“Capitale italiana del mare: Senigallia può costruire un percorso, ma non con superficialità”
Le opposizioni: "Non si costruisce una candidatura in un mese"

L’idea di candidare Senigallia a Capitale italiana del mare ci piace. È un’opportunità importante e crediamo che la città, un domani, debba giocarsela fino in fondo. Proprio per questo, però, non possiamo permetterci di affrontarla con superficialità o con una candidatura costruita in fretta e furia.
L’atto di indirizzo della Giunta in tal senso è del 18 agosto e il termine per presentare la domanda è il 30 settembre. Poco più di un mese per costruire un progetto che, secondo le stesse linee guida del Governo, dovrebbe mettere insieme ambiente, porto, turismo, demanio, cultura, mobilità, sviluppo economico, pesca e blue economy e soprattutto costruire un vero partenariato territoriale.
È proprio questo il punto: una candidatura di questo tipo non si improvvisa.
Senigallia è uno dei tanti Comuni costieri italiani che possono concorrere, e molti territori hanno avuto modo di lavorare da tempo sulle proprie politiche del mare, costruendo relazioni, progetti e una visione coerente. Noi, invece, rischiamo di arrivare all’appuntamento quando il cronometro è già partito. E c’è una domanda che riteniamo doveroso porre. Nell’atto di indirizzo non si legge un coinvolgimento esplicito di Senigallia Servizi, l’azienda speciale interamente partecipata dal Comune, né emerge un percorso già avviato con i soggetti che operano direttamente sul porto e sull’economia del mare. Possibile che nessuno sapesse di questa opportunità? Possibile che chi gestisce il porto non sia stato coinvolto prima di decidere di candidare la città? L’atto prevede che il progetto possa essere costruito acquisendo contributi da enti pubblici, istituzioni, associazioni e operatori economici. Ma proprio questo percorso avrebbe dovuto essere il punto di partenza, non qualcosa da organizzare nelle settimane successive.
Lo abbiamo già visto con la candidatura a Capitale italiana della cultura: le fughe in avanti non aiutano Senigallia. Se vogliamo davvero competere, serve un salto di qualità nel metodo: coinvolgere il porto, Senigallia Servizi, le categorie economiche, gli operatori turistici, la pesca, le associazioni, il mondo culturale, le istituzioni e i Comuni del territorio. Serve, inoltre, coinvolgere le associazioni ambientaliste e di tutela dell’ecosistema marino; l’Istituto per le Risorse Biologiche e le Biotecnologie Marine del CNR; UNIVPM, che già si è mossa per studiare effetti della crisi climatica sulla nostra costa.
Serve, insomma, una visione del mare che non sia soltanto una bella candidatura, ma una strategia per i prossimi anni.
Come opposizione siamo pronti a fare la nostra parte, ma una candidatura così importante non può essere semplicemente presentata: deve essere costruita insieme alla città. E, soprattutto, non possiamo permetterci di perdere un’occasione quando avremmo potuto presentare un progetto forte, condiviso e all’altezza di Senigallia.
PD, SC-CS-AVS, Onda Civica


























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