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In carcere perché condannato per i fatti di Corinaldo, aggredisce due poliziotti

Il giovane si era già reso responsabile di una evasione, la denuncia del sindacato di Polizia Penitenziaria

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Torna al centro delle cronache Andrea Cavallari, il detenuto condannato in via definitiva a 11 anni e 10 mesi di reclusione per la strage di Corinaldo, tragedia che provocò sei morti e 59 feriti, già protagonista della clamorosa evasione durante un permesso concesso per la discussione della tesi di laurea e successivamente rintracciato e arrestato a Barcellona dagli uomini del Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria.


Secondo quanto denuncia il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe), nella tarda mattinata di ieri, 8 giugno, presso il reparto isolamento della Casa Circondariale di Cassino, il detenuto si sarebbe reso protagonista di una aggressione ai danni di due appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria.

L’episodio sarebbe iniziato quando Cavallari avrebbe appiccato il fuoco a uno sgabello in dotazione alla cella, provocando una rapida propagazione del fumo all’intero primo piano del Reparto isolamento.

Per garantire la sicurezza dei detenuti presenti e scongiurare conseguenze ancora più gravi, il personale di servizio ha immediatamente avviato le procedure di emergenza, trasferendo i detenuti nelle aree passeggio.

Proprio durante queste operazioni, Cavallari, anziché dirigersi verso il passeggio come disposto dal personale, avrebbe improvvisamente aggredito un giovane agente, in servizio da pochi giorni, colpendolo con pugni e schiaffi. Successivamente, all’arrivo di un collega più esperto intervenuto in suo soccorso, il detenuto avrebbe afferrato una gamba di tavolo prelevata dalla cella scagliandosi contro il poliziotto, colpendolo ripetutamente alla schiena e alle gambe con estrema violenza.

I due poliziotti sono stati immediatamente soccorsi, visitati presso l’infermeria dell’istituto e successivamente trasferiti al Pronto Soccorso, dove sono stati giudicati guaribili rispettivamente in cinque e sette giorni.

“Non può e non deve esistere alcuna forma di tolleranza verso chi si rende protagonista di aggressioni tanto vili contro gli appartenenti al Corpo. Siamo di fronte a una condotta premeditata, violenta e criminale che merita una risposta immediata e rigorosa da parte dell’Amministrazione e della Magistratura di Sorveglianza”, sottolinea Donato Capece, segretario del sindaco Sappe.

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