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L’Istituto Panzini incontra le donne vittime di tratta e violenza

Nell’ambito delle iniziative di contrasto alla violenza di genere

Elena Campagnolo candidata consigliere - Lega - Elezioni comunali Senigallia 2026

Nell’ambito delle iniziative di contrasto alla violenza di genere, gli studenti delle classi quinte dell’IIS Panzini hanno partecipato a un incontro presso il Palazzetto dello Sport,

organizzato in collaborazione con l’Associazione Papa Giovanni XXIII, per ascoltare le testimonianze di donne vittime di tratta e violenze. Un momento di grande intensità, che ha offerto ai ragazzi l’opportunità di confrontarsi direttamente con storie reali, spesso invisibili ma drammaticamente presenti anche nel nostro territorio.
Le parole degli studenti restituiscono con forza l’impatto emotivo dell’esperienza:
“Oggi ho partecipato a un incontro che difficilmente dimenticherò. Non è stato uno di quegli eventi che si ascoltano distrattamente: ogni parola mi è rimasta addosso”, racconta uno studente, evidenziando quanto spesso la violenza si nasconda dietro atteggiamenti che possono apparire, almeno inizialmente, come forme di amore o protezione.
Particolarmente toccante è stata la testimonianza di una donna vittima di violenza domestica. Il suo racconto ha messo in luce un aspetto tanto insidioso quanto diffuso: relazioni che nascono sotto il segno dell’attenzione e dell’esclusività, ma che col tempo si trasformano in controllo, isolamento e manipolazione.

“Mi ha fatto riflettere su quanto sia sottile il confine tra attenzione e possesso, tra affetto e dominio”, scrive un altro studente, sottolineando quanto sia fondamentale riconoscere i segnali fin dall’inizio.
Dalle riflessioni emerge anche il valore delle relazioni positive come leva per reagire:
“La forza di uscire e denunciare è emersa quando questa donna ha pensato ai figli. L’amore e la fiducia negli altri ci permettono di affrontare gli ostacoli”, osserva una studentessa, mettendo in evidenza il ruolo decisivo degli affetti nel percorso di uscita dalla violenza.
Le testimonianze dell’Associazione Papa Giovanni XXIII hanno poi portato all’attenzione degli studenti il tema della tratta di esseri umani a fini di sfruttamento sessuale. Racconti duri, che parlano di ragazze giovanissime, spesso minorenni, ingannate e costrette a vivere in condizioni di violenza e privazione della libertà.
“Sentire queste storie mi ha fatto capire quanto il problema sia vasto e quanto sia facile considerarlo lontano. Invece tutto questo avviene dietro casa, ed è assurdo”. Riflette uno studente presente.
Tra i momenti più sconvolgenti, il racconto di una giovane costretta a vivere quindici anni di abuso e schiavitù:
“Quindici anni sono quasi gli anni della mia vita. Pensare che qualcuno cresca senza libertà mi ha fatto provare impotenza ma anche responsabilità”, scrive uno studente.
Non sono mancate riflessioni sui rischi legati al mondo digitale e ai fenomeni di adescamento online:
“Mi ha colpito il fenomeno di OnlyFans, dove ragazze anche minorenni possono essere attirate dall’idea di un guadagno facile e finire in situazioni da cui è difficile uscire”.
Un tema che si collega a una riflessione più ampia sulla cultura mediatica e sulle relazioni:
“Spesso il corpo è visto come un oggetto e noi giovani facciamo fatica a vivere rapporti veri invece che tossici”.
L’incontro si è concluso lasciando nei partecipanti emozioni contrastanti: tristezza, rabbia, ma anche una maggiore consapevolezza.
“Questo incontro mi ha insegnato che la violenza non è sempre evidente, può iniziare in modo silenzioso e diventare distruttiva”, conclude uno degli studenti, che riassume bene il senso di una giornata difficile da dimenticare

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