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Ostetriche, 9.500 quelle in Italia

Il sindacato evidenzia carenze di organico

Giorgio Sartini candidato consigliere - Lega - Elezioni comunali Senigallia 2026
Ostetricia

«In occasione della Giornata Internazionale delle Ostetriche, il sindacato Nursing Up presenta un’analisi sulla tenuta dei servizi materno-infantili nel nostro Paese.

Il dato della carenza organica in Italia tocca oggi quota 9.500 professioniste: un numero che deriva dal ricalcolo dei fabbisogni minimi di sicurezza e dal saldo negativo tra pensionamenti e nuove assunzioni registrato negli ultimi due anni.

Tale cifra trova conferma nell’incrocio dei dati OCSE Health Statistics, che evidenziano per l’Italia una densità di 29 ostetriche ogni 100.000 abitanti (contro una media europea di 42), e nelle proiezioni dello studio globale “The State of the World’s Midwifery” (SoWMy) curato da UNFPA e dall’International Confederation of Midwives (ICM).

Questi report indicano come il deficit di organico e il mancato investimento sulla leadership ostetrica – documentati anche dalle analisi della serie The Lancet Midwifery – stiano portando il sistema italiano a un punto di non ritorno, dove la sicurezza del percorso nascita è messa a rischio da carichi di lavoro che superano i limiti fisiologici di vigilanza clinica».

LA GENESI DEL DATO: ECCO PERCHÉ MANCANO 9.500 OSTETRICHE

«Il numero di 9.500 unità mancanti non è una stima approssimativa, ma il risultato di un calcolo tecnico», chiarisce Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up.

Il Gap del 30% rispetto all’Europa: L’Italia opera con un deficit strutturale del 30% rispetto alla media UE. Per pareggiare questo gap e garantire la continuità assistenziale servirebbero 7.600 professioniste.
La desertificazione del territorio: Il calcolo sale includendo le 1.200 unità necessarie per ripopolare i consultori familiari e garantire il supporto post-parto e all’allattamento domiciliare.

L’EMORRAGIA DELLA CATEGORIA: I NUMERI DELLA FUGA

La crisi delle professioni assistenziali ha travolto l’area ostetrica con numeri senza precedenti. Secondo l’analisi del Nursing Up, basata sull’incrocio tra le proiezioni del Conto Annuale della Ragioneria Generale dello Stato, i flussi di mobilità verso l’estero (richieste di attestati di onorabilità professionale al Ministero della Salute) e le rilevazioni degli Ordini Professionali Regionali:

Oltre 1.700 ostetriche hanno rassegnato le dimissioni volontarie dal SSN nel biennio 2024-2025: un’emorragia che ha coinvolto quasi il 15% dell’organico pubblico in 24 mesi.
850 fughe all’estero nel 2025: una quota pari a circa il 12% del totale dei migranti sanitari italiani, eccellenze che si cancellano dagli albi provinciali per trasferirsi verso sistemi UE dove autonomia e indennità sono standard garantiti.

DENATALITÀ E DISINVESTIMENTO: LA SICUREZZA AL BIVIO

L’Italia affronta una crisi demografica con nascite scese sotto i 380.000 nuovi nati ogni anno (Dati Istat).

«Il vero pericolo è che la denatalità diventi l’alibi per un disinvestimento strutturale», avverte De Palma. «In un Paese che praticamente non fa più figli, la politica rischia di tagliare fondi proprio dove ogni singola nascita dovrebbe rappresentare una priorità di salute pubblica, da garantire e tutelare attraverso i massimi standard di sicurezza. Con meno nati e meno investimenti, i punti nascita periferici chiudono e, senza le ostetriche mancanti, il territorio resta sguarnito, costringendo le madri a lunghi spostamenti verso hub congestionati dove il personale è sottoposto a turni oltre le 12 ore».

LA RIVENDICAZIONE SINDACALE: INDENNITÀ DI SPECIFICITÀ SUBITO

Il fulcro della battaglia del Nursing Up è il riconoscimento economico della peculiarità della funzione assistenziale dell’ostetrica . «È paradossale che le ostetriche siano ancora escluse dall’indennità di specificità, che dopo tante lotte portate avanti dal nostro sindacato, è stata ottenuta per gli infermieri», incalza De Palma.

«L’indennità che abbiamo ottenuto contrattualmente non surroga l’esigenza di una legge. Non è possibile chiedere un impegno così elevato senza una valorizzazione economica strutturale ed indipendente dai contratti. Perdere un’ostetrica formata in Italia per regalarla a sistemi esteri è un danno erariale indiretto che il Paese non può più permettersi. Chiediamo subito una legge per l’indennità di specificità dedicata alle ostetriche, e la chiediamo come misura urgente. Il Nursing Up non escluderà forme di mobilitazione se non arriveranno risposte concrete a tutela di chi garantisce il futuro della vita».

UFFICIO STAMPA SINDACATO NURSING UP

Redazione Senigallia Notizie
Pubblicato Martedì 5 maggio, 2026 
alle ore 9:51
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