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Lettera aperta agli assessori Campagnolo e Morsucci

"Equipariamo l'incuria degli alberi al maltrattamento degli animali?"

Alberi

Gentile assessore Elena Campagnolo (Ambiente, Urbanistica e Viabilità),
Gentile assessore Andrea Morsucci (Verde pubblico, Decoro urbano e Dissesto idrogeologico),

raccolgo lo straordinario dibattito sollevato tra i cittadini e sulla nostra testata dall’articolo riguardante il progressivo e silenzioso degrado del nostro patrimonio arboreo, un fenomeno che abbiamo definito con il termine provocatorio ma efficace di “albericidio”.

Voglio fare una premessa indispensabile a scanso di equivoci: qui non stiamo parlando degli abbattimenti legati alle grandi infrastrutture stradali o alla sicurezza pubblica. Siamo perfettamente consapevoli che, purtroppo, in città è stato necessario abbattere circa 50 pini secolari perché le radici avevano reso del tutto impossibile e pericolosa la percorrenza delle carreggiate, e che circa altri 20 saranno destinati alla stessa sorte per motivi di incolumità pubblica. Di fronte alla sicurezza delle strade e dei cittadini, l’azione di rimozione strutturale — per quanto dolorosa — è una scelta amministrativa obbligata.

La nostra battaglia, quindi, non è contro gli abbattimenti necessari, ma a favore della CURA.Alberi

Ciò che contestiamo è la morte silenziosa di pini secolari e alberi storici, sia in pieno centro urbano che nelle nostre campagne, lasciati letteralmente soffocare dall’edera rampicante infestante nell’indifferenza generale. Parliamo di esemplari monumentali situati anche vicino a scuole ed edifici pubblici, lasciati degradare fino a seccarsi solo perché nessuno taglia periodicamente l’erbaccia che li avvolge. E sappiamo bene che quando un gigante verde muore per incuria, nessuna nuova giovane piantumazione potrà restituire alla comunità lo stesso impatto ecologico e storico, se non dopo decenni.

Davanti a questo scenario, la domanda di fondo resta una sola: chi deve intervenire per curare e prevenire?

Se per le aree pubbliche la competenza è degli uffici comunali e delle ditte appaltatrici, per le aree private la cura spetta ai singoli proprietari. Il Comune ha però il pieno potere di indirizzo, controllo e sanzione attraverso i propri regolamenti.

Per questo motivo, da queste colonne, vi rivolgo una proposta concreta e di forte impatto, che potrebbe fare di Senigallia un Comune pioniere a livello nazionale nella tutela reale del territorio: adeguiamo il nostro Regolamento Comunale del Verde introducendo sanzioni severe che equiparino l’omessa cura e il soffocamento degli alberi storici alla stregua del maltrattamento degli animali.

Chi possiede un animale domestico sa che l’ordinamento punisce severamente le condotte di abbandono e incuria grave. Perché non applicare lo stesso principio etico e sanzionatorio a un albero secolare, che è a tutti gli effetti un essere vivente e un patrimonio di tutta la Albericollettività?

Una delibera o modifica del regolamento colpirebbe con forti sanzioni amministrative pecuniarie:

  1. I privati che possiedono alberature nei propri giardini e non effettuano la manutenzione fitosanitaria elementare, lasciando che le piante vengano uccise dalle infestanti.
  2. I soggetti e i gestori incaricati dall’amministrazione pubblica per la manutenzione del verde comune, qualora un monitoraggio rilevi che piante pubbliche sono state lasciate morire per pura inadempienza contrattuale e mancanza di cura.

Si tratterebbe di un provvedimento a costo zero per le casse di Piazza Roma, ma dal valore civico immenso, capace di responsabilizzare tutti e di ridurre i rischi futuri di crolli causati da piante indebolite dalle parassitosi.

Assessore Campagnolo, assessore Morsucci, i dati nazionali ci dicono che i boschi aumentano, ma la qualità e la sopravvivenza del verde nei nostri quartieri dipendono dalla cura quotidiana. Siete pronti a valutare questo strumento normativo per dare un futuro concreto ai giganti verdi di Senigallia?

Restiamo in attesa di un vostro cortese riscontro, che saremo felici di pubblicare.

Commenti
Solo un commento
mirellaverde58 2026-08-17 12:21:41
Bravissimo dottor Mariselli! La natura tutta va protetta. Gli alberi sono vita, accolgono la vita e danno vita. Vanno curati alla stregua degli animali. Non maltrattati per incuria e abbandono. Grazie per le sue parole. Ancora di più valide nell' anno dedicato a san Francesco. Che metteva tutte le creature sullo stesso piano. Per farne strumento di lode a Dio e di salvaguardia del creato. E che certamente non avrebbe gradito ( ne' gradisce nella Sua anima viva in ogni creatura) certe iniziative dannose per flora e fauna. Bisogna avere forti principi etici per portare avanti questi discorsi di difesa e tutela della natura. E la cultura, quella vera, su questo si basa
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