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Parliamo dei ponti: Perilli, della ferrovia e Portone

Giorgio Sartini candidato a Senigallia con la Lega

Giorgio Sartini candidato consigliere - Lega - Elezioni comunali Senigallia 2026

Buongiorno, questo è il quinto articolo per spiegare agli elettori come l’amministrazione uscente risolverà i problemi del bacino del fiume Misa nel prossimo mandato.

La sicurezza durante le alluvioni è la questione più importante per chi vive a Senigallia.

Il problema principale nelle alluvioni in città è la chiusura dello scolmatore previsto con la terza darsena del porto, che doveva restare aperto per far defluire le piene; è stato chiuso nel 2007.
I ponti in città sono il secondo grande problema perché, dopo il ponte della Ferrovia, passa molta meno acqua rispetto a prima della chiusura dello scolmatore.

L’acqua arriva pertanto molto prima a toccare la parte inferiore dei ponti e si blocca tutto il materiale legnoso in transito a pelo d’acqua (come è successo nel 2022).

Chi vuole capire il problema della foce può leggere l’articolo che ho dato alla stampa nella conferenza stampa del 16 ottobre 2015.

Un altro problema dei ponti sono le due pile in mezzo al fiume che riducono lo spazio per il passaggio dell’acqua e la mancata costruzione dei nuovi ponti a Via Inferiore senza pile in alveo.
Parlare di ponti a Via Inferiore significa che la strada e/o i camminamenti laterali si trovano sulla base inferiore delle travi portanti, non sulla superiore come si è fatto in passato.
Questo tipologia di ponte, nel centro cittadino di Senigallia, aumenta l’altezza sotto il ponte di circa 80 – 100 centimetri, cioè circa 27 – 34 metri quadrati in più di spazio per far transitare l’acqua.

Il ponte della statale, ristrutturato dalla giunta Mangialardi nel 2015, invece non doveva essere solo ristrutturato perché, secondo le Norme Tecniche regionali, doveva essere rifatto completamente perché la sua campata è inferiore a 42 metri e le pile possono rimanere solamente in presenza di campate superiori.

Inoltre, i soldi spesi per la ristrutturazione sarebbero bastati per rifarlo nuovo e con una sezione dell’alveo più grande permettendo il transito dell’acqua in arrivo in circa 34 metri quadrati di sezione in più.

Dopo il ponte della statale c’è il ponte della ferrovia che ora lascia passare 283 mc/s, mentre il ponte della statale lascia passare solo 154 mc/s (ALLEGATO 1).
Rifare il ponte della Ferrovia è competenza delle FFSS e quindi la regione non può intervenire e nemmeno il comune, ma possono chiedere alle Ferrovie, visto il completamento dei lavori del tratto ferroviario per l’Alta Velocità, di fare anche tale ponte a via inferiore. Con questi lavori, che non alzerebbe il livello dei binari rispetto all’attuale, la sezione sotto il ponte potrà far transitare allo stato attuale della foce circa 350 metri cubi al secondo.
Infine quando è stato rifatto il ponte Portone, è stato costruito a via superiore ma hanno abbassato l’altezza interna per mantenere la stessa sezione del vecchio ponte, così la sezione finale è stata di oltre 40 metri quadrati più piccola rispetto a un ponte a via Inferiore realizzato con la stessa altezza stradale attuale.

Per questo motivo il Vice Commissario Stefano Babini ha programmato anche il rifacimento del ponte Portone.
Già il 30/10/2015 avevo presentato a San Rocco i lavori necessari per la foce e per rifare i ponti, in modo da far passare più di 600 mc di acqua ogni secondo in città, ma la giunta di allora non ne voleva sapere.

Giorgio Sartini candidato alle elezioni per Massimo Olivetti

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