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“Ponte Garibaldi Senigallia, ora serve il coraggio di riprogettare il futuro”

"Non bastano aggiustamenti o soluzioni di contorno: serve una riprogettazione seria del Ponte Garibaldi"

Il pont del fiaton - Foto Berico Predieri

Chiusa la campagna elettorale, credo sia arrivato il momento di riaprire seriamente la discussione sul futuro del Ponte Garibaldi.


In questi ultimi mesi il tema non ha ricevuto l’attenzione che meritava, quasi che il futuro di un’infrastruttura così importante per Senigallia non riguardasse direttamente anche le scelte decisive per il futuro della città. Eppure, sono trascorsi ormai quattro anni dall’alluvione del settembre 2022.
Allora sembrava che il nuovo ponte dovesse essere realizzato in pochissimo tempo. Le scadenze annunciate sono state progressivamente superate, i tempi si sono consumati e oggi ci troviamo ancora senza il nuovo ponte.

Ma proprio il tempo trascorso, paradossalmente, ci offre un’opportunità: fermarci, ragionare e chiederci se quello immaginato quattro anni fa sia ancora il ponte di cui Senigallia ha bisogno oggi e avrà bisogno nei prossimi decenni.
Non mi interessa riaprire polemiche sul passato o distribuire responsabilità. Non servirebbe alla città. Mi interessa guardare avanti, nella consapevolezza che una questione di tale rilevanza non può essere demandato solo ed esclusivamente alla Giunta regionale o al Commissario per l’alluvione.

Anche alcune riflessioni emerse recentemente, comprese quelle espresse dal Sindaco, dimostrano che esistono elementi nuovi sui quali confrontarsi. Queste aperture, però, devono diventare ora scelte concrete. Non bastano aggiustamenti o soluzioni di contorno: serve una riprogettazione seria del Ponte Garibaldi.

Nel frattempo, in questi 4 anni è cambiato il mondo ed è cambiata Senigallia. Sono cambiate le esigenze della mobilità, la sensibilità ambientale, il rapporto tra automobile e centro urbano, le modalità di accesso alla città e la necessità di recuperare qualità e vivibilità degli spazi pubblici.
Per questo non possiamo limitarci a riproporre oggi un modello pensato anni fa e destinato a condizionare Senigallia per i prossimi decenni.
La proposta che sostengo da tempo, e che ho rilanciato anche ieri nell’incontro con i cittadini di Borgo Bicchia, è chiara: pensare a Ponte Garibaldi come a un ponte ciclopedonale, inserendolo però in un progetto complessivo di mobilità urbana.

Questo significa accompagnarlo con un parcheggio multipiano nell’area dell’ex antistadio, capace di intercettare una parte importante dei flussi prima dell’ingresso nel cuore della città; significa predisporre un nuovo Piano Urbano del Traffico, che non si limiti a spostare automobili da una strada all’altra ma ripensi strutturalmente accessi, percorsi, sosta, trasporto pubblico e mobilità ciclabile e pedonale; significa individuare i servizi necessari a supportare e integrare questa trasformazione.

Ponte, parcheggi, viabilità e servizi devono diventare parti dello stesso progetto di città.

È questa la sfida che abbiamo davanti. Non decidere semplicemente dove far passare le automobili, ma immaginare come vogliamo che si raggiunga, si attraversi e si viva Senigallia nei prossimi decenni.

Le condizioni che avevano accompagnato il progetto originario sono ormai profondamente mutate e tutte le previsioni temporali sono state superate. Continuare come se nulla fosse accaduto sarebbe un errore.

Siamo arrivati a un punto chiaro: serve riprogettare il ponte e mettere sul tavolo alternative.

E oggi ci sono anche le condizioni per farlo insieme. Regione, Comune, tecnici, categorie economiche, associazioni e cittadini devono confrontarsi senza posizioni precostituite.
Non per perdere altro tempo, ma esattamente per il contrario: utilizzare bene il tempo che abbiamo già perso.
Senigallia non ha bisogno di un ponte semplicemente perché un ponte deve essere costruito. Ha bisogno di una scelta capace di migliorare la città.
Dopo quattro anni abbiamo il dovere di porci una domanda molto semplice: se dovessimo progettare oggi Ponte Garibaldi partendo da un foglio bianco, lo faremmo esattamente come quattro anni fa?
Io penso di no.
E allora bisogna avere il coraggio di cambiare. Non sarebbe una sconfitta per nessuno. Sarebbe una vittoria per Senigallia.

Maurizio Mangialardi
27 agosto 2026

Redazione Senigallia Notizie
Pubblicato Giovedì 27 agosto, 2026 
alle ore 12:43
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Commenti
Solo un commento
Glauco G. 2026-08-27 15:30:23
Dico solo..dopo questa supercazzola infinta..scritta poi da un politico che era alla maggioranza quando hanno fatto il ponte piu "dannoso" e mal porgettato d'Italia (estremizzo ma di fatto è stato un disastro)....dopo tutto questo...quindi? proposte ne abbiamo? oppure solo una gran papiro di banalità?
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