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Senigallia Concerti 2025/26 - Cajkovskij e Brahms - 1 febbraio 2026

La Dolce Vita a Senigallia Concerti: quintetto e orchestra, un incastro che alza il livello

Una serata con grandi musicisti della scena jazz e con un cuore inatteso... - Le FOTO di Simone Luchetti e Loris Francoletti

Stefano Di Battista Quintet e Colours Jazz Orchestra in concerto a Senigallia - Foto Simone Luchetti e Loris Francoletti

Alla Fenice di Senigallia, La Dolce Vita mette subito in chiaro l’idea: prendere temi e canzoni che appartengono alla storia italiana e farli respirare dentro un dispositivo jazz, quintetto e big band insieme. La prima regionale del progetto — Stefano Di Battista Quintet con la Colours Jazz Orchestra diretta da Massimo Morganti — va in scena in un clima ideale: sold-out, sala calda e partecipe.

Il titolo riprende quello dell’album pubblicato da Warner Music Arts nel 2024 e ne conserva l’intento: tenere viva e brillante quella grande musica, riportandola al pubblico di oggi nella sua chiave.

Di Battista guida tutto con un suono pieno e cantabile, da sassofonista che non rinuncia mai alla melodia anche quando spinge sull’improvvisazione. Ha il passo del narratore: fraseggio limpido, accento deciso e quella capacità rara di far sembrare naturale anche il virtuosismo.

Dal vivo l’equilibrio funziona perché quintetto e orchestra si completano senza sovrapporsi. La bacchetta e gli arrangiamenti di Morganti emergono nel modo in cui la big band entra ed esce dalla trama senza mai invadere il suono del gruppo, aggiungendo colore, rilanci e massa sonora dove serve.

Si percepisce una leadership condivisa: Di Battista resta il centro, Morganti ne bilancia la traiettoria. Non per parità gerarchica, ma per intesa e per quella capacità — riconosciuta dallo stesso Di Battista nell’intervista che pubblicheremo martedì 20 gennaio — di trovare la soluzione armonica giusta al momento giusto.

È un lavoro che rende l’insieme più grande senza snaturarlo e porta il canzoniere italiano dentro una cornice orchestrale capace di evocare le big band d’oltreoceano per atmosfera e slancio.

Stefano Di Battista Quintet e Colours Jazz Orchestra in concerto a Senigallia - Foto Simone Luchetti e Loris FrancolettiStefano Di Battista Quintet e Colours Jazz Orchestra in concerto a Senigallia - Foto Simone Luchetti e Loris Francoletti

Stefano Di Battista Quintet e Colours Jazz Orchestra in concerto a Senigallia - Foto Simone Luchetti e Loris FrancolettiStefano Di Battista Quintet e Colours Jazz Orchestra in concerto a Senigallia - Foto Simone Luchetti e Loris Francoletti

Stefano Di Battista Quintet e Colours Jazz Orchestra in concerto a Senigallia - Foto Simone Luchetti e Loris FrancolettiStefano Di Battista Quintet e Colours Jazz Orchestra in concerto a Senigallia - Foto Simone Luchetti e Loris Francoletti

Stefano Di Battista Quintet e Colours Jazz Orchestra in concerto a Senigallia - Foto Simone Luchetti e Loris FrancolettiStefano Di Battista Quintet e Colours Jazz Orchestra in concerto a Senigallia - Foto Simone Luchetti e Loris Francoletti

In questo senso è interessante la lettura che Di Battista darà ai nostri microfoni subito dopo il concerto: la bellezza di ascoltare pagine cruciali della nostra storia musicale immerse in un clima da big band americana, come se la memoria italiana trovasse una nuova luce proprio dentro quell’apparato timbrico e quell’energia collettiva. Di Battista non tratta questi temi come reliquie: non cartoline dal passato, ma materiale vivo, da far respirare. Nel suo sassofono la canzone resta riconoscibile e, insieme, si apre: il tema è punto di partenza, non cornice.

Il flusso continuo in cui tema e improvvisazione si fondono senza confini, che abbiamo apprezzato nell’incisione, dal vivo vira a tratti su una grammatica più dichiarata: alcuni assoli, in teatro, occupano una scena più centrale dove la band lascia al solista il suo spazio-tempo. Non è un passo indietro, è una scelta linguistica che porta brillantemente un concept dalla sala d’incisione al palco: l’individualismo del jazz classico, quando è sostenuto da una scrittura intelligente, diventa un punto di forza.

E infatti non sono solo i membri del quintetto a guadagnare la ribalta: anche dall’orchestra spuntano ben riconoscibili le voci dei solisti – Samuele Garofoli (tromba), Paolo Mancini (trombone), Simone La Maida (alto) e Marco Postacchini (baritono). È l’ulteriore conferma che la big band è un interlocutore primario e non un mero fondale. E mentre Di Battista si diverte a interagire e duettare con i solisti, il resto del quintetto dice la sua: Daniele Sorrentino (contrabbasso) e Gino Del Prete (batteria) lavorano su una ritmica serrata e dinamica; Andrea Rea (pianoforte) cuce le trame, aprendo anche al cantabile, alleggerendo e rilanciando l’insieme. Matteo Cutello (tromba) alterna virtuosismo individuale a intese e dialoghi serrati con il sassofono di Di Battista.

Stefano Di Battista Quintet e Colours Jazz Orchestra in concerto a Senigallia - Foto Simone Luchetti e Loris FrancolettiStefano Di Battista Quintet e Colours Jazz Orchestra in concerto a Senigallia - Foto Simone Luchetti e Loris Francoletti

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Stefano Di Battista Quintet e Colours Jazz Orchestra in concerto a Senigallia - Foto Simone Luchetti e Loris FrancolettiStefano Di Battista Quintet e Colours Jazz Orchestra in concerto a Senigallia - Foto Simone Luchetti e Loris Francoletti

Stefano Di Battista Quintet e Colours Jazz Orchestra in concerto a Senigallia - Foto Simone Luchetti e Loris FrancolettiStefano Di Battista Quintet e Colours Jazz Orchestra in concerto a Senigallia - Foto Simone Luchetti e Loris Francoletti

Stefano Di Battista Quintet e Colours Jazz Orchestra in concerto a Senigallia - Foto Simone Luchetti e Loris FrancolettiStefano Di Battista Quintet e Colours Jazz Orchestra in concerto a Senigallia - Foto Simone Luchetti e Loris Francoletti

C’è un cuore inatteso nella serata: sono i giovani in platea e la relazione che nasce.

Il colpo d’occhio più bello è la presenza degli alunni delle scuole medie di Senigallia e Ostra e del Liceo “Perticari” di Senigallia, accompagnati dai rispettivi insegnanti di musica. Di Battista se ne accorge subito e li coinvolge, intrecciando dal palco un rapporto che non ha nulla di formale: si sente che per lui è un tema vero. Sottolinea anche un dato identitario del progetto: un quintetto composto da giovani talenti, e in particolare insiste sul percorso di Matteo Cutello, trombettista ragusano giovanissimo, già passato da una formazione alla Berklee.

Al posto del classico bis, il finale regala un gesto teatrale e affettuoso: Di Battista e Cutello scendono dal palco con gli strumenti radiomicrofonati e vanno a suonare in mezzo al pubblico, accolti da mani tese e sorrisi. Tornati sul palco, esplode il climax della serata con un’ultima esecuzione irresistibile che fa un salto oltremanica, alle radici del british rock: attacco con Come Together e chiusura con il leggendario riff di Sunshine of Your Love. Divertimento puro: un gioco collettivo, travolgente, che chiude la serata con una sensazione rara: un solo battito sul palco e in sala.

Dopo il progetto Friends, che nella scorsa edizione ha visto sul palco della Fenice il trombettista Enrico Rava, anche quest’anno Senigallia Concerti ha portato in città protagonisti ai massimi livelli del jazz. Il successo sempre crescente della manifestazione promossa dall’associazione LeMuse conferma la lungimiranza delle scelte del direttore artistico Federico Mondelci che anche in questa edizione ha voluto il sodalizio con le scuole per divulgare la musica di qualità verso le nuove generazioni.

Stefano Di Battista Quintet e Colours Jazz Orchestra in concerto a Senigallia - Foto Simone Luchetti e Loris FrancolettiStefano Di Battista Quintet e Colours Jazz Orchestra in concerto a Senigallia - Foto Simone Luchetti e Loris Francoletti

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Stefano Di Battista Quintet e Colours Jazz Orchestra in concerto a Senigallia - Foto Simone Luchetti e Loris FrancolettiStefano Di Battista Quintet e Colours Jazz Orchestra in concerto a Senigallia - Foto Simone Luchetti e Loris Francoletti

Foto di Simone Luchetti e Loris Francoletti

 

Per il prossimo appuntamento con Senigallia Concerti torna il matinée.
Domenica 1 febbraio 2026, alle ore 17:00

CAJKOVSKIJ E BRAHMS

FORM – Orchestra Filarmonica Marchigiana
Alessandro Taverna – pianoforte
Matthias Bamert – direttore

Pëtr Il’ič Čajkovskij
Concerto per pianoforte e orchestra in Si♭ minore n. 1 op. 23

Johannes Brahms
Sinfonia n. 3 in Fa maggiore op. 90

Info e prevendite su Vivaticket

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