“Corrado Conti nella sua Senigallia continua a essere dimenticato”
"Dimenticare mio nonno, che dal nulla ha insegnato a lavorare, ha perso tutto e s’è rimboccato le maniche. Un esempio che evidentemente Senigallia non merita"

Leggendo il comunicato del Consigliere Marco Lion, mi son domandato se veramente siamo a Senigallia oppure su Marte, perché altrimenti non trovo una spiegazione. Lungi da me dall’entrare nella vicenda Mario Giacomelli: non lo conoscevo personalmente e da semplice cittadino non sono io a dover decidere se merita una via o una piazza o entrambe.
Il punto è un altro. Come si fa a chiudere entrambi gli occhi su una figura che a Senigallia ha fatto tanto come mio nonno Corrado Conti? Su di lui non basta che si sia espresso Papa Francesco? Non bastano oltre 50 brevetti? Non è sufficiente che abbia insegnato il lavoro tramite la Scuola E.N.A.L.C. in viale Buonopera (in foto) prima o presso la sua Industria Ottica e Meccanica a persone che successivamente hanno aperto aziende tutt’ora esistenti? Non è sufficiente nemmeno che abbia prodotto il film con la regia di Vittorio De Sica: La Porta Del Cielo? Neanche che i suoi brevetti siano arrivati fino a Macao?
Inutile ricordare quanto fatto per questa città, potrei tirar fuori tanti di quei documenti sia video che cartacei, ma se non c’è la volontà, è solo tempo perso. Dal 1958 che è deceduto, sono state prese solo due iniziative per lui: un calendario fatto dall’Associazione Rione Porto e l’altra l’ha presa il Giomarche conferendogli la targa alla memoria (come Mario Giacomelli) anche grazie a Riccardo Montesi. Inoltre Francesco Sestito, divulga spesso le foto che ha in archivio, oltre a Senigallia Notizie che ha sempre pubblicato ogni cosa riguardante mio nonno senza nessun problema.
La cosa più triste, è che l’unica persona che riconosceva veramente tutti i meriti a Corrado Conti, è la stessa a cui è stata intitolata giustamente la Sala Consigliare.
Una cosa la voglio dire. Che insegnamento arriva ai più giovani? Dimenticare una figura che dal nulla ha insegnato a lavorare in un periodo difficile, ha perso tutto con i bombardamenti e s’è rimboccato le maniche nonostante i pochi soldi. Un esempio che evidentemente Senigallia non merita.
Non si tratta soltanto di chiedere di aggiornare la toponomastica con una via o con una piazza, piuttosto bisognerebbe aver una visione che rappresenti al meglio ciò che era Corrado.
Un esempio ce l’ha dato la Confartigianato quando ha donato un simulatore di guida all’IS Corinaldesi Padovano di Arcevia (il Dirigente Scolastico Simone Ceresoni è stato mio maestro all’elementari), dimostrando quella visione futurista cara a Corrado. Questi son progetti fatti bene e che coinvolgono. Casomai ci fosse qualcuno che ha smarrito la memoria, ricordo che mio nonno compare anche tra quelli che firmarono il verbale per autorizzare le modifiche al circuito automobilistico di Senigallia.
Giorgio Maria Conti

























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