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L’11 ottobre è la Giornata Mondiale contro la pena di morte

La pena capitale viene applicata ancora in 58 stati tra cui U.S.A e Giappone

Giornata mondiale contro la pena di morte

L’11 ottobre è la giornata mondiale contro la pena di morte. Amnesty International riporta che 58 staticontinuano ad applicare la pena capitale nei loro ordinamenti, mentre 139 non la applicano, di diritto o in pratica.

Tra questi ultimi, 95 l’hanno abolita per tutti i tipi di reati, 9 l’hanno abolita per reati comuni (mantenendone la previsione solo per reati particolari, come quelli commessi in tempo di guerra) e 35, pur mantenendo la norma giuridica, non la applicano da oltre 10 anni (abolizionisti de facto).

Il 15 novembre 2007 la Terza commissione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato con 99 voti favorevoli, 52 contrari e 33 astenuti una risoluzione, fortemente sostenuta dall’Italia, che chiede la moratoria universale della pena di morte.

La pena di morte in Italia, fu abolita la prima volta durante il Regno d’Italia, nel 1889i. Fu reintrodotta dal regime fascista con il codice Rocco nel 1930, poi abolita nel 1944 e ripristinata l’anno seguente; con l’avvento della Repubblica (1946) è stata espressamente vietata dalla costituzione del 1948, tranne i casi previsti da leggi di guerra.

Gli Stati Uniti sono l’unico paese industrializzato, completamente libero e democratico, assieme al Giappone, che applica ancora la pena di morte.

La pena capitale è legale a livello federale (non applicata da alcuni anni: uno degli ultimi casi fu  nel 2001,  l’esecuzione del militare colpevole della strage di Oklahoma City del 1995), per 42 reati (alto tradimento, tradimento, spionaggio che metta in pericolo la sicurezza nazionale, omicidio di agenti federali, omicidio compiuto in parchi nazionali, omicidi in ambito militare, gravi atti di terrorismo ecc.).

In occasione di questa giornata contro la pena capitale è intervenuto anche il Presidente del Parlamento europeoMartin Schulz:L’opposizione alla pena di morte è uno dei valori più forti che unisce i cittadini dell’Unione europea; Quando le esecuzioni sono effettuate non vi è alcuna possibilità di rivedere una sentenza in un processo se emergono nuovi elementi. Neanche i sistemi giudiziari più efficienti ed equi sono esenti da errori.  Mi rammarico – ha concluso Schulz – del fatto che la Bielorussia sia l’unico Stato europeo che ricorre ancora alla pena capitale. E’ un ulteriore esempio di quanto Lukashenko sia riuscito a isolare la Bielorussia dal resto della comunità internazionale“.

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