“Ferragosto nell’anno dedicato a s. Francesco: no a usanze che possono ledere il patrimonio naturale”
Mirella Verde: "Si al ritorno dei CASTELLI DI SABBIA. E, se si puo', una passeggiata nel bosco di san Francesco"

Arriva la festa di Ferragosto, che costituisce uno uno dei momenti più attesi dell’estate italiana, per le giornate al mare o in vacanza, grigliate con gli amici, bagni di mezzanotte e , in alcuni luoghi, fuochi artificiali.
Senza scrivere delle radici storiche di questa festività, note ai più, vorrei invece soffermarmi su alcuni suoi aspetti senz’ altro, a mio avviso, negativi, legati a Ferragosto, spesso ancora e ripetutamente in uso, che lo sono ancor di più se pensiamo che questo , come più volte ricordato, è l’ anno di San Francesco, garante dell’ ambiente , della flora e della fauna che non devono essere messe in pericolo da usanze che, l’ evolversi dei tempi e, mi auguro una più sensibile coscienza ambientalista, dovrebbero cancellare.
Mi riferisco alla tradizione delle grigliate che, se fatte in modo e in luoghi impropri, sono un vero e proprio pericolo perché basta una scintilla a provocare incendi che distruggono la natura e anche la fauna selvatica.
Prendiamo piuttosto esempio dall’ amministrazione comunale di Trento che permette barbecue solo nelle aree attrezzate. E ordina a chi fuma di non buttare mozziconi nel bosco,invitando i cittadini e i turisti alla massima prudenza.
Ma se proprio non vogliamo rinunciare alla grigliata , che deve essere organizzata in condizioni di assoluta sicurezza , diamo retta a quanto ci raccomanda l’Istituto Superiore di Sanità: niente carne grigliata a Ferragosto, ma per favorire l’ idratazione corporea aggravata dal gran caldo, sostituire la carne ( finalmente!) con “un antipasto fresco con verdure grigliate, hummus e crudité; come primo una pasta fredda con pomodorini, legumi e verdure oppure insalata di farro o orzo con verdure di stagione. Come secondo piatto, a seguire, si può puntare su legumi in una ricca insalata di pomodori, cetrioli e basilico accompagnati abbondante verdura cruda o cotta. Infine, spazio anche anche al dessert per il quale è consigliata una macedonia di frutta fresca o una piccola porzione di gelato o sorbetto.”
E diamo retta , dato che è l’ anno in cui lo celebriamo, a san Francesco che, secondo un racconto di Tommaso da Celano, un giorno il Santo d’ Assisi e un compagno si imbatterono in un uomo che portava due agnelli sulle spalle per venderli al mercato. Francesco, consapevole del fatto che i due animali sarebbero stati venduti per essere uccisi e poi arrostiti per essere mangiati, barattò il mantello con i due agnellini, salvando loro la vita. Lo stesso Tommaso da Celano scrive che san Francesco “aveva una tenerezza particolare per gli agnelli, perché nella Scrittura Gesù Cristo è paragonato, spesso e a ragione, per la sua umiltà al mansueto agnello. Per lo stesso motivo, il suo amore e la sua simpatia si volgevano in modo particolare a tutte quelle cose che potevano meglio raffigurare o riflettere l’immagine di Dio”.
Come anche per amore e rispetto per la vita ,per favore annulliamo i giochi pirotecnici sul mare che quest’ anno a Senigallia sono in programma il 18 agosto e che sono un vero trauma per gli animali sia domestici, che, spaventati, possono fuggire da casa ed essere vittime di incidenti anche mortali, sia per i gatti delle colonie già bersaglio, d’ altro canto, di violenza ( come anche quelli domestici dei quali continuo a ricevere segnalazioni di improvvise scomparse o di brutalità perpetrate ai loro danni talmente orrende da essere degne di film horror), sia per la fauna selvatica, gabbiani, aironi ecc. Il mare lo si può celebrare in altro modo, anche per rispetto delle numerose vittime che lasciano la vita fra le onde. Ad es. si può a lume di candela organizzare un recital di poesie sul mare , da recitare senza frastuono accompagnati dallo sciabordio delle onde. Un suono della natura che rispetta la natura stessa. Proteggendola. E amandola.Secondo il volere di San Francesco.
Ma, in mezzo a tutte queste negatività, finalmente una nota positiva : il ritorno a Cesano di Senigallia di “Castelli di sabbia”, una manifestazione, organizzata da La Marina Pro Cesano,completamente gratuita che negli anni ha coinvolto numerosi bambini, ragazzi, famiglie e adulti, impegnati nell’ideazione e nella realizzazione di opere e castelli di sabbia lungo il tratto di spiaggia compreso tra i Bagni 4 e il Bar Batik.
Lo scopo. è sempre stato quello di offrire un’occasione di divertimento sano e creativo, favorendo l’aggregazione, la socializzazione e la condivisione tra cittadini e turisti.
E sviluppando creatività e fantasia soprattutto nei giovanissimi e anche nei meno giovani, che avranno occasione di ritrovare quello spirito ludico e giocoso che regala momenti di svago senza far del male a nessuno. Gustando la gioia della manipolazione della sabbia raffinata e ritrovando anche la dimensione del sogno e della speranza. Quella di coltivare insieme ai giovanissimi un mondo da accarezzare come l’ onda sfiora la riva. Con la pazienza. Per costruire, fare e rifare qualcosa con le proprie mani. Un augurio questo per avere al piu’ presto, con la collaborazione di tutti, un pianeta migliore.
E per chi vuole onorare ancor di più san Francesco, ricercando quel silenzio e quell’ armonia che spesso mancano nella frenetica vita d’ oggi, consiglierei in questo periodo di ferie , una passeggiata nel Bosco di San Francesco: un cammino che diventa anche un percorso interiore e che ha ispirato l’ artista Michelangelo Pistoletto ( quello della Venere degli stracci , a cui fu dato fuoco – mi riferisco all’ opera- qualche tempo fa) nella creazione di un’opera di land art., e a cui si giunge attraversando un percorso immerso in una natura incontaminata, ricca di sorprese. Tra le quali il “Terzo Paradiso” appunto del maestro Michelangelo Pistoletto: 121 ulivi disposti a doppio filare che formano tre ampi elementi circolari tra loro tangenti, di cui uno maggiore al centro e con un’asta alta 12 metri a simboleggiare l’unione tra cielo e terra. L’invito che l’ opera d’ arte ( che è un’ opera viva) suggerisce è quello di percorrere la serpentina di stradine tra i filari e diventare così parte di quest’opera che contiene una proposta di riflessione sulla possibile serena coesistenza tra l’uomo e la natura, qui simboleggiata dalla ” terza sfera”. Il “terzo paradiso”, appunto. Un’ unione intima , una fusione che deve farci ricordare ancora di più l’ esigenza di coltivare amore e protezione verso il patrimonio naturale. Che ha un cuore che batte. Che è vita. E da’ vita. Nel segno di una pace di cui il mondo ha davvero bisogno.
Mirella Verde
docente di italiano e storia in pensione
Responsabile di una colonia felina a Cesano di Senigallia


























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