Antica fontana delle oche di Senigallia: una proposta per riqualificare uno spazio urbano
"L'area è costantemente oltraggiata dalle auto, quando potrebbe essere un luogo di piacevole sosta grazie a idonee alberature"

Esistono luoghi sotto gli occhi di tutti che sono inspiegabilmente negletti. Il nuovo governo cittadino e le opposizioni dovrebbero trovare delle convergenze su quanto di più comune e condivisibile ci possa essere: il decoro urbano.
Nel centro storico di Senigallia vi sono tre fontane storiche: Il monco di piazza Roma, la fontana dei leoni e la fontana delle oche.
Quest’ultima oggi è uno spartitraffico aggredito da parcheggiatori selvaggi ed abusato da coloro che fanno le consegne ai negozi. E dire che siamo in una zona della città ricca di parcheggi: tutto viale Leopardi, i piazzali di fianco alla ex GIL ed il parcheggio a servizio dell’OVS. Nonostante ciò e le multe salate l’area è costantemente oltraggiata dalle auto quando potrebbe essere un luogo di piacevole sosta.
Originariamente era proprio così e a dimostrarlo c’è la bella seduta in pietra che circonda la fontana. Fronteggiava un’antica porta d’accesso alla città, demolita e soppiantata purtroppo da un intervento edilizio realizzato in epoca fascista che di certo non può essere considerato pregevole con quei propilei insignificanti all’ingresso del corso.
La fontana venne attivata in epoca roveresca con la realizzazione dall’acquedotto San Gaudenzio che alimentava anche le altre fontane cittadine.
La struttura è costituita da un ottagono in pietra d’Istria con balaustre leggermente bombate intervallate da lesene. Le balaustre sono di due diverse ampiezze che si alternano per misura formando un elegante anello.
Due oche contrapposte, ma in realtà anatre o germani, fanno zampillare l’acqua dai rispettivi becchi che in tempi non tanto lontani una sciagurata amministrazione li ha mutilati per facilitare l’uscita del getto.
Sotto gli zampilli, due grate in ferro che un tempo servivano da base per appoggiare i secchi da riempire d’acqua.
Doverosa sarebbe la cura di questo luogo, di questo antico segno urbano. Si dovrebbe fisicamente impedire il parcheggio alle auto piantando quattro idonee alberature d’ombra posizionate sugli spicchi angolari della piazzola circostante.
Questo è uno tra gli spazi urbani più soleggiati e transitati dai pedoni. Con poca spesa e un bel progetto di sistemazione urbana si potrebbe restituire dignità perduta ad un luogo storico della città.
Con gli alberi si procurerebbe ristoro visivo e respiratorio ai passanti e le antiche sedute in pietra potrebbero ancora esercitare la funzione di un tempo quando ci si fermava a bere, a osservare e a conversare.


























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