegate in modo esaustivo, con successivo commissariamento di Canafoglia che di quel CdA era il Presidente scelto dall’Amministrazione Olivetti-Bello-Liverani. Questa continuità ha reso chiara la politicizzazione della scelta che trova ragione solo nella visione del comando unico.
Un commissario tecnico avrebbe guardato al passato con lucidità e contestualizzando la sequenza e la motivazione degli eventi. Non è stato fatto. La gestione del Dott. Guzzonato è stata analizzata, criticata e sottoposta perfino al vaglio della Magistratura che, dopo un’indagine durata 18+18 mesi, non ha trovato nulla da ridire nel silenzio dei promotori che avrebbero dovuto invece rallegrarsi pubblicamente che non c’era stato nessun malaffare. Anche scusarsi avrebbero dovuto con quel galantuomo del Dott. Guzzonato per come è stato messo in croce.
Un commissario tecnico avrebbe comunicato in modo asettico e distaccato senza evidenziare continuamente la propria (presunta) bravura o la propria (presunta) indispensabilità. Tanto asettiche e distaccate le relazioni e/o le audizioni non sono state purtroppo.
Un commissario non politicizzato avrebbe presentato numeri e fatti in modo chiaro per non indurre in errore perfino gli estimatori che siedono nel parlamento europeo che hanno confuso una svalutazione immobiliare basata su una stima in un “buco” da 36 milioni che sarebbe stato generato prima della gestione Canafoglia (il paradosso è che, per analogia, proprio sotto la sua gestione si è verificata prima la stima e poi il “buco”…). Una stima (non ci sono “certezze” sui valore immobiliari) che ha valutato una palazzina liberty in tre piani di diverse centinaia di metri quadrati in pieno centro storico con annessa piccola corte come un appartamento da ristrutturare al Vivere Verde. Si dirà che la valutazione è stata condizionata dalla destinazione d’uso (museale) non appetibile e che riduce drasticamente il valore commerciale: si risponderà allora che non si conosce quello che è avvenuto nella nostra città dove un albergo in costruzione è stato trasformato in 60 mini-appartamenti fronte mare.
Un commissario non politicizzato avrebbe detto con chiarezza che il piano strategico datato 10/03/2023, presentato in pompa magna e che destinava le due palazzine esistenti ad Ospedale di Comunità e a Casa della Comunità (non più all’assistenza degli anziani non autosufficienti) avrebbe comportato la chiusura dell’attività diretta con azzeramento degli ospiti che, nel frattempo, sono diminuiti di circa la metà. Con buona pace dei dipendenti della Fondazione che non sarebbero rientrati nei “requisiti richiesti” (pag.40, § 7.2) del “nuovo Soggetto giuridico”, gestore autonomo dalla Fondazione e dall’Opera Pia per una realtà di “cure intermedie”.
Non abbiamo competenza per sostenere o meno l’incompatibilità giuridica di Canafoglia Commissario e Canafoglia Consigliere Regionale. Quella di etica pubblica c’è tutta con una evidenza che stupisce e che non giustifica l’aggressività (più da riflesso pavloviano che di ufficio) nei confronti di chi ha sostenuto l’incompatibilità. L’unica attenuante comprensibile che avrebbe potuto ritardare le dimissioni (fin dal momento della presentazione della candidatura a Consigliere Regionale sotto le insegne del partito di Fratelli d’Italia e non una generica lista civica) è l’impegno di firmare il bilancio 2025 che sancisse la fine dell’emergenza. Infatti, se così non fosse, un commissario che lascia il suo mandato senza aver completato il lavoro si chiama in un modo diverso da “salvatore”.
Ad oggi non sappiamo se la strampalata proposta di modifica della “governance” della Fondazione targata Canafoglia sia stata approvata o se rientri nelle scintille della imminente campagna elettorale per il Sindaco di Senigallia. Dubitiamo che la destra voglia perdere il controllo della Fondazione, famelica come è apparsa finora. Il Comune è contendibile in base a quanto avvenuto a settembre alle Regionali (con il csx avanti di dieci punti percentuali sulla coalizione di governo) e la Fondazione è una buona base per spot elettorali. Quindi c’è da immaginare la nomina di un nuovo Commissario di area oppure l’intervento si Olivetti per un nuovo Consiglio di Olivetti, fin quando è in tempo a farlo.
Comunque, se non ci fossero le condizioni per la normalità gestionale (=Consiglio di Amministrazione) dopo 4 anni targati Canafoglia sarebbe il bollino ufficiale sulla certificazione del fallimento della persona scelta.


























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