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UAAR Senigallia: due pesi e due misure tra simboli partitici e religiosi

Parallelismo tra il crocefisso in aula e il "Sole delle Alpi": sdegno in un caso, denuncia nell'altro

Crocifisso nelle aule di scuolaLa delegazione UAAR di Senigallia, denunciando ciò che tristemente e violentemente sta accadendo nella nostra realtà locale quotidiana, invita pubblicamente i cittadini tutti ad un momento di riflessione e di approfondimento di un bizzarro caso di parallelismo e doppiopesismo.

I cittadini italiani, assuefatti ormai alla propaganda mass-mediatica di questo e di quello, risultano totalmente incapaci di scindere e scremare, o identificare e riconoscere, il Principio di Laicità dello Stato, che trova fondamento nella Costituzione Italiana. Impossibile di conseguenza riconoscere dove viene nascosta la propaganda ideologica politica e religiosa, anche quando a farne le spese, risultano essere i nostri stessi figli, che impotenti vengono indottrinati e subdolamente indirizzati, in modo coatto e meschino.

Mentre la recentissima, attualissima ed ennesima polemica nazionale, sui 700 simboli del "Sole delle Alpi", inseriti in ogni dove a pioggia, in una scuola pubblica del Comune di Adro (BS) dal Sindaco Leghista, Oscar Lancini, impazza su tutti i giornali, le tv e perfino in Parlamento ed al Quirinale, noi cittadini italiani ci chiediamo, quasi tutti sdegnati, inorriditi e contrari, come sia possibile che un Sindaco si sia permesso di trasformare una scuola pubblica, quindi di tutti, in una scuola sostanzialmente inneggiante al suo partito.

Premesso che gli stessi leader dello stesso schieramento politico di questo Sindaco, come per esempio il Ministro delle Riforme per il Federalismo Umberto Bossi, o per esempio, lo stesso Ministro dell’Interno Roberto Maroni, hanno sostanzialmente preso le distanze dalle bizzarre iniziative del Primo Cittadino, liquidando a mezza bocca la questione, come un’esagerazione palese da parte dell’Amministratore della Città, dobbiamo necessariamente registrare e tenere a mente gli innumerevoli interventi ed inviti del Ministro del MIUR, Mariastella Gelmini a rimuovere i simboli leghisti dalla scuola.

Gli svariati appelli e forti sollecitazioni del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, a togliere la verde simbologia cara alla Lega. Un paio di manifestazioni di piazza del PD. Opposizione, stampa, intellettuali ed opinione pubblica… Insomma, tutti concordi e ben fermi, contro la presenza di quei simboli nelle aule della scuola "G. Miglio" (!!!) di Adro. A questo punto quindi, diventa impossibile negare, che se l’Italia è sulla carta politicamente divisa, almeno su questa vicenda, sembrerebbe estremamente evidente, l’unità nella condanna della pensata faziosa del "padano" Sindaco.

Tutti uniti nella condanna e quindi, "via i simboli leghisti dalle scuole pubbliche" ma qualcosa non torna… Facciamo un passo indietro.

E’ notizia di qualche giorno fa che all’Ospedale di Jesi (AN), un privato cittadino non-credente di nome Ennio Montesi, abbia richiesto, prima agli operatori sanitari, poi ai dottori ed infine agli organi dirigenziali la rimozione dalla sua camera di degenza, dei simboli religiosi cristiani (crocifisso), che solo nel nostro paese, trovano una diversa collocazione rispetto ad una cappella, una chiesa o un santuario, dove risulta più ovvio e naturale che stiano, in considerazione soprattutto che l’Ospedale è pubblico, quindi laico, e conseguentemente aperto anche ad altri cittadini di diverso orientamento religioso o non religioso.
Oltre che al rifiuto delle educate e logiche richieste del Montesi, per tutta risposta, è stato fatto trovare sul suo comodino, appena uscito dalla sala operatoria, oltre che gli orari delle celebrazioni della messa nella cappella dell’Ospedale, anche un depliant, con tanto di "Preghiera del malato". Nessuna parola, nessun articolo, nessun caso e silenzio totale da parte delle istituzioni, dei politici nostrani e dell’opinione pubblica.

Inutile ricordare il caso "Lautsi Albertin vs Italia" con la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che condannava l’Italia a rimuovere i crocifissi dalle aule scolastiche. Inutile ricordare ai cittadini come reagirono a questa sentenza, i politici quasi tutti, gli opinionisti delle tv trash-nazionali, alcuni giornalisti di parte, la maggioranza dell’opinione pubblica intervistata fuori dalle chiese ed ovviamente il clero. Anche in quel caso ci fu uno sdegno collettivo ed una seria presa di posizione dello Stato, concretizzatasi con il ricorso alla "Grande Chambre", ancora in fase di delibera.

Inutile ricordare che in quel caso, lo stesso sdegno si manifestò in episodi di violenza (scritte e disegni di croci sulle mura di casa Albertin) e discriminazione (cartelli con scritta "Wanted" sotto la foto della famiglia, affissi per la città di residenza), nei confronti della famiglia promotrice che denunciò l’indebita presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche pubbliche.
Silenzio. Assordante silenzio. Quindi complicità.

Il Presidente della Repubblica Napolitano, come anticipato sopra, è intervenuto sul caso dei simboli della Lega ostentati nella scuola elementare di Adro, "tuonando" contro l’iniziativa leghista perché, a suo giudizio, "nessun simbolo identificabile con una parte politica può sostituire, in sede pubblica, quelli della nazione e dello Stato, né questi possono essere oggetto di provocazione e sfide".

logo UAARQuesto giudizio, del Presidente Napolitano, ci trova assolutamente d’accordo: ma altrettanto ci chiediamo dove sia finita la "coerenza" nell’altro caso. Il Presidente ci ricorda, giustamente, che in Italia vige il principio "supremo" del "pluralismo politico", in virtù del quale (art. 49) "tutti i cittadini hanno il diritto di associarsi liberamente in partiti", ma nessuno si può arrogare il diritto di "marcare" le istituzioni pubbliche con simboli politici di parte, visto e considerato che le Istituzioni appartengono a tutti gli italiani.

Ma dell’altrettanto supremo principio costituzionale del "pluralismo religioso", in virtù del quale "tutte le confessioni religiose sono eguali di fronte alla legge", sicché i cattolici non possono arrogarsi il diritto di "marcare" con i crocifissi le scuole, i tribunali, gli ospedali, le caserme e gli uffici pubblici, che appartengono anch’essi a tutti gli italiani, e non ai cattolici, probabilmente il Presidente ne ha perso memoria…

Come mai, Napolitano, non ha altrettanto "tuonato" contro questo sopruso della Chiesa, del Vaticano e dei Cattolici e, anzi, è intervenuto nella causa intentata dalla cittadina Lautsi Soile contro l’Italia dinanzi alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo sostanzialmente per auspicare che la Grande Camera "ribalti" la sentenza che ha condannato l’Italia accogliendo le tesi del Governo.

Il doppiopesismo e la conseguente discriminazione ed intolleranza di cui i non credenti si sentono oggetto stanno tutte qui: nel primo caso, quello in cui si riconosce il pericolo di un indottrinamento partitico ideologico nei confronti dei nostri figli in una scuola pubblica che dovrebbe essere priva e scevra di qualsiasi simbolo, ci si sdegna collettivamente e si punta a condannare e prendere immediatamente i provvedimenti dovuti.

Nel secondo caso, quello in cui un alunno non credente o diversamente credente, deve per forza di cose, assistere a cinque ore di lezioni per nove mesi l’anno per almeno dodici anni della sua vita, seduto sotto un simbolo ideologico religioso che non gli appartiene, addirittura ci si sdegna, se questo alunno ne richiede la rimozione e si arriva ad inoltrare un ricorso di Stato contro un tribunale internazionale che è preposto a far rispettare i diritti umani.

Visto che non ci sono differenze sostanziali, tra un simbolo politico ed un simbolo religioso, esposti entrambi in un luogo che dovrebbe essere il più neutrale, laico ed equilibrato possibile, proprio perché pubblico ed aperto ed al servizio di tutti i cittadini, è con estrema umiltà che si avrebbe la pretesa di capire il motivo dei diversi atteggiamenti da parte dei politici, da parte dell’opinione pubblica, da parte della stampa e da parte dei media.

Forse tutti ritengono evidentemente che il vecchio adagio, secondo il quale sia meglio essere forti coi deboli e deboli coi forti, sia tutt’oggi la retta via da seguire in questioni di questo tipo?
O forse si ritiene che il principio di "pluralismo religioso", in questo paese, valga solo per gli adepti cristiani e non per quelli ebrei, quelli mussulmani, quelli buddisti o quelli che si professano atei?

Nel frattempo l’UAAR, tutti i non credenti suoi soci e simpatizzanti, non si stancheranno mai di ribadirlo: non ci sono bambini cristiani, ci sono soltanto figli di genitori cristiani, così come non ci sono bambini conservatori, democratici o leghisti. Ci sono soltanto figli di genitori conservatori, democratici e leghisti.

Al di sotto di una certa età, si è troppo piccoli per sapere se si crede, se si vuol far propria un’ideologia, se si è cristiani, mussulmani, leghisti, di destra o di sinistra. Non esiste nessun bambino leghista. Non esiste nessun bambino cristiano.

Che gli adulti tutti, dimostrino quindi un minimo di buonsenso nel non "marcare" il territorio con i propri simboli di propaganda politica religiosa, e nel non imporre le proprie idee, alle giovani menti innocenti.


da Paul Manoni
UAAR Senigallia

UAAR Senigallia
Pubblicato Martedì 12 ottobre, 2010 
alle ore 11:38
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Commenti
Ci sono 14 commenti
Simonetti Sara 2010-10-13 07:08:44
Caro amico di convinzioni non religiose, comprendo la difficoltà di sentirsi ideologicamente minoritario. E' quello che sta accadendo anche a me che sono cattolica praticante. Non vado più di moda, anzi se esprimo le mie idee e valori vengo derisa e messa all' angolo.Questo nonostante che il crocefisso sia in bella mostra in ogni dove. Per me è un simbolo religioso molto caro e determinante in tutte le mie scelte di vita, per la maggior parte delle persone credo sia semplicemente un simbolo culturale che denota le radici cristiane del nostro popolo.Le proprie convinzioni ideologiche o religiose che siano, danno un tono alla propria vita, non di certo i simboli. Nel caso italiano,oggi giorno, il crocefisso credo sia denotante anche la presenza sul territorio nazionale del centro della cristianità. Se io vivessi in Marocco, non mi sognerei di protestare per la predominanza del simbolo della luna rossa in ogni dove. Se mi venisse imposto di convertirmi, ciò mi disturberebbe assai e combatterei si le mie battaglie. Concordo con lei che far trovare la preghiera del malato sul comodino di chi voleva rimuovere il crocifisso dalla propria stanza risulta alquanto irrispettoso( io preferisco pensare che qualcuno abbia fatto volantinaggio, non sapendo magari la vicenda in corso), e come cristiana chiederei a tutti di rispettare le idee altrui anche quando, come nel caso descritto c' è uno scontro ideologico strumentale.
La battaglia "del crocifisso" denota solo la debolezza di chi probabilmente non ha altri strumenti per rispondere ad offese subite nella propria vita, se non con altrettanta violenza.
Sono dispiaciuta di questo, ma il cristianesimo non centra, e nemmeno il crocefisso, che personalmente penso dovrebbe rimanere nei luoghi dove è, magari in luoghi costruiti o ricostruiti, è lecito non metterli, visto il relativismo culturale in cui ci troviamo.La cultura e la storia subiscono cambiamenti ed è bene adeguarsi. Mi viene da parallelizzare con i restauri, se i mattoni non sono messi come erano, qualcuno si becca una denuncia, mi viene da dire impropriamente "per dei stupidi mattoni", ma quella posa esprime una radice culturale architettonica e di pensiero. Per i posteri forse è giusto mantenere la memoria.
farmadoc 2010-10-13 08:21:44
ma se non credi perchè bestemmi?
ho sentito bestemmiare un non credente!!!!!..... mi chiedo che senso ha se non si crede che esista una cosa o una persona o un animale bestemmiare contro? allora sa che esisiste! non ci crede ma pensa che c'è altrimenti che senso avrebbe invierire contro...io non credo agli ufo e infatti non direi mai "porcoufo"quindi amici del UAAR state tranquilli quel crocefisso non morde!!!
Carlo 2010-10-13 09:43:48
il crocefisso non morde
...ma è un simbolo che denota alcuni e non tutti i cittadini italiani quindi io, italiano, mi sento non rappresentato da quella croce. Qua non c'entra il fatto che a chiederlo siano i musulmani. Perchè nemmeno io andrei a casa loro a chiedere che vengano rimossi i loro simboli. E tra l'altro mi lapiderebbero forse. Qua si tratta di altri italiani che chiedono parità tra le confessioni religiose.
Inoltre quella croce - ma questo è un altro discorso - a me ricorda solo ipocrisia e morte. Tutti siamo d'accordo che sia una buona azione se il prete di campagna consola la vecchina che sta per morire e la fa andare in pace...ma nessuno può dimenticare che per colpa della chiesa che indottrina le persone, altre muoiono per le sue scelte. Ripeto però questi sono altri discorsi, il nodo principale è che la croce è un simbolo che non rappresenta tutti e se l'Italia è uno stato laico (come scritto su quella carta che chi ci governa - chiesa compresa - sta stracciando ogni giorno) deve o togliere il crocefisso o metterceli tutti nelle scuole e nei tribunali.
vercellik 2010-10-13 11:00:09
->farmadoc allora chi dice porcozeus crede in Zeus? ma per cortesia, dove hai studiato logica, su topolino?
->il crocifisso non morde ma è illegale, che diresti se in tutte le scuole e uffici ci fosse la falceemartello o un simbolo massonico o la croce a 5 punte ebraica? è un'abuso ai diritti civili di chi NON è cattolico, e siccome questa NON è (ancora) una dittatura ma un paese democratico è laico, IMPORRE CON VIOLENZA un simbolo di parte è un crimine contro l'umanità, contro la legge e contro il buon senso (sia esso un crocifisso o il sole delle alpi)
AndreA_Uaar 2010-10-13 11:04:44
suicidio ottuso e fascista
c'è qualuncuno che vive in democrazia ma non ha capito NULLA DELLA DEMOCRAZIA, se credete che basta essere la maggioranza per IMPORRE qualcosa siete degli ingenui e degli antistorici, oggi la maggioranza è cattolica e si impone il crocifisso (contro la costituzione italiana e contro una delibera della corte europea) ma se domani diventeranno maggioritari i musulmani allora verrà imposta la mezzaluna? Non capite che questo FASCISMO di imporre il volere della maggioranza è un suicidio? la ricchezza, il progresso, la SUPERIORITA' CIVICA EUROPEA è stata costruita sul rispetto delle minoranze e sulla laicità dello stato, se rifiutiamo questo rifiutiamo tutto quello che ha reso l'Europa il faro della civile convienza e ci ha fatto balzare fuori dal medioevo in cui sono rimasti tutti i popoli che prendono la religione come ASSOLUTO DA IMPORRE.
Orchideo 2010-10-13 12:50:51
les fleurs du mal
questo è un paese cattolico a parole e menefreghista nella pratica, oltre che sempre debole coi forti (vedi caso orchideo detto dal berlusca) e forte coi deboli, (cioé se a dire orchideo era un povero cristo allora tutti a dargli addosso), ma vi rendete conto che iporisia??? e questi sarebbero i paladini della morale? ma per favore!

segnalo interessante articolo di Max Fini su argomento: http://tinyurl.com/orchideo
Paul Manoni 2010-10-14 23:55:37
UAAR Senigallia - Risposta a Simonetti Sara (1)
Cara Sara, se il crocefisso e' per te un simbolo determinante le tue scelte, buon per te. Insomma, io questo lo giudico nella misura in cui tu devi essere liberissima di credere in cio' che ritieni piu' opportuno. Ma qui subentra una riflessione. E' o non e' la fede, un'intima credenza e convinzione personale?...SI. Magari e' proprio perche' convinzione intima e personale, che un simbolo inequivocabilmente religioso (di pochi e non di tutti quindi), dovrebbe trovare una sua precisa collocazione naturale, in una chiesa, in una cappella o in un santuari e non di certo in un'aula scolastica, un ospedale, un carcere o un tribunale. Se un simbolo appartiene a qualcuno e non a tutti, perche' dovrebbe essere esposto in un luogo pubblico, quindi laico e quindi aperto a tutti?
Non era forse il vostro stesso idolo Gesu' Cristo, che raccomandava la preghiera "nel silenzio e nella solitudine della propria stanza" (Matteo 6:6)?...Cos'e' questo imporre ad altri la religione, con tanto di mondovisione e raduni mondiali?...Non e' la stessa Bibbia, che raccomanda "Non devi farti immagine scolpita né forma simile ad alcuna cosa che è nei cieli di sopra o che è sulla terra di sotto o che è nelle acque sotto la terra. Non devi inchinarti davanti a loro né essere indotto a servirle, perché io, Geova tuo Dio, sono un Dio che esige esclusiva devozione" (Esodo capitolo 20:4-5)?...Che senso ha riprodurre Gesu' e venderlo sulle bancarelle davanti S. Pietro da 2€ in su'?
Forse se capisci il senso di cio' che ti ho scritto, capirai anche il perche', la tua religione, sia soggetta a derisione.
Paul Manoni 2010-10-15 00:04:49
UAAR Senigallia - Rposta a Simonetti Sara (2)
Tu dici che si tratta per molti di un simbolo culturale. Non mi trovi per niente d'accordo. A parte il fatto che il crocifisso è ovviamente un simbolo religioso e di una particolare confessione religiosa, se dovesse entrare nella scuola statale come simbolo lo dovrebbe fare come oggetto di studio tra gli oggetti di studio, all'interno di ricerche critiche sui simboli antichi e moderni, religiosi e non religiosi. Ma, soprattutto, non va confuso il contenuto culturale della scuola con i suoi arredi e con i simboli esposti. Farebbe lo stesso una scuola in cui si spiegasse il contenuto filosofico del marxismo, insieme alle altre dottrine politiche, in aule in cui campeggiano, dietro alle spalle dell’insegnante, ritratti di Karl Marx o manifesti con falce e martello. Qualcuno può davvero immaginare che la richiesta di togliere il manifesto marxista equivalga alla pretesa di non far conoscere agli studenti opere letterarie di scrittori comunisti italiani, magari altrettanto critici verso il socialismo reale quanto Dante fu critico nei confronti del potere temporale della chiesa cattolica? A scuola si studia e si deve continuare a studiare il paganesimo, ma nessuno vede la necessità di farlo in presenza di una statua di Giove. C’è dunque una differenza radicale, e anche abbastanza ovvia, tra ciò che entra nei programmi scolastici come materia di studio, e quindi anche di vaglio critico, e ciò che viene affisso alla parete come simbolo, sottratto, nella sua fissità di icona, al mutare dei contenuti e all’esercizio della critica. Sai perche' e' errato parlare di "Radici Cristiane d'Europa"?...Semplicemente perche' l'Europa, di fatto, non ha Radici Cristiane. Insomma, in un'attimo di modernità abitudinaria, si vorrebbero cancellare la cultura Greco-Romana, la cultura Nordica e i solchi lasciati dai popoli venuti da Oriente nel nostro continente?...Presuntuoso da parte dei sostenitori di queste assurde e bizzarre tesi. Tanto che il ricorso dell'Itlia alla "Grande Camera", e' stato sostenuto solo da 11 paesi (Armenia, Bulgaria, Cipro, Grecia, Lituania, Malta, Principato di Monaco, Romania, Russia e San Marino). Dove sono i "grandi" paesi europei come la Francia, la Germania, la cattolicissima Spagna e via dicendo?
Paul Manoni 2010-10-15 00:19:53
UAAR Senigallia - Risposta a Simonetti Sara (3)
E' si. Quella del depliant con scritta la preghera del malato, unita al volantino con gli orari delle messe, e' stata una carognata (passami il termine scomposto). Tu avrai tutte le tue buone ragione per pensare che sia stato un volantinaggio "involontario", ma purtroppo devo smentirti. Ho parlato personalmente con la vittima di questo gesto irrispettoso, e ti posso assicurare che e' stato un gesto piu' che voluto e ben indirizzato. Nessun volantinaggio "random", fidati. Io ritengo che il problame sia addirittura a monte. A prescindere dalla presenza di crocefissi, ti sembra giusto che la Regione metta sotto contratto (coi soldi di tutti i cittadini compresi quelli dei non credenti) i cosidetti "preti di corsia", per offrire assistenza confessionale? A me no. CHI VUOLE DIO SE LO PREGHI, CHI VUOLE IL PRETE SE LO PAGHI, e' sostanzialmente la mia sintesi. Altrimenti che genere di stato laico siamo!? In altri paesi esteri, tutto cio' non succede. Se pensi che solo in Toscana, il consigliere regionale Mauro Romanelli(FdS/Verdi), ha reso noto che la Regione in un anno spende due milioni e centocinquantamila euro per pagare gli assistenti spirituali degli ospedali, capisci che la strada e' ancora lunghetta da percorrere. Se questi assistenti poi, si permettono addirittura di discriminare chi non crede, come nel caso jesino, allora la faccenda si fa' addirittura grave.
Paul Manoni 2010-10-15 00:38:50
UAAR Senigallia - Risposta a Simonetti Sara (4)
Concludo le mie risposte cara Sara, e mmi scuso per averti tediato oltremodo, facendoti una panoramica, anche di cio' che non ti interessa o ti interessa solo marginalmente. Tu dici che la rimozione del corcifisso "denota solo la debolezza di chi probabilmente non ha altri strumenti per rispondere ad offese subite nella propria vita". Io ti rispondo che oltre ad essere una battaglia tutt'altro che violenta o debole, ne vade i valori ed i principi espressi nella nostra Carta Costituzionale. La laicità dello stato, l'ugualianza di tutti, e la neutralità dello stato nei confronti di tutti i cittadini. Ti sembrano così deboli le argomentazioni e la posta in gioco? Possibile che credenti come te, non si rendano conto che non e' sulla base delle proprie convinzioni religiose, che si possono calpestare questi principi o addirittura quelli espressi nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani? Finiamocela di mettere la testa sotto terra e guardiamo in faccia alla realtà. A non aver firmato la carta dei Diritti Umani, sono quasi esclusivamente gli stati confessionali sparsi per il pianeta, Vaticano compreso, ovvio. Detto questo ti lascio con una domanda. Quante guerre sono state combattute nel corso dei secoli, nel nome di questa o quell'altra divinità o sotto questo o quell'altro simbolo?...Quante invece le guerre nel nome dell'Ateismo o sotto un eventuale (visto che non esistono) simbolo ateo?
Davvero pensi che siano i non credenti quelli violenti? Offrire la propria adesione a chi ritiene di avere la verità assoluta in tasca, e' come mettere in mano un lanciarazzi ad un bambino di 3 anni (!!!).
Grazie per avermi dato la possibilità di dialogare di tutto questo.
Un sincero e caro saluto di cordialità,

Paul Manoni 2010-10-15 01:00:26
UAAR Senigallia - Risposta a farmadoc
Caro farmadoc, a prescindere dal fatto che Mons. Fisichella, cappellano di Montecitorio e a capo del Pontificio Consiglio della Nuova Evangelizzazione (Tutt'un dire!) ha detto che nel caso di eventuali bestemmie, occorre "Contestualizzare" e che quindi mi verrebe susseguentemente da chiedere se sia possibile per un credente contestualizzare anche il 2° comandamento (vers. CEI ) "Non nominare il nome di dio invano"...A prescindere che personalmente ritengo la bestemmia, piu' una forma di maleducazione, che altro. A prescindere che la bestemmia centra poco con l'argomento in oggetto. A prescindere che la bestemmia, e' l'unico e vero reato di calunnia commesso ai danni di ingoti. A prescindere che come ci sono tantissimi credenti "A la carte" (85% di battezzati, appena il 22% praticante), non vedo perche' indignarsi tanto che ci sia qualche raro non credente che bestemmia. A prescindere che in alcune zone d'Italia come per esempio la Toscana, si "smoccola" come intercalare. Mi spieghi cosa centra il crocefisso che morde?...Ovvio che non morde, ma la sua presenza nei luoghi pubblici e' davvero inopportuna, perche' siamo in uno stato laico. Mi sembrava di averlo espresso chiaro e tondo nell'articolo, ma evidentemente,leggere solo ed esclusivamente cio' che era comodo leggere, e' stata la via piu' facile, per lanciarsi in commenti fuorvianti. Mi ripeto riauumendo il concetto sul quale mi aspetto risposte e non pretesti, pregiudizi o sparate senza senso.
Crocefisso: Per quanto rispettabile possa essere è simbolo religioso di parte, simbolo della Chiesa Cattolica. Per quanti significati possa assumere, indubbiamente ne ha almeno uno, quello di rappresentare una religione ben precisa.
Sole delle Alpi: Per quanto rispettabile possa essere è simbolo politico di parte, simbolo della Lega Nord. Per quanti significati possa assumere, indubbiamente ne ha almeno uno, quello di rappresentare una forza politica ben precisa.
Le Istituzioni dello Stato italiane difendono il primo simbolo, mentre condannano il secondo: perchè?
Grazie e a presto.
Paul Manoni 2010-10-15 01:11:20
UAAR Senigallia - Risposta a Carlo
Caro Carlo, sono in molti quelli che a seguito della sentenza della Corte Europea dei Diritti Umani, hanno paventato la deriva anticattolica e lo spauracchio islamico alle porte. Mi auguro che tutti abbiano colto la terrificante strumentalizzazione mediatica delle TV e dei giornali pilotati. È curioso che in Italia la laicità dello Stato appaia come una concessione all’islam. La laicità dello Stato è un contrassegno della modernità occidentale, una conquista che segna l’emancipazione delle istituzioni pubbliche dalla sottomissione al potere religioso, non un patto di reciprocità tra il cattolicesimo e un’altra specifica religione mediterranea, o tra l’Italia e l’Arabia Saudita. Se in Iran o in Arabia Saudita non c'è libertà di religione e invece in quasi tutti i paesi occidentali questa libertà c'è, l'Italia a quale gruppo di paesi desidera appartenere? Non possiamo abbassare il nostro livello di civiltà per rendere a qualcuno la pariglia, né possiamo ragionare in termini di contropartite. Esistono del resto molte altre religioni al mondo, oltre all’islam: e in Italia vivono dieci milioni di atei e agnostici, un numero di cittadini molto maggiore di quello dei musulmani. Occorre tener conto anche di loro.
Insomma, con una vera e radicata laicità dello stato, NESSUNA religione, prevarrebbe sulle liberta' di credere e di non credere dei cittadini. Tesi assurda quella che la sentenza presterebbe il fianco ad un'islamizzazione dell'Occidente. Questo modo di ragionare è sbagliato, ed è conosciuto come “fallacia del piano inclinato”: per opporsi a una opinione sgradita si paventano conseguenze disastrose, non solo assolutamente indimostrabili, ma anche slegate dalle conseguenze ‘certe’ prodotte dall’applicazione di quella opinione. In realtà, i principi di libertà di coscienza e di laicità su cui si basa la richiesta che i crocifissi non siano affissi nelle aule scolastiche sono gli stessi che impongono che vi sia anche libertà di culto: l’errore, anche in questo caso, è di pensare che la libertà di culto si debba estendere agli spazi istituzionali. Vi deve essere libertà di edificare i luoghi di culto (cristiani e non), purché a spese dei rispettivi fedeli, purché non violino altre norme, quali per esempio i regolamenti urbanistici, uguali per tutti, e purché tali templi non siano edificati all’interno di edifici pubblici. Nessuno vuole vietare l’esposizione del crocifisso in edifici privati.
Paul Manoni 2010-10-15 01:14:21
UAAR Senigallia - Conclusioni
In democrazia non si impone mai la volontà della maggioranza sui principi fondamentali: la democrazia si fonda sul rispetto e sulla garanzia delle minoranze, in modo particolare nel campo delle libertà civili. È stata la stessa Corte di Strasburgo a scrivere di non vedere «come l’esposizione, nelle aule delle scuole pubbliche, di un simbolo che è ragionevole associare al cattolicesimo (la religione maggioritaria in Italia) possa servire al pluralismo educativo che è essenziale per la preservazione di una “società democratica” così come concepita dalla Convenzione» sui diritti dell’uomo. Esporre un simbolo di parte in un contesto pubblico con la pretesa che rappresenti tutti costituisce dunque una fuoriuscita dalla democrazia: non a caso, solo nei paesi retti da regimi autoritari è possibile osservare il simbolo di un partito affisso negli edifici pubblici. Negli uffici pubblici devono trovare legittima collocazione solo simboli, come la bandiera nazionale o l’immagine del Presidente della Repubblica, in cui si può effettivamente esprimere l’idea di unità nazionale. Solo così si realizza il fondamentale principio dell’uguaglianza previsto dall’art. 3 Cost., per il quale «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali». Se l’effettiva attuazione di questo principio dovesse dipendere dall’appartenenza al gruppo maggioritario, ogni uguaglianza svanirebbe
anonimo 2010-10-27 19:00:51
umiltà o prepotenza
Ormai siamo sempre di più a chiederci perchè mai la gerarchia, che a parole proclama la vicinanza ai poveri, l'umiltà, la mitezza, di fatto però impone il suo credo e il simbolo anche nei luoghi pubblici, che invece dovrebbero eseri estranei ad ogni oggetto avente valenzaad un uncio riferimento confessionale. Chiede libertà, ma poi questa si trasforma in imposizioni, come tutti notano in questo Paese. Ma - ci chiediamo - fanno davvero male certi Stati a negarla a tale confessione, se non talvolta proprio a "suonarla"?
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