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Gennaro Campanile: “Incuria e brutture al porto di Senigallia”

"Tanti bei discorsi sul decoro cittadino e poi le parti più visibili del porto sono abbandonati o vittime di soluzione estetiche stonate"

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Lavori al porto di Senigallia

Venendo da sud in direzione porto (banchina di Levante) si intravedono in lontananza i capanni per la pesca abbarbicati tra gli scogli.

I trabocchi (si chiamano così) sono allineati, in legno, con delle bilance che sostengono le reti sporgenti verso il mare e fanno parte del paesaggio marinaro tanto caro ai pescatori e ai senigalliesi. Accanto a loro si vedono due ingombri volumetrici uno dei quali sembra un container nel suo colore blu intenso e l’altro un cubo magico.

Arrivando però a ridosso dei manufatti ci si accorge che non sono affatto container usati quando si fanno i lavori al porto ma la versione moderna dei trabocchi, per qualcuno orrendi perché totalmente alieni dalle costruzioni tradizionali limitrofe sia per forma che per colore e materiali impiegati. Muretti in cemento e pareti di materiale indefinito appaiono lontani mille miglia dal legno utilizzato storicamente negli altri casottini che probabilmente richiede più manutenzione ma che è sicuramente più naturale. E poi il colore azzurro (sarà forse una pellicola protettiva che nasconde un folgorante bianco come l’altro che gli è prossimo?) su cui annegano finestrine piccole che rendono ancor più l’idea del bunker atomico è veramente una cosa stonata.

Spiaggi Marina VecchiaAmo Senigallia rivolge un appello al committente (Immobiliare Benni srl), al progettista (Marco Maria Ceccarelli) e al Comune affinché ci sia un ripensamento radicale dal momento che si tratta di una “demolizione con ricostruzione di un capanno per la pesca”. La modernità va bene ma aver permesso lo snaturamento così violento è sbagliato.

Procedendo da nord (Marina Vecchia) lo spettacolo che si presenta arrivati al porto è desolante. Gli spazi destinati alle società sportive e al rimessaggio, che andarono quasi distrutti da un incendio qualche anno fa, appaiono in totale stato di incuria, abbandono, incomprensibile leggendo il cartello apposto nella rete metallica di sbarramento. Per un ammontare complessivo di 550.000€ (si legge) i lavori sarebbero dovuti iniziare a maggio 2021 e terminare un anno dopo. Siamo a marzo e tutto è fermo nonostante le risorse siano disponibili da molto tempo. Qui il committente è il Comune. Come mai “la messa in sicurezza ed adeguamento normativo” sono bloccati da mesi e mesi?

Si fanno tanti bei discorsi sul decoro cittadino, si tinteggiano (giustamente) sottopassi imbrattati e poi le parti più visibili del porto e della foce del Misa sono abbandonati o vittime di soluzione estetiche che ai più appaiono stonate e più simili ai capricci che al recupero filologico (sotto il profilo architettonico) necessario per conservare al meglio le tradizioni marinare della nostra città.

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