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La Scuola di Pace di Senigallia ha aderito al “Cittadinanza day”, per approvazione ius soli

A novembre presidio in centro per promuovere campagna "L'Italia sono anch'io": "Atto inclusivo, di pace, contro strisciante razzismo"

L'Italia sono anch'io - Campagna per i diritti di cittadinanza - Ius soli

Il 13 ottobre, grazie all’iniziativa libera di un gruppo di insegnanti, si è celebrato in tutto il paese il “Cittadinanza day”. L’appuntamento era in piazza Montecitorio a Roma.

La società civile, gli insegnanti i genitori e gli alunni sono tornati a manifestare insieme ai movimenti “Italiani senza cittadinanza” e “L’Italia sono anch’io”, con laboratori creativi, flash mob, cori e palloncini. Un’iniziativa per ribadire la necessità del voto immediato della riforma che introduce lo “ius soli” temperato e lo “ius culturae”.

Come Scuola di Pace di Senigallia, abbiamo testimoniato la nostra adesione a questa manifestazione e soprattutto ai principi ispiratori di una legge che, pur essendo perfettibile, ha l’enorme pregio di allargare i diritti e di favorire l’integrazione.

Dal 1 al 3 novembre la Scuola di Pace organizzerà un presidio nel centro della città per promuovere la campagna “L’Italia sono anch’io” e per raccogliere le testimonianze di gruppi, associazioni o semplici cittadini, italiani o stranieri, che vorranno prendere la parola per sostenere l’approvazione della legge sullo “ius soli”.

In sostanza è una legge che favorisce la pace, perché è un atto inclusivo. Siamo convinti che la cittadinanza sia un diritto che spetta a chi vive in un determinato territorio, a chi contribuisce a svilupparlo, a chi lo rende vivo. La vera anomalia è l’eccessiva importanza data sino ad oggi allo “ius sanguinis”, anziché alla concretezza dell’abitare un luogo. Il diritto derivante esclusivamente dal sangue nasconde forse uno strisciante sentimento razzista, che non va mai sottovalutato.

Sono sempre di più gli stranieri che vivono in Italia, così come i bambini che nascono e crescono in Italia, essendo di fatto italiani, ma non potendo essere considerati tali per la legge italiana fino ai 18 anni.

Non si tratta di buonismo; non si tratta di perdita di identità nazionale; non si tratta di regalare niente a nessuno. Si tratta solo di riconoscere uno stato di fatto, ovvero che le nostre città sono abitate da una parte di cittadini di origine straniera che lavorano, che pagano le tasse, che studiano la cultura italiana nelle scuole italiane, che fanno sport insieme a ragazzi italiani. Sono italiani di fatto! Negarlo serve solo a fare un po’ di propaganda e a chiudersi di fronte ad un inevitabile futuro.

Per questi motivi la Scuola di Pace di Senigallia auspica che questa legge arrivi presto al traguardo. Abbiamo solo da guadagnarci, tutti. Perché quando più persone hanno accesso ai diritti siamo tutti più liberi, siamo tutti più ricchi.

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