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Calcolo errato Tari, per “Repubblica” c’è pure Senigallia. Il sindaco: “non è vero”

Mangialardi: "quella del quotidiano è una grossa topica, che mette in cattiva luce il nostro operato"

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Conti, tasse e tariffe, indicatore Isee, economia e finanza

“Anzitutto tengo a ribadire che la questione relativa al calcolo errato della Tari da parte di alcuni Comuni italiani, i quali avrebbero addebitato alle utenze domestiche la quota variabile del tributo anche su pertinenze quali garage, cantine e soffitte, non riguarda il Comune di Senigallia.

Per precisa scelta politica, questa Amministrazione ha stabilito di non assoggettare le pertinenze alla quota variabile della Tari e, prima ancora, della Tares, ritenendolo sbagliato. Dispiace dunque moltissimo che un importante giornale nazionale come “La Repubblica”, seppur immagino in buona fede, abbia commesso un così grossolano errore che non solo, senza alcun motivo, mette in cattiva in luce il nostro operato, ma offre ai suoi lettori una notizia palesemente sbagliata”.

Così il sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi commenta l’articolo apparso ieri – 19 dicembre – su “La Repubblica” dal titolo Tassa rifiuti, caos rimborsi tutti gli ostacoli dei Comuni a firma del giornalista Marco Ruffolo. In tale articolo si sostiene che “in alcuni casi, come nel Comune di Senigallia, per spedire la prima delle due richieste [quella per conoscere quanto il cittadino ha pagato in eccesso, ndr] è necessaria una marca da bollo di 16 euro. Pagare per essere rimborsati”.

“Onestamente non so – continua Mangialardi – come sia nato questo pasticcio. Posso solo immaginare che chi ha scritto l’articolo abbia confuso il tema dei rimborsi della Tari, che appunto non tocca Senigallia, con quello di un contributo straordinario che nei mesi scorsi la nostra Amministrazione comunale, caso più unico che raro in Italia, ha concesso a sostegno delle imprese del territorio attraverso un avviso pubblico; tale contributo calcolato sulla base della tariffa Tari del 2016 prevedeva effettivamente, come disciplinato dalla norma nazionale, l’inoltro di una richiesta in carta da bolo di 16 euro, ma non c’entra assolutamente nulla con i rimborsi Tari”.

“Maggiore attenzione e una più curata verifica delle informazioniconclude il sindaco – e magari anche un freno a quella spasmodica volontà, oggi tanto in voga, di ricercare sempre e comunque il marcio nelle attività delle Pubbliche amministrazioni, avrebbero risparmiato al giornalista di incorrere in una simile topica.Non abbiamo mai chiesto a nessuno di magnificare il nostro lavoro, ma onestamente essere sbeffeggiati per qualcosa di non vero, è francamente troppo”.

Commenti
Ci sono 4 commenti
arcimboldo 2017-12-20 17:59:11
Se l'articolo di Repubblica è falso, come afferma il Sindaco, lo stesso e tutta l'Amministrazione quereli il giornale e il giornalista che ha redatto l'articolo.
BlackCat
BlackCat 2017-12-20 18:15:36
Adesso chi lo dice a Repubblica che pubblica FAKE NEWS? Il PD? :D
mimmo990
mimmo990 2017-12-21 01:43:19
Ma guardi che a ricercare "sempre e comunque il marcio" nell'amministrazione del Comune di Senigallia, si tira sempre fuori qualcosa, ormai ci siamo abituati quasi quotidianamente.
Non capisco di cosa si stupisce.
L'ufficio tributi a Senigallia e' tristemente famoso, dalle "cartelle pazze" ai numeri dei centralini da chiamare inesistenti, passando alle cataste di persone stipate in uno stanzone dove tutti ascoltano gli affari di chi, costretto dal vostro iter, deve parlare con uno sportello..... senza parlare poi della "cortesia" di "certo personale".
Nessuno si e' sorpreso per questo articolo, stia tranquillo:
siamo nella norma, a cui ci avete da sempre abituati.
paolofiore 2017-12-21 11:16:30
Copio ed incollo una frase dall'articolo: "Per precisa scelta politica, questa Amministrazione ha stabilito di non assoggettare le pertinenze alla quota variabile della Tari e, prima ancora, della Tares, ritenendolo sbagliato."
Questo messaggio "pubblicitario" vi fa capire quanto ci prendono in giro per rimanere attaccati alla poltrona e che ogni occasione e buona per farsi pubblicità e mi spiego:
non assoggettare la parte variabile della tariffa alle pertinenze è una norma nazionale ed il dipendente comunale incaricato ad effettuare il calcolo doveva solo rispettare.
In Italia potrebbe essere capitato l'errore ed ecco tutta questo gran clamore di andare a controllare ma si tratta di errore e non di SCELTE AMMINISTRATIVE.
Probabilmente La Repubblica, vedendo i costi elevati della TARI a Senigallia ha pensato che anche lì ci sia stato l'errore ma "purtroppo" per i senigalliesi l'errore non c'è.
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