Quando il corpo dice basta
La Dr.ssa Mazzocco, psicologa clinica e psicoterapeuta, ci racconta la storia di Marta e del suo mal di testa cronico

Marta ha 38 anni, lavora come responsabile di progetto in una grande azienda e arriva in studio con una frase molto semplice: “Ho sempre mal di testa.”
Non è un mal di testa occasionale.
È un dolore che ritorna più volte alla settimana, a volte pulsante, a volte come una fascia che stringe la testa. Negli ultimi mesi è diventato quasi quotidiano.
Ha fatto visite neurologiche, esami diagnostici, risonanze. Tutto nella norma.
Il medico le ha detto che probabilmente si tratta di cefalea tensiva.
Le ha prescritto farmaci antidolorifici e qualche consiglio per ridurre lo stress.
Ma Marta non si sente stressata.
O meglio, dice di essere abituata allo stress.
Lavora molto, coordina un team di dodici persone, gestisce contemporaneamente diversi progetti e si occupa anche dei genitori anziani.
Quando racconta la sua vita, usa spesso un’espressione: “Se non lo faccio io, non lo fa nessuno.”
Durante le prime sedute emerge un tratto caratteristico: Marta è una persona molto affidabile, molto responsabile, ma anche profondamente abituata a tenere tutto sotto controllo.
Non chiede aiuto facilmente.
Non delega volentieri.
Non mostra quasi mai fatica.
Il corpo, invece, sembra aver iniziato a farlo.
Il dolore come linguaggio del corpo
Nella medicina tradizionale il dolore è considerato soprattutto un sintomo da eliminare.
Ma nella prospettiva psicosomatica il dolore può essere anche una forma di comunicazione biologica.
Il corpo possiede sistemi estremamente sofisticati di segnalazione.
Il dolore è uno dei più antichi e potenti.
Nel caso della cefalea tensiva, numerosi studi mostrano che il dolore è spesso associato a:
– contrazione prolungata dei muscoli cervicali e craniali
– iperattivazione del sistema nervoso simpatico
– difficoltà nella regolazione dello stress
Quando una persona vive in uno stato di attivazione costante, il sistema nervoso rimane come in una modalità di allerta continua.
Il cervello interpreta il mondo come un luogo che richiede vigilanza costante.
Il risultato è una tensione muscolare cronica, soprattutto nella zona delle spalle, del collo e della testa.
Nel tempo, questa tensione diventa dolore.
Lo stress che non sentiamo più
Una delle caratteristiche più interessanti dello stress cronico è che spesso non viene percepito come stress.
Le persone più resilienti e responsabili sono anche quelle che più facilmente si abituano a livelli molto alti di pressione.
Il corpo, però, continua a registrare ogni cosa.
Nel cervello, l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene regola la risposta allo stress attraverso la produzione di cortisolo e altre molecole.
Quando questa attivazione si prolunga nel tempo, si crea una sorta di iperattivazione neurobiologica.
Il sistema nervoso resta in modalità prestazione.
Il riposo diventa difficile.
Il corpo non riesce più a tornare facilmente a uno stato di equilibrio.
In queste condizioni, sintomi come mal di testa, tensioni cervicali, disturbi gastrointestinali e insonnia diventano sempre più frequenti.
Il corpo come confine
Durante una seduta Marta racconta un episodio apparentemente banale.
Una sera torna a casa dopo una giornata di lavoro molto lunga.
Ha ancora diverse email da rispondere.
Il telefono continua a suonare.
Ad un certo punto sente il mal di testa arrivare improvvisamente.
Dice una frase che colpisce molto: “È come se la testa mi dicesse basta.”
Questa frase contiene già un’intuizione importante.
Molte persone che soffrono di cefalea cronica hanno difficoltà a riconoscere i propri limiti.
Sono persone capaci, generose, spesso molto apprezzate dagli altri, ma tendono a oltrepassare continuamente il proprio confine interno.
Il corpo allora diventa il luogo in cui questo confine si manifesta.
Il dolore segna il punto in cui la pressione interna ha superato una soglia.
Il momento della consapevolezza
Con Marta il lavoro terapeutico non riguarda soltanto il mal di testa.
Riguarda soprattutto il modo in cui vive la propria vita.
Gradualmente inizia a riconoscere alcune dinamiche:
– la difficoltà a dire di no
– la paura di deludere gli altri
– la tendenza a prendersi carico di tutto.
Inizia anche a fare qualcosa di nuovo: ascoltare il corpo prima che arrivi il dolore.
Quando sente le spalle irrigidirsi, quando il collo diventa teso, prova a fermarsi.
Non sempre è facile.
Ma poco alla volta impara che il corpo non è un nemico.
È un alleato.
Quando il sintomo cambia significato
Dopo alcuni mesi Marta racconta qualcosa di interessante.
Il mal di testa non è scomparso completamente, ma è molto meno frequente.
Soprattutto, è cambiato il suo modo di viverlo: “Prima lo vedevo come un problema.
Adesso lo vedo come un segnale.”
Questo cambiamento di prospettiva è uno degli aspetti più importanti del lavoro psicosomatico.
Il sintomo non viene negato.
Non viene nemmeno interpretato in modo simbolico rigido.
Viene invece ascoltato come parte di un dialogo tra mente e corpo.
Il linguaggio del corpo
Il corpo umano non parla con le parole.
Parla con sensazioni, tensioni, cambiamenti fisiologici.
Quando impariamo ad ascoltarlo, spesso scopriamo che molti sintomi contengono informazioni preziose.
Non sono soltanto errori biologici da correggere.
Sono anche tentativi dell’organismo di riportarci verso un equilibrio più autentico.
Una domanda utile
Quando un sintomo corporeo si ripete nel tempo, può essere utile fermarsi un momento e chiedersi:
In quale parte della mia vita sto andando oltre i miei limiti?
A volte la risposta non arriva subito.
Ma già la domanda può aprire uno spazio nuovo di ascolto.
In psicosomatica non ci chiediamo soltanto dove il corpo fa male.
Ci chiediamo anche quale parte della nostra vita sta chiedendo ascolto.
Dr.ssa VILMA CATERINA MAZZOCCO psicologa clinica – psicoterapeuta specializzata in psicosomatica – professore Università Telematica eCampus: Teorie e tecniche di Psicosomatica – Mindfulness psicosomatica e tecniche di meditazione e rilassamento – Psicologia dello sviluppo – Didattica delle emozioni
Riceve in presenza e online solo su appuntamento
Studio Clinico: Via Umberto Giordano 82 Senigallia
cellulare: 333 3693851 solo messaggi – sarete richiamati


























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