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Amanda Sandrelli al teatro La Fenice con “Tres”, l’intervista

"Uno spettacolo raro, ben scritto, che vi travolgerà dalle risate"

Amanda Sandrelli

A poche ore dalla messa in scena di Tres al Teatro La Fenice abbiamo incontrato Amanda Sandrelli, una delle tre interpreti femminili dello spettacolo teatrale di Juan Carlos Rubio. La pièce sta registrando ovunque sold out e grande apprezzamento di pubblico e critica.

Tres può essere considerata per certi versi una trasposizione moderna delle favole classiche: un solo principe per tre aspiranti principesse; quale happy ending avrà questa pièce?

Tres è innanzitutto una commedia ben scritta, una vera e propria macchina ‘da guerra’ per il palcoscenico teatrale. Il tema centrale su cui ruota tutto è la famiglia ed il bisogno viscerale di crearla da parte delle protagoniste; “il principe” diventa il padre ideale che non è lo scopo ultimo ma il mezzo tramite il quale si vuole coronare il sogno della realizzazione di un focolare familiare. Se vogliamo trovare un messaggio o un happy ending, lo si trova sicuramente nel concetto di famiglia che viene inteso nella maniera più ampia e, come diranno ad unisono le protagoniste nel finale, è fatto da persone che si vogliono bene. E’ questo in sintesi il significato e il sogno ultimo ricercato dalle protagoniste.

Pensa che il canovaccio di Tres possa essere inteso come la chiave di lettura del concetto di ‘famiglia’? Una cartina tornasole dei tempi che mutano come del resto i canoni classici del nucleo familiare?

Io penso che il mutamento ci sia già stato; lo spettacolo in questo senso non anticipa un cambiamento di rotta che deve ancora avvenire. Il problema è che il nostro paese al riguardo continua ad essere un po’ in ritardo: l’assorbimento sociale di questi mutamenti in merito ai canoni della famiglia classica si sta dimostrando molto più lento rispetto a moltissimi altri paesi. Le motivazioni sono molteplici: culturali e religiose su tutte. Il ritardo più preoccupante però, a mio avviso, è quello denotato al riguardo dalla politica e dalla legislatura che ancora latita a metabolizzare questo cambiamento.

Lei, Anna Galiena e Marina Massironi siete state definite tre leonesse nella stessa gabbia: come è stato condividere il palcoscenico con le sue colleghe?

Dice bene: tre leonesse e come tali ci siamo comportate. Ovvero ‘abbiamo fatto branco’ che preserva nel modo migliore la nostra prole che in questo caso era lo spettacolo. Lo so che si dice sempre “siamo un bellissimo gruppo, molto affiatato”… solo che stavolta è vero! Ci pungoliamo, ci correggiamo, ci aiutiamo, credo che l’affiatamento e la complicità che c’è tra noi si possa percepire in maniera chiara anche sul palco. Voglio aggiungere a questo branco anche Sergio Muniz, che nel suo ruolo è semplicemente perfetto!

C’è un qualche aneddoto degno di nota avvenuto ‘dietro le quinte’ o durante le prove?

Mah! Al momento non mi viene in mente nulla di speciale: il clima che si respira è sempre piacevole ed ilare; l’andare in giro per l’Italia a bordo di un pullman tutti insieme fa sì che si crei un clima da “gita scolastica’ che ci permette di socializzare, confrontarci e visitare i posti bellissimi che costellano il nostro paese. Io vengo etichettata come quella più ‘golosa’ che travia e porta sulla cattiva strada anche gli altri… l’aspetto culinario di questa ‘gita scolastica’ è importante!

Il teatro La Fenice è già sold out da diversi giorni: cosa devono attendersi le persone che verranno a vedere Tres?

Di ridere! Ridere di gusto; tante persone all’uscita dello spettacolo ci hanno detto che non ridevano così da tanto tempo e per noi è uno dei riconoscimenti più belli perché, far ridere, è spesso più difficile di far piangere e commuovere, soprattutto se per farlo non si usano escamotage beceri e volgari. Intendiamoci, Tres è uno spettacolo politicamente scorretto, che non si gusta in punta di forchetta, ma è uno spettacolo raro; mi colma d’orgoglio farne parte e credo che il grande merito di tutto vada riconosciuto a colui che lo ha scritto e confezionato: Juan Carlos Rubio; in fin dei conti noi attori siamo gli interpreti di uno splendido spartito scritto da un grande maestro!

Commenti
Solo un commento
giulio 2014-11-15 07:43:35
Vorrei approfittare per ringraziare la Redazione che ha dato l'occasione, a me e mia moglie, di assistere a questo piacevole spettacolo. Un saluto a tutti i lettori di Senigallia notizie.
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