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Concussione, falso e abuso d’ufficio: condannati i due Carabinieri arrestati nel 2011

I due militari Prota e Ubertini sono stati ritenuti colpevoli: in sede civile i risarcimenti per i sequestri "facili"

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Dal tribunale di Ancona arriva la condanna in primo grado per i carabinieri Massimo Prota e Simone Ubertini. I due militari, al tempo in forza alla Compagnia di Senigallia, sono stati condannati alla pena di tre anni di reclusione il primo e a un anno il secondo per alcuni reati come concussione, falso e abuso d’ufficio.

La sentenza è arrivata nella giornata di lunedì 30 maggio, al termine di una lunga attesa in camera di consiglio al tribunale di Ancona. I fatti contestati risalgono al periodo compreso tra il 2009 e il 2011, quando i due si sono resi responsabili di alcuni episodi per cui i giudici li hanno ritenuti colpevoli a vario titolo.
In particolare, nel processo si sono analizzati i comportamenti dei due carabinieri del nucleo radiomobile senigalliese: in diversi casi in cui gli automobilisti erano stati fermati e trovati alla guida in stato di ebbrezza alcolica, era scattato il sequestro del mezzo: un sequestro “facile” secondo l’accusa, dato che non era necessario e di cui gli automobilisti potevano fare a meno chiamando una terza persona per riportare a casa il mezzo. I militari non avrebbero informato correttamente i conducenti nemmeno sulla possibilità o meno di sottrarsi all’alcoltest, cosa che inasprisce la relativa sanzione.

Per queste condotte Massimo Prota, 42 anni, è stato condannato a tre anni per concussione, falso e abuso d’ufficio: difeso dall’avv. Ruggero Tomasi, è stato però prosciolto da altre accuse di concussione.
Anche il 42enne Simone Ubertini, difeso dall’avv. Angelo Pio Gaggiano, è stato condannato: per lui una pena di un anno di carcere, sospesa, per un solo caso contestato in concorso.
L’accusa aveva chiesto tre anni ed otto mesi di reclusione al primo e due anni e nove mesi per il secondo militare.

Per le parti civili sono state riconosciute delle provvisionali per i sequestri illegittimi: la cifra dei risarcimenti però è da rivedere in sede civile. Entro 90 giorni sarà depositata la motivazione della sentenza, passo che potrebbe portare la difesa a ricorrere in appello.

I due militari sono ancora a processo per la vicenda degli arresti per droga “provocati” grazie a un informatore a cui veniva poi cessata parte della droga sequestrata con l’operazione. Per questi regali e arresti, i due sono accusati di detenzione ai fini di cessione e spaccio di sostanze stupefacenti, peculato e falso in atto documentale.

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