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Servizio civile al Centro Olimpico, confermati quattro volontari anche per il 2020

Approvato per 4° anno consecutivo il progetto "Il tennistavolo come strumento di educazione ed aggregazione sociale"

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Il Presidente nazionale al Centro Olimpico

Anche per il 2020 il Centro Olimpico potrà fare affidamento su quattro volontari di Servizio Civile assegnati pochi giorni fa su bando nazionale. Il punteggio raggiunto dalla società storica del tennistavolo cittadino è stato tale da farla rientrare nei progetti finanziati nonostante la restrizione numerica avvenuta. E’ il quarto anno consecutivo che il progetto Il tennistavolo come strumento di educazione ed aggregazione sociale è approvato e finanziato, segno della validità dei contenuti che attraverso il ricorso innovativo all’utilizzo dello sport e di un impianto sportivo pubblico si propone obiettivi sociali.

L’esperienza di Servizio Civile è partita bene fin dall’inizio. La richiesta di accreditamento, inoltrata la notte del 31 dicembre 2015 (alle 23.59 scadeva il termine perentorio) è stata subito accettata tra la sorpresa dei dirigenti che pensavano di imbarcarsi in una avventura difficilissima considerando la natura (non sportiva) degli enti accreditati. Il primo progetto fu approvato immediatamente con soli 41 punti (penultimo in graduatoria) ma già dal secondo il punteggio è schizzato a quota 70, con il miglioramento continuo della realizzazione.

Che cosa ha di particolare il progetto del tennistavolo da superare le difficoltà del bando nazionale (si pensi che il CONI di Roma non è rientrato l’anno scorso nei progetti approvati per mancanza di punteggio)? Probabilmente l’idea dell’impianto sportivo come agorà sociale, che permette di realizzare nella sua interezza quanto indicato nella Carta Europea dello Sport, ha riscosso il consenso (anche UE a dire il vero) del Dipartimento Nazionale che fa capo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ma da solo l’impianto non basta, altrimenti ci sarebbero tante altre realtà sportive accreditate. Occorre sicuramente aggiungere l’interpretazione sociale che si ha dello sport, la disponibilità a certe scelte (come la rinuncia alla pubblicità massiva all’interno della palestra, diseducativa in ambiente giovanile perché strettamente connessa al consumismo) ma anche il tipo di sport che permette il superamento di barrire di età e genere, tra normodotati e disabili.

Fra pochi giorni uscirà il regolamento attuativo e potrà iniziare la fase di invio delle domande che quest’anno sono complicate dalla formulazione che richiederà la firma digitale. Complessivamente sono 3.735 i progetti finanziati per 39.181 volontari, numeri ridotti di oltre il 25% rispetto all’anno precedente.

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