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Campanile: “I moderati non si riconoscono in una destra sempre più radicale”

"Senigallia ha bisogno di equilibrio, competenza e rispetto"

Partito Democratico - Romano Sindaco - Elezioni comunali Senigallia 2026
Gennaro Campanile candidato alle elezioni comunai 2026 con il Partito Democratico

Domenica prossima gli elettori di Senigallia saranno chiamati a scegliere tra due proposte politiche molto diverse. Da una parte una coalizione di centrosinistra larga, riconoscibile, plurale. Dall’altra una coalizione che negli ultimi anni si è progressivamente spostata verso una destra sempre più marcata, nella quale gli spazi moderati appaiono sempre più stretti.

È questo uno degli aspetti più evidenti della campagna elettorale che sta per concludersi. Cinque anni fa una parte dell’elettorato moderato, laico, civico e anche cattolico guardò con attenzione alla candidatura di Massimo Olivetti, presentata come una proposta amministrativa equilibrata e radicata nella città. Oggi quello schema non esiste più. La coalizione che sostiene Olivetti è sempre più condizionata dal peso politico di Fratelli d’Italia e Lega, partiti che hanno imposto temi, linguaggio e priorità della campagna elettorale.

Non è un dettaglio formale. La politica locale non vive solo di simboli, ma i simboli indicano una direzione. E quando le figure che avrebbero dovuto rappresentare l’area moderata finiscono per confluire dentro i partiti più identitari della destra, il risultato è chiaro: il centrodestra perde il suo centro e diventa una destra sempre più netta, più rigida, più distante dalla cultura del confronto.

In questi cinque anni Senigallia ha già visto gli effetti di questo modo di amministrare: poca disponibilità all’ascolto, scarsa trasparenza, decisioni calate dall’alto, confronto ridotto al minimo. Una città, invece, ha bisogno di amministratori capaci di tenere insieme differenze, competenze e sensibilità diverse. Ha bisogno di equilibrio, non di arroccamenti. Ha bisogno di serietà, non di propaganda.

Il punto non è chiedere agli elettori moderati di cambiare la propria storia. Il punto è riconoscere che oggi, nella coalizione di Olivetti, quella storia ha sempre meno spazio. Chi cerca una politica laica, aperta, civica, rispettosa delle istituzioni e delle persone, difficilmente può ritrovarsi in una proposta sempre più segnata dai partiti della destra radicale.

Il centrosinistra, al contrario, si presenta agli elettori con un profilo più lineare. Le liste sono riconoscibili, le culture politiche sono dichiarate, le presenze civiche sono chiare. Non c’è stata una campagna di assorbimento o di trasformismo. C’è una coalizione che tiene insieme sensibilità diverse attorno a un progetto comune per la città.

È dentro questo quadro che va letta anche la mia candidatura da indipendente nella lista del Partito Democratico. La mia storia è sempre stata chiara: non vengo dalla destra, non mi riconosco nel centrodestra, ma rivendico una cultura moderata, laica, con radici cattoliche, aperta alla società e lontana da ogni radicalismo.

Credo nella buona amministrazione, nel confronto, nella responsabilità e nella possibilità di trovare soluzioni condivise anche partendo da idee diverse. Per questo mi rivolgo anche agli elettori moderati che oggi non si riconoscono più nella coalizione di Olivetti: Senigallia ha bisogno di equilibrio, competenza e rispetto. Non di una destra sempre più chiusa su sé stessa.

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