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“Io so chi sono i responsabili, come lo sanno i cittadini che conoscono bene la professionalità del personale che li assiste”

Mangialardi sull'episodio all'ospedale di Senigallia denunciato da Paolo Battisti

Maurizio Mangialardi

Ho atteso alcune ore prima di commentare l’increscioso episodio avvenuto ieri presso l’Ospedale di Senigallia dove un paziente oncologico è stato costretto a stendersi per terra poiché, dopo ore e ore di attesa, non gli era ancora stato fornite né un letto e nemmeno una lettiga, non potendo sopportare per i dolori lancinanti causati dalla malattia la posizione seduta.


Voglio esprimere innanzitutto la mia piena, totale solidarietà e la più sentita vicinanza al nostro concittadino costretto a patire una situazione non solo lesiva per la salute a livello psicofisico, ma che risulta un vero e proprio affronto alla dignità umana, contraria a ogni più basilare diritto dei pazienti.
Con altrettanta forza e convinzione, esprimo anche la mia solidarietà nei confronti di tutto il personale impiegato presso il nosocomio “Principe del Piemonte”: medici, infermieri, oss che quotidianamente garantiscono il diritto alla salute pur tra infinite difficoltà, con turni massacranti e condizioni di lavoro al limite dell’impossibilità.

Leggo che l’AST ha aperto una procedura interna, un fascicolo per accertare le responsabilità di quanto avvenuto. Ora, seppur ogni indagine è certamente legittima, non credo sia necessaria alcuna procedura per comprendere di chi è la colpa di quanto avvenuto.

Io so chi sono i responsabili, lo sanno i cittadini che conoscono bene la professionalità del personale che li assiste.

Non c’è bisogno di aprire alcun fascicolo per rendersi conto che la direzione politico-amministrativa della sanità nelle Marche si sta rivelando inadeguata: le riforme attuate stanno peggiorando la situazione, invece di migliorarla.

La colpa non è del personale, ma della carenza di personale e della carenza di materiale, strumenti, medicinali causata dalle difficoltà finanziarie che interessano in particolare della AST Ancona. Si parla spesso dei tetti di spesa per le assunzioni del personale; ma non c’è alcun tetto per l’acquisto di lettighe, traverse, cuscini, non c’è alcun tetto per le spese di funzionamento delle strutture.

Eppure, questo e tanti altri casi che purtroppo si registrano continuamente, testimoniano di continue anomalie nel funzionamento del servizio sanitario regionale. Quando ero Sindaco, ricordo che alcuni soggetti evocavano soluzioni semplici, che avrebbero risolto come una bacchetta magica tutti i problemi: sarebbe bastato, secondo loro, “sbattere i pugni sul tavolo”, pretendere soluzioni, e sarebbero arrivate agevolmente.

Sono passati 5 anni e non solo quelle soluzioni, che sembravano così a portata di mano, non sono arrivate, ma al contrario sono sopraggiunti problemi e disservizi sempre più gravi e pesanti, fino al punto da non avere nemmeno gli spazi e gli strumenti per trattare un paziente oncologico con codice arancione al pronto soccorso, costringendolo a infinite ore di attesa.

Nessuno può pensare di trattare questo caso come un episodio singolo, legato alla presunta mancanza di professionalità del personale; è piuttosto, invece, il prodotto di un malfunzionamento sistemico, le cui origini rimontano all’intera organizzazione del servizio, in capo alla politica e alla dirigenza. Scaricare la colpa sul personale come capro espiatorio sarebbe un errore gravissimo. Servono, al contrario, più risorse e azioni concrete volte a migliorare la funzionalità dei servizi.

Il Presidente Acquaroli ha parlato della necessità di riformare il Piano socio-sanitario che la sua stessa Giunta ha approvato nel 2023: si tratta ormai di una urgenza inderogabile.

Su questo, sì, andrebbe aperto un fascicolo e una procedura non tanto per accertare le responsabilità (sono già ben note!), ma per fornire le risposte che servono alle esigenze di cura dei marchigiani.

Maurizio Mangialardi

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