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Edra Costruzioni Soc. Coop. - Impresa edile Senigallia

Governance, sostenibilità e innovazione, EDRA Costruzioni al tavolo promosso da Pieralisi e Ambrosetti

L’incontro dell’8 settembre a Jesi ha portato nelle Marche, a due giorni dalla chiusura del Forum di Cernobbio, il confronto sulla transizione come fattore di competitività

EDRA Costruzioni al tavolo promosso da Pieralisi e Ambrosetti

Una sala piena, con ogni sedia occupata e il tessuto imprenditoriale della regione al completo, ha accolto martedì 8 settembre negli spazi di Pieralisi Maip S.p.A., in via Don Battistoni a Jesi, l’incontro “Governance, Sostenibilità e Innovazione. La sfida della transizione per imprese, filiere e territori”, organizzato dall’azienda jesina insieme a TEHA Group, la società di ricerca e consulenza che il grande pubblico conosce come The European House – Ambrosetti.

Tra gli ospiti anche EDRA Costruzioni Soc. Coop., la cooperativa di costruzioni con sede a Senigallia presieduta da Gabriele Gentili, rappresentata per l’occasione dal consigliere avvocato Luca Antonietti, che ne cura anche la direzione degli affari legali.

L’invito, formulato personalmente dall’ingegner Aldino Zeppelli, amministratore delegato di Pieralisi Maip, ha selezionato una platea di imprese chiamate non ad assistere ma a discutere, secondo un formato che ha riservato l’ultima parte del programma al confronto diretto tra i partecipanti prima dell’aperitivo di networking.

L’evoluzione geopolitica in corso sta ridisegnando le priorità globali e mette in discussione la legittimità delle istituzioni, in particolare di quelle multilaterali, mentre l’attenzione dei decisori si sposta con decisione verso la sicurezza e l’autonomia strategica. In questo scenario le regole della sostenibilità sembrano perdere centralità, alimentando da un lato il greenlash, ovvero la critica alle politiche ambientali percepite come troppo costose e ideologiche, e spingendo dall’altro molte imprese che avevano già avviato percorsi di transizione a procedere in modo più discreto, riducendo l’esposizione.

La lettura proposta ai partecipanti ribalta però questa impressione superficiale. La sostenibilità è sempre più un tema di mercato e di business, perché banche, clienti e partner industriali hanno ormai incorporato stabilmente criteri ambientali e sociali nei propri processi decisionali, con effetti diretti sull’accesso al credito, sulla selezione dei fornitori e sulle opportunità di sviluppo. Ne discende che tanto le grandi quanto le piccole imprese sono chiamate a dotarsi degli strumenti necessari a dialogare con questi interlocutori, pena la progressiva estromissione dalle filiere più strutturate. La transizione, integrata nelle strategie e nei modelli operativi con un approccio proporzionato e pragmatico, diventa così un fattore di rafforzamento competitivo e non un costo da subire.

I lavori si sono aperti con i saluti dell’ingegner Zeppelli per Pieralisi Maip. È seguita la relazione principale, affidata a Francesco Dubini, senior professional sustainability di TEHA Group, dedicata al nesso tra governance, sostenibilità e innovazione e agli strumenti di pianificazione che consentono alle aziende di anticipare i cambiamenti e di accedere alle nuove opportunità di mercato e di finanziamento a supporto della transizione. Il punto di vista delle imprese è stato quindi portato da Giorgia Buttiglieri, group ESG manager di Ariston Group, e da Riccardo Cereda, membro del consiglio di amministrazione di Monini S.p.A., due realtà che pur operando in settori distanti condividono una proiezione internazionale costruita su radici territoriali profonde.

La collocazione in calendario dell’appuntamento non è stata casuale e merita di essere sottolineata. L’incontro jesino ha seguito di appena due giorni la conclusione della cinquantaduesima edizione del Forum di Cernobbio, ospitata a Villa d’Este dal 4 al 6 settembre con il titolo “Lo scenario di oggi e di domani per le strategie competitive”, tre giornate nelle quali TEHA Group ha presentato oltre venti tra ricerche e analisi davanti a rappresentanti di governi, istituzioni europee, imprese, università e finanza.

Trasferire quel patrimonio di elaborazione dentro un capannone industriale delle Marche, a distanza così ravvicinata, significa affermare che la discussione sulle strategie competitive non si esaurisce sul Lago di Como e che i territori manifatturieri non sono destinatari passivi di indirizzi calati dall’alto, bensì luoghi in cui quelle analisi vengono verificate, corrette e tradotte in decisioni aziendali. È questa la ragione per cui la partecipazione a un appuntamento apparentemente locale assume un rilievo che eccede i confini della provincia.

Un merito particolare va riconosciuto all’ingegner Aldino Zeppelli, la cui autorevolezza ha reso possibile un tavolo di questo livello. Alla guida di Pieralisi, egli conduce una storia industriale nata a Jesi e cresciuta fino a diventare un riferimento internazionale nella tecnologia della separazione, con applicazioni che dal comparto oleario si sono estese all’agroalimentare, al trattamento delle acque e all’economia circolare, secondo quel circular thinking che l’azienda ha assunto come cifra identitaria. Il percorso di forte espansione che il gruppo sta attraversando dimostra come innovazione tecnologica e responsabilità verso la comunità di origine possano procedere insieme, e come una impresa marchigiana possa competere sui mercati globali senza rinunciare al proprio radicamento.

Per EDRA Costruzioni la partecipazione all’incontro si inscrive in una linea di condotta consolidata, che vede la cooperativa presente attraverso i propri organi di governo in ogni sede nella quale si discuta del futuro produttivo del territorio. La governance, nella prospettiva che la società ha fatto propria, non è un apparato di controllo sovrapposto all’attività di cantiere ma la struttura che rende possibile assumere impegni credibili verso committenti pubblici e privati, istituti di credito, filiere di fornitura e maestranze.

“La sostenibilità non è un capitolo separato del bilancio, è il modo in cui un’impresa decide di stare dentro il proprio territorio e di rispondere a chi le affida un lavoro, un credito, una comunità”, ha osservato l’avvocato Antonietti a margine dei lavori. “Per una cooperativa di costruzioni la governance non è un adempimento, è la condizione che rende possibile ogni operazione di territorio, perché senza regole chiare e senza una catena di responsabilità riconoscibile non si costruisce nulla che duri”.

Su questo terreno la cooperativa senigalliese ha investito in modo strutturale attraverso EDRA 5.0, l’ecosistema digitale proprietario che si occupa dei processi di cantiere e nella gestione delle commesse, e attraverso un’attività che negli ultimi anni ha visto la società impegnata su interventi di miglioramento sismico, efficientamento energetico, costruzione e recupero del patrimonio esistente. Sono i cantieri, più delle dichiarazioni, a misurare la coerenza di un percorso di transizione.

L’incontro dell’8 settembre ha lasciato ai partecipanti una consapevolezza condivisa, ovvero che in un territorio come quello marchigiano, caratterizzato da una forte identità produttiva e da un legame profondo tra impresa e comunità, la sostenibilità può rappresentare un elemento distintivo ancora più rilevante, capace di coniugare competitività e sviluppo locale.

Una consapevolezza che EDRA Costruzioni intende continuare a portare nei tavoli in cui si decide il profilo industriale delle Marche dei prossimi anni.

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