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Termine il 2 settembre per gli sconti sui carburanti: resta il caro benzina

Anche a Senigallia file ai distributori fino alla fine della promozione lanciata e imitata dalle compagnie

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Prezzi - Benzina - Carburanti - Pompe

Il weekend di inizio settembre ha segnato la fine della serie di promozioni estive lanciate da Eni e imitate da tante altre compagnie petrolifere, prima tra tutte la Q8, con le quali venivano abbassati i prezzi di benzina e gasolio nelle giornate di sabato e domenica, consentendo risparmi, a volte anche significativi, ai cittadini sempre più sotto la scure del caro carburanti.

Le giornate dell’1 e 2 settembre hanno visto anche a Senigallia le pompe di benzina prese d’assalto dagli automobilisti, con file ai distributori che ci sono state segnalate in particolare nelle aree di servizio lungo la Statale Adriatica SS16. Sia nei punti Eni, che nei Q8, erano molte le auto in fila, pronte a rifornirsi per accedere agli sconti.

Tra le più appetibili, di certo ,la tariffa della Q8, che a Senigallia ci è stata segnalata come attestata a 1,769 Euro per la benzina. Un prezzo al litro più basso di 25-30 centesimi rispetto a quello che invece gli automobilisti si ritroveranno da lunedì 3 settembre andando a fare rifornimento.

Infatti, terminata l’estate e concluse le discusse promozioni dei fine settimana, i cittadini si troveranno a fare i conti con una benzina ormai attestata sui 2 Euro al litro, con punte che iniziano a marciare verso i 2,050… e visto che in alcune parti d’Italia si sente di aree di servizio che stanno per sfondare quota 2,100, crediamo che la tendenza del periodo non sia quella di arrestare una marcia del prezzo del carburante che rischia di avere ripercussioni che vanno oltre il solo esborso al momento del pieno.

Il galoppare del prezzo della benzina, giocoforza, si porta dietro l’aumento dei costi per tutte le merci che vengono trasportate su gomma, e in Italia si parla del 90% delle merci. In prima fila, problema che tocca davvero tutti, c’è il rischio di aumenti sui generi alimentari. La fine della crisi dei consumi non sembra dietro l’angolo.

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