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Diritti delle persone disabili: “Marche nelle retrovie rispetto a molte altre regioni”

Maria Chiara Paolini sull’incontro alla Regione Marche: “Una grande sconfitta”

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Maria Chiara Paolini

Marche nelle retrovie rispetto a molte altre regioni per i diritti delle persone disabili”. E’ questo in sintesi il pensiero di Maria Chiara Paolini, giovane senigalliese disabile e promotrice della manifestazione svoltasi nelle giornate del 3, 4 e 5 novembre al titolo #liberidifare proprio allo scopo di porre l’accento sul diritto alla Vita Indipendente e all’assistenza personale per i disabili.

La giovane nel pomeriggio del 7 novembre ha preso parte all’incontro svoltosi in Regione Marche sulla questione dei fondi per l’assistenza personale autogestita.

Siamo stati accolti con le solite promesse vaghe condite da quel particolare paternalismo – racconta Maria Chiarache viene riservato ai soli cittadini disabili. Siamo stati accolti da politici che avevano l’aria di fare chissà quale concessione, in una sala troppo piccola per accoglierci tutti e dall’aria irrespirabile (l’incontro era alle 16, ed era stato comunicato in mattinata che avrebbe partecipato un grande numero di persone). Varie persone disabili, arrivate in Ancona da tutte le Marche, sono rimaste fuori dalla stanza, senza che si provvedesse ad un doveroso cambio di aula. Siamo stati accolti in modo sbrigativo, con toni di condiscendenza e a tratti persino passivo-aggressivi, in una riunione interrotta da telefonate e addirittura in contemporanea con una riunione consiliare”.

E ancora: “È stato un incontro davvero deludente sotto molti aspetti. Il punto focale era l’approvazione della proposta di Legge Regionale 66/2016 per la Vita Indipendente che, se venisse adeguatamente finanziata, darebbe maggiore certezza sul diritto all’assistenza personale nelle Marche. Fabrizio Cesetti (assessore al Bilancio), Fabrizio Volpini (presidente Commissione Sanità-Sociale), Francesco Giacinti (presidente Commissione Bilancio) ed Antonio Mastrovincenzo (presidente del Consiglio Regionale) si sono impegnati ad approvarla a dicembreIncontro in regione 2017, massimo gennaio 2018, quando avevano detto che l’avrebbero fatto a settembre/ottobre. Hanno annunciato che la finanzieranno raddoppiando il fondo attuale di 600.000 euro (che copre solo 72 progetti in tutta la regione) per arrivare a 1.200.000.
Abbiamo manifestato la nostra profonda delusione, perché il finanziamento richiesto esplicitamente in precedenza dal Comitato Marchigiano per la Vita Indipendente è di almeno 2.000.000 €. La dott.ssa Bernacchia ed il dott. Santarelli del Servizio Disabilità hanno promesso una Delibera che, in attesa dell’applicazione della Legge, prorogherà i 72 progetti attualmente attivi e ne avvierà pochi altri. E’ stata una grande sconfitta, che colloca la Regione Marche nelle retrovie rispetto a molte altre regioni per quanto riguarda i diritti delle persone disabili”.

“Ricordiamo che dietro a questi numeri, a questi fondi assolutamente insufficienti che vengono stanziati col contagocce per dei diritti di base, che dai discorsi degli assessori sembrano sempre cifre altissime, ci sono delle persone, che dovrebbero essere il centro imprescindibile di una buona politica. Persone che non possono uscire di casa quando vogliono, persone che non possono studiare o lavorare per l’unico motivo della mancanza di assistenza, persone che non possono coltivare delle relazioni, persone che vivono nelle case di cura”.

“Per di più, lo scorso 18 luglio il Consiglio regionale ha aderito con una mozione ai principi della “Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità”: ora il Consiglio e la Giunta Regionale sono obbligati a operare scelte a sostegno dei diritti delle persone disabili, compreso il diritto all’assistenza autogestita. Il finanziamento ipotizzato dalla Regione è palesemente insufficiente a coprire le reali necessità delle persone. Per fare un esempio concreto, i 72 progetti attuali di Vita Indipendente coprono fino a un massimo 25 ore settimanali, e per le restanti intervengono come al solito i familiari o i partner delle persone disabili”.

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