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Alluvione, Paolo Landi illustra gli interventi utili per prevenire i rischi idraulici

"E’ fondamentale riuscire a distendere in un tempo decisamente più lungo il volume di piena"

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Picco di piena dell'alluvione del 15 settembre

L’analisi del diagramma del picco di piena della fig 1 suggerisce le strategie da adottare per una corretta e definitiva procedura per la messa in sicurezza del bacino idrografico Misa – Nevola da includere in un piano strategico di sistema.

Esso, per una generica sezione fluviale, in un sistema di assi cartesiani con in ascissa il tempo e in ordinata la portata istantanea, rappresenta con l’area interna alle campane la massa d’acqua complessiva di una piena che transita e con la retta tratteggiata in celeste la portata istantanea max che la sezione é in grado di sopportare con le proprie sponde, con l’eventuale sormonto della campana che quantifica l’acqua destinata a tracimare.

E’ sorprendente osservare la simulazione della figura che individua due piene la prima concentrata in un tempo di smaltimento breve dove per evitare totalmente l’esondazione la sezione dovrebbe avere per assurdo un altezza doppia degli argini e la seconda con un volume addirittura doppio che raggiunge a fatica metà dell’altezza dell’argine.

E’ fondamentale riuscire a distendere in un tempo decisamente più lungo il volume di piena e ciò si può ottenere con diversi interventi sicuramente utili come la pulizia degli alvei e il rifacimento di alcuni ponti e più efficacemente con l’escavo dell’alveo e meccanismi di pre piena ma nessuno di questi è così determinante come una pianificazione che realizzi in serie bacini di contenimento e di laminazione stabili posti in serie sulle aste fluviali (che nulla hanno a che vedere con le vasche d’espansione) derivanti da un censimento di ogni area ritenuta idonea e sfruttabili anche economicamente in alternativa alla redditività agraria persa.

In conclusione se il 15 settembre avessimo avuto una struttura di difesa di questo tipo sull’intero bacino avremmo potuto sopportare anche una precipitazione doppia e con il livello di piena che avrebbe investito solo la metà dell’altezza dell’argine in sicurezza assoluta.

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