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Battisti, M5S: “Il 25 aprile e le Harley Davidson. Olivetti continua a dividere Senigallia”

"Ammettere di avere preso una cantonata, gioverebbe alla reputazione"

Paolo Battisti

A Senigallia, dal 30 aprile al 3 maggio, si terrà un grande raduno europeo delle Harley Davidson.

Un evento importante, capace di portare turismo e visibilità. Io sono andato l’altra volta e andrò anche quest’anno. Bella gente, pacifica e simpatica.

Benissimo quindi, l’unica cosa buona partorita direttamente da Olivetti in 5 anni (perché se escludiamo i progetti del PNRR e le pratiche messe in campo dalle precedenti amministrazioni – vedi rotatoria della Penna – c’è pochissimo di originale della sua giunta).

Però Olivetti anche in questo caso ha diviso la città, perché non è il Sindaco di tutti, e non va bene. Perché quando lo sviluppo e l’attrattività di una città entrano in conflitto con i suoi valori fondamentali, è lì che si misura davvero la qualità delle scelte amministrative.

Per il 25 aprile, giorno della Liberazione, l’ANPI aveva chiesto l’utilizzo del Foro Annonario per celebrare una delle ricorrenze più importanti della nostra storia repubblicana. La richiesta non è stata accolta: la piazza sarà occupata dagli stand legati all’evento motociclistico, che però inizierà 5 giorni dopo. Quindi si potevano fare tutte e due le iniziative senza problemi.

Ma quella di Olivetti è una decisione che va oltre la semplice gestione degli spazi. È una scelta che manda un messaggio politico preciso, che divide invece di unire.

Il 25 aprile non è una festa “di parte”. Non è la festa di una sola area politica. È la festa di tutti gli italiani. È il giorno in cui si ricorda la fine dell’occupazione nazifascista e la nascita della nostra democrazia. Durante la Resistenza sono morti decine di migliaia di italiani: non erano tutti comunisti, come spesso si prova a semplificare per denigrare.

C’erano donne e uomini di ogni estrazione: preti, liberali, repubblicani, socialisti, contadini, operai, carabinieri, persino membri dell’aristocrazia. Persone diverse, unite da un’idea comune di libertà.

Io ho scritto un libro: “Marche, nascita di una democrazia”. In copertina ci sono 5 foto (un prete, un ragazzo di colore, un carabiniere, un partigiano e una partigiana). Il libro raccoglie oltre 850 storie e testimonia il sacrificio di tanti marchigiani per la nascita della Repubblica italiana. Molte di queste persone sono morte per dare anche a te la libertà di esprimerti, Olivetti. Chiamami, te lo regalo volentieri!

Un sindaco, ricordiamolo, qualunque sia la sua appartenenza politica, non rappresenta solo chi lo ha votato. È il sindaco di tutti. E proprio per questo dovrebbe garantire che una giornata come il 25 aprile sia vissuta come un momento di unità, non come un’occasione sacrificabile.
Sarebbe bastata una scelta semplice e di buon senso: posticipare al 26 aprile l’allestimento degli stand, lasciare la piazza alla città nel giorno della Liberazione. Olivetti dovrebbe partecipare egli stesso a tutte le celebrazioni. Sarebbe un segnale di rispetto istituzionale e di coesione civica. Ma a lui (vedi il Ponte del Fiatone) piace solo dividere.

Senigallia oggi ha bisogno di unità. Le sfide che ci attendono sono importanti e riguardano tutti, al di là delle appartenenze politiche. Dalla necessità di ottenere per il nostro ospedale un trattamento adeguato, al tema delle infrastrutture – come il ponte – fino agli interventi fondamentali per la sicurezza del territorio, come le vasche di espansione. Sono battaglie che richiedono una comunità coesa, capace di parlare con una sola voce.
Se davvero si vuole destagionalizzare e valorizzare Senigallia, allora si abbia il coraggio di investire anche nella sua identità civica. Si faccia del 25 aprile un momento centrale, capace di attrarre persone da ogni parte di Europa.

Olivetti ha fatto il ‘grande’ gesto di concedere all’Anpi piazza Manni (piazzetta piccolissima dove passa tanta gente per andare dal Foro a Piazza del Duca e viceversa, e quindi gli spazi si riducono ulteriormente). Il Sindaco, e mi rivolgo a tutti i democratici, ha pensato di farci un dispetto.

Sicuramente Olivetti non sa che Ottorino Manni fu un uomo di una caratura e di uno spessore incredibili. Nonostante fosse gravemente malato, combatté sempre con tutte le sue forze il Fascismo, tanto che al suo funerale, nel 1925, nonostante i divieti della milizia fascista, andarono 2mila persone.

Quindi, anche in suo onore, saremo fieri di rendere stracolma questa piazza!

Paolo Battisti – Movimento 5 Stelle Senigallia – Parte del gruppo territoriale Val Misa

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