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Se non ci sono scissioni o polemiche, il Movimento 5 Stelle perde fascino

Il blogger Claudio Messora attacca i giornalisti: "Aspettavano il morto?"

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Onoranze Funebri F.lli Costantini
Avvoltoi e rapaci in attesa delle loro prede

Con la pagina scritta ieri (lunedì 13 gennaio 2014, Ndr) finisce un’intera epoca: quella del fango gettato sulla democrazia interna al Movimento 5 Stelle.

I sostenitori accaniti dell’eterodirezione, dell’uno-vale-tutti, quelli che hanno costruito intorno a una paranoia interi palinsesti, quelli che ci hanno fatto un editoriale al giorno, gli ospiti a tesi, gli intercettati eccellenti, i titolisti invisibili, i giornalisti con un’unica domanda, sempre la stessa, su un taccuino ormai logoro e sgualcito, i detrattori interni che dipingono spettri e demoni per rivendersi come ghostbusters o esorcisti, tutti da ieri sono orfani in cerca di identità: dovranno cercarsi un lavoro o inventarsi qualcosa di diverso. Perché la balla che nel Movimento 5 Stelle comandano solo Grillo e Casaleggio non è più credibile: non se la beve più nessuno.
Certo, questo non impedisce ai giornali di ribaltare la realtà e sostenere che la votazione sull’abrogazione del reato di clandestinità non sia stata la prova dell’uno-vale-uno, ma una sconfitta dei due supposti “guru”, una sorta di rivolta del web al grido di “dagli ai fondatori”, con tanto di linciaggio in salsa social. Cosa non si fa per campare. Se una cosa simile fosse stato anche solo lontanamente in grado di farla Renzi, Corriere e Repubblica avrebbero gridato al miracolo e al nuovo Rinascimento digitale italiano.
Ma non importa quello che scrivono, non è mai importato. Importa quello cui si può credere senza sentirsi ridicoli. E gli italiani, di questi tempi, hanno poco da ridere.

Ieri sera, nel corridoio antistante alla decima commissione, dove si erano riuniti i senatori M5S, si era assiepato il consueto drappello di giornalisti, molti dei quali non si vedono mai. Non erano lì per capire quali proposte politiche stavano discutendo 50 parlamentari della Repubblica, no: aspettavano il morto. Sapevano che di lì a poco sarebbero usciti i risultati del sondaggio e pregustavano i titoli, i lanci, l’ordalia di inevitabili dichiarazioni fuori luogo con le quali avrebbero riempito pagine di nulla. Quando si è diffusa la notizia che la Rete aveva votato liberamente, e che nonostante le aspettative dei polemisti aveva votato in maniera favorevole all’abrogazione, se ne sono andati. Tutti! L’assemblea, che pure discuteva di altri temi importanti, aveva completamente perso qualunque attrattiva. L’opinione della maggioranza soddisfatta non esercita alcun fascino per la nostra informazione: cento persone che dicono una cosa hanno un valore nullo di fronte a una sola persona che dice l’opposto, anche se possibilmente lo dice in maniera infondata, anche se si inventa tutto. E sono gli stessi che parlano e domandano di democrazia.

La verità è che Grillo e Casaleggio hanno in testa una sola cosa: che la volontà popolare venga rispettata. Non importa che gli attivisti votino in un modo o nell’altro. Non importa neppure se la legge elettorale che uscirà dai referendum che il blog sta predisponendo possa risultare politicamente ostile o svantaggiosa. Per quanto possa apparire sconcertante a chi è abituato a farsi educare dai partiti, nel Movimento 5 Stelle funziona esattamente al contrario: sono i cittadini a educare i loro portavoce.
Non si capisce del resto chi altri dovrebbe essere, visto che la sovranità appartiene al popolo. Che la esercita nelle forme e nei modi previsti dalla Costituzione, certo. Ma dopo decenni di dittatura di una casta illegittima e presuntuosa, rappresentante solo di se stessa, autonominata e illegittima, è necessario riportare il conto in pari. E ce lo riporteremo.

da Byoblu.com

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