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Campanile: “I Servizi Sociali di Senigallia sono diventati anche segreti?”

"Perchè la nebbia è scesa sui costi e sulle prestazioni dei Servizi Sociali? Che paura c'è a fornire i dati promessi?"

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Gennaro Campanile

Era luglio 2021 quando nella VII Commissione Permanente (competente per il welfare e servizi alla persona) si è parlato della “macchina da guerra” (definizione del Consigliere Liverani) rappresentata dai Servizi Sociali.

La Commissione si era riunita su richiesta di Amo Senigallia per discutere di numerosi punti, alcuni dei quali hanno avuto una risposta immediata, come l’insuccesso dell’utilizzo dei percettori del reddito di cittadinanza in attività sociali (7 su 181), mentre altri avrebbero avuto bisogno di un approfondimento per uscire dalla indeterminazione, come l’ammontare del minor costo del personale, l’esistenza di una anagrafe degli aiuti ricevuti, la riduzione del costo medio per abitante, infine per la necessità di una vera e propria analisi specifica.

Il Dirigente di Area aveva promesso di completare le considerazioni verbali “a breve” con una relazione scritta, promettendo un incontro semestrale di verifica ed approfondimento.

Sono passati sei mesi e non è successo nulla, neanche dopo aver sollecitato chi di dovere. La Commissione non si è più riunita da allora, nessun report è pervenuto, non risulta nessuna sollecitazione della Presidente Bernardini o dell’Assessore Petetta o del Presidente Bello. Le richieste erano state precise e circostanziate, la promessa sembrava sincera, la conclusione è una delle peggiori.

E’ il Dirigente il responsabile di questa mancata trasparenza? Eppure è una persona conosciuta e stimata per il valore professionale che, scelto dal centrosinistra, è stato confermato dal centrodestra. Oppure è la “politica” che ha posto il veto alla trasparenza per trasformare una potente “macchina da guerra” da servizi sociali a servizi sociali segreti, avvolti nell’opacità e nella nebbia di Monterado, portatori di voti? Oppure, più semplicemente, la trasparenza avrebbe smascherato affermazioni non veritiere sul risparmio effettivo di costi?

Stiamo parlando di dieci milioni all’anno, non di bruscolini! Prima i Servizi Sociali erano di competenza comunale ed era molto più facile indagare. Ora sono di competenza dell’Unione Comuni, i Consiglieri Comunali hanno le mani legate e devono passare attraverso forche caudine.

Dieci milioni sono una cifra enorme come pure e(ra) elevatissima la spesa rispetto allo standard confrontata su comuni viciniori (anno 2017, fonte Open Civitas). Probabilmente erano molti di più anche i servizi offerti ma non la qualità (stessa fonte). Il flusso in entrata delle famiglie con disagi può essere un esempio.

Perché con il centrodestra al governo della città la nebbia è scesa come una nube oscurante sui costi e sulle prestazioni dei Servizi Sociali? Che paura c’è a fornire i dati promessi? Che cosa si teme da parte dell’Assessore Petetta a riferire periodicamente su una voce di spesa di milioni e milioni?

Gennaro Campanile
AmoSenigallia

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