“Non si può pensare di risolvere ogni controversia con la guerra”
La lettera della scuola di Pace di Senigallia al primo ministro della Groenlandia

La Scuola di Pace “Vincenzo Buccelletti” del Comune di Senigallia ha inviato una lettera (che alleghiamo) al Primo Ministro della Groenlandia, Jens-Frederik Nielsen, per esprimere piena solidarietà al popolo groenlandese alla luce del rischio concreto di invasione armata da parte degli Stati Uniti d’America.
Di fronte alla possibilità di questa nuova e palese violazione del diritto internazionale e alle prevedibili azioni di contrasto da parte delle istituzioni e del popolo della Groenlandia, la Scuola di Pace di Senigallia ritiene che siano molto più efficaci i metodi della difesa popolare nonviolenta per resistere all’eventuale attacco armato e ipertecnologico ordinato da Trump.
Forti della legittimità delle proprie rivendicazioni, senza produrre morte, sofferenza o odio, e capaci di mobilitare la popolazione attraverso strumenti concreti come scioperi, boicottaggi, chiusura dei negozi, marce e manifestazioni pacifiche, i groenlandesi possono rinnovare l’efficacia della resistenza civile nonviolenta, come Gandhi in India, i danesi e i norvegesi contro la Germania nazista, la liberazione della Serbia dal regime di Milosevic nel 2000, la lotta contro l’apartheid in Sudafrica, dimostrando così come la resistenza nonviolenta possa avere successo anche contro potenze militari superiori.
La Scuola di Pace di Senigallia ribadisce, anche in questo caso, che la guerra non possa essere adottata «come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali», come dettato dall’articolo 11 della nostra Costituzione. La resistenza civile nonviolenta del popolo groenlandese, un’azione diplomatica seria e coerente ispirata al diritto internazionale, l’apporto delle organizzazioni internazionali, possono essere capaci di affrontare e risolvere questa ed altre crisi, prima che le tensioni pongano le nazioni e il mondo stesso sull’orlo del baratro.
La Presidenza
Emanuela Sbriscia Fioretti e Roberto Mancini


























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