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Rebecchini: “Renzi copre gli 80 euro togliendo ai Comuni, pure Senigallia”

Il consigliere (Gruppo Misto): "contro Monti Mangialardi protestava. Perché ora tace?"

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Mangialardi con Renzi

Fino a meno di un anno fa moltissimi sindaci, compreso il nostro, protestavano contro i governi per  i tagli di risorse economiche ai comuni italiani.


Voglio ricordare che nel settembre 2011, era in carica ancora Berlusconi come presidente del consiglio,   i sindaci della provincia di Ancona, compreso il nostro, riconsegnavano in maniera simbolica la propria fascia al Prefetto.

Ricordo che sempre a settembre del 2011, il nostro Sindaco occupava in maniera simbolica l’ufficio anagrafe e attraverso una conferenza stampa, lì convocata, accusava il governo di tagli non più sopportabili.

Il 21 marzo del 2013, in carica era Monti, i sindaci italiani, compreso il nostro, scendevano in piazza a Roma sempre contro il governo.
Insomma, l’azione dei sindaci era continua e martellante ed era continuata anche sotto il governo Letta.  Voglio rivelarvi anche un documento, arrivato in commissione bilancio del nostro Comune i primi di febbraio di quest’anno (2014), ma mai giunto in consiglio per l’approvazione perché intanto Letta veniva defenestrato.

Il titolo del documento presentato dall’assessore al bilancio, ma penso redatto dalla giunta, cosi recitava: “La pazienza è finita, è tempo che i comuni esprimano fino in fondo l’insoddisfazione, il disappunto e la preoccupazione che provano per il mancato recepimento delle proprie richieste”, subito dopo il documento così continuava:  “l’amministrazione comunale di Senigallia esprime la propria assoluta insoddisfazione e il proprio grave disappunto per come il governo ha sino ad oggi disatteso gran parte delle istanze rappresentate, per il tramite dell’Anci, dai comuni italiani. Ad insoddisfazione e disappunto si aggiunge la forte preoccupazione per le ricadute negative che irrimediabilmente si riverseranno sulle comunità amministrate. Infatti, ancora una volta, la sottrazione di risorse ai Comuni si tradurrà nel depauperamento generalizzato della cittadinanza tutta…”.

Arriva poi Renzi e nei mesi successivi tutto tace, nessun disappunto, nessuna protesta.

Si potrebbe pensare, a questo punto,  ad un’inversione di tendenza e che i tagli se non rientrati quantomeno siano cessati. E invece no. Vi riporto le cifre elencate, con onestà intellettuale,  dall’assessore Paci durante l’ultimo consiglio sul bilancio del 2014. I tagli dell’ultimo anno ammontano a 1.445.000 euro, dal 2010 ad oggi i mancati trasferimenti ammontano a più di 4 milioni di euro. L’assessore ancora così si esprimeva: “a questi tagli normali si aggiungono i tagli occulti, il comune perde con la Tasi due milioni di euro, e poi si aggiungono le incertezze in quanto non ci è stata ancora comunicata la esatta quantità del taglio di spesa che dobbiamo operare in virtù  del decreto n. 66 del 2014 , quel decreto che contiene,per capirci, anche la copertura dei famosi 80 euro”.

L’assessore Paci si spingeva infine a dire che il nostro bilancio è ormai un bilancio tecnico e non politico, smentita poi dal sindaco che non avendola evidentemente ascoltata, affermava che il nostro bilancio è fortemente politico e non tecnico. Che si mettessero d’accordo!.

L’8  agosto un comunicato del Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali (per verificare basta andare sul sito o basta cliccare “finanza locale” su un motore di ricerca) stabilisce l’entità dei contributi dei Comuni italiani alla finanza pubblica come previsto dal dl  n. 66/2014 che ho prima citato.
Il comune di Senigallia dovrà prevedere una spesa in meno di 511.157,08 per il 2014 e aumentare tale taglio di spesa del 50% per il 2015. Nel bilancio votato dal Consiglio a fine luglio, in maniera cautelativa, si era però previsto un taglio di 480.000 euro, sarà ora pure necessaria un’altra piccola manovra a settembre di variazione!.
Per farla breve questi 511.157 euro serviranno, assieme ad altri tagli a province e regioni, a coprire almeno in piccola parte i famosi 80 euro.

Alla luce di quanto ho detto, come mai ora questo silenzio sui tagli da parte dei sindaci, compreso il nostro che è anche presidente regionale dell’Anci?.

Ho trovato, purtroppo, una sola risposta e spero di essere in errore. La mia opinione, del tutto personale, è: chi si mette contro Renzi è “fuori”, per essere chiari fuori dalla carriera politica.

Mi rendo conto che la mia è una opinione e affermazione grave perché vuol dire democrazia ormai minata. Davvero mi auguro di essere in errore.

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