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Interessante e partecipata la serata del gruppo fotografico F7 di Senigallia

Il prof. Enzo Carli ha introdotto la staged photography e l’image performance

Fotografi del gruppo F7 incontrano Enzo Carli - Foto Anna Mencaroni

Bella serata al centro Ci.Di. con i fotografi del gruppo F7 e dibattito intenso sulla fotografia contemporanea.

Il prof. Carli ha introdotto la staged photography e l’image performance intervenendo sulle ricerche di Michel Poivert e della Charlotte Cotton evidenziando il passaggio dalla foto moderna a quella contemporanea evidenziando che nel corso degli anni 80 e metà degli anni 90 si è definito quel dibattito e quelle ricerche che  hanno conferito alla fotografia lo status di arte autonoma con un proprio statuto e un linguaggio qualificato. La fotografia ha rivoluzionato il modo di percepire, comunicare e rappresentare per immagini; ha contribuito alla conoscenza attraverso la diffusione seriale di immagini, ancor più accentuata  dal passaggio dalla fotografia analogica a quella digitale e A.I: Grazie nuovi self-media, e i cellulari, portatili eccellenti, ogni giorno si scattano numeri inimmaginabili di fotografie, un evento sociologico universale.

Fotografi del gruppo F7 incontrano Enzo Carli - Foto Anna MencaroniCome pratica estetica, la fotografia rientra nel quadro più generale della cultura umana, tra le moderne attività espressive. Il  fotografo Ippolyte Bayard nel 1839 presentò la  sua prima mostra di fotografia artistica a Parigi; ciò nonostante  questa nuova forma espressiva per troppo tempo è stata considerata da molti non creativa per via delle proprietà intrinseche (fisiche-chimiche-ottiche) utili per  riprodurre la realtà, in linea con le “invettive profetiche” di Baudelaire che la relegavano come umilissima serva delle arti e della scienza anche se Delacroix sosteneva: “In verità se un uomo di genio saprà servirsi del dagherrotipo come bisogna servirsene, potrà innalzarsi ad un altezza che non conosciamo.”

La gerarchia culturale ha considerato la fotografia (e il suo uso popolare e utilitario) come cultura inferiore ma la realtà umana non può trovarsi nella fotografia ma nell’intenzioni del fotografo (Ferrarotti, 1974) e ciò che differenzia le fotografie non è solo il contenuto ma la forma, le interpretazioni e gli utilizzi che se ne fanno. (Pasini,). Carli ha altresì proposto una città della fotografia dove le attività espositive e di ricerca possano coinvolgere e far recuperare quel deciso ruolo visionario che hanno contribuito e possano  conferirle un ruolo significativo nella storia della fotografia.

(Foto di Anna Mencaroni)

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