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“Città di macerie”

Mirella Verde: "Spero che il crollo a Cesano non abbia coinvolto nessuno dei gatti della colonia"

Paolo Battisti candidato consigliere - Movimento 5 Stelle - Elezioni comunali Senigallia 2026
Vecchio edificio crollato a Cesano

“Città di macerie”. Questo m’è venuto in mente (si tratta del titolo di un racconto del Premio Taranto, concorso letterario e poi anche di pittura presieduto da Ungaretti)vincitore, quel racconto, dell’edizione del 1952, quando ho visto l’ immagine che invio. La prima.

Allora, la guerra era finita da poco e tanti scrittori e giornalisti (come accade purtroppo per le guerre in corso attualmente) scrivevano articoli, reportage , racconti per testimoniare l’accaduto, perché fosse impresso nella memoria collettiva e non dovesse più ripetersi.

Vecchio edificio crollato a CesanoMa quella della casa mezza crollata non è un’immagine nelle guerre passate o di quelle odierne: è un’ immagine della fatiscenza e del degrado in cui versano alcune zone del senigalliese, precisamente Cesano. Frazione ormai quasi del tutto “attaccata” a Senigallia dove, però, (mi riferisco a Cesano) mancano alcuni servizi essenziali, che mettono in difficoltà soprattutto le persone anziane e quelle non auto munite (non c’è, ad es. una farmacia), ma che in compenso è attraversata dalla strada statale, dove le auto sfrecciano a tutta velocità, incuranti dei limiti di segnalati e degli incidenti che possono causare a persone e animali.

Cespugli in cui stazionano i gatti della colonia di CesanoE in più quest’altra novità, dentro l’area della fornace, dove vivono (perché sono nati lì) i gatti del sindaco, quelli della colonia di cui sono responsabile, quelli a cui il parroco don Andrea Franceschini ha, con tanta generosità, offerto nella proprietà privata della Chiesa, un angolo dove quotidianamente porto loro il cibo per sfamarli e per controllare (con una sorta di appello) che ci siano tutti.

Stante il pericolo e problemi con la proprietà, in realtà il Comune aveva offerto un’altra “location” (termine di moda oggi) che è sito in zona scoscesa, vicino al campo di calcio, quello grande. In realtà si tratta di un albero e di un cespuglio, in zona non spianata, che poi il Comune avrebbe “riempito” con casette per i felini, molto frequentato da cani e poco adatto ai felini che, nonostante i miei vari tentativi di portarli li, ritornavano sempre nel luogo dove hanno sempre vissuto.

Spero che il crollo visto de visu stamattina (23 aprile ndr), dal di fuori, mentre alimentavo i mici del sindaco non abbia coinvolto nessuno dei gatti della colonia. E poi mi chiedo: se qualche pezzo di quelle case fatiscenti che danno sulla strada cadesse sulla strada?

È facile pensare alle conseguenze e speriamo che questo non accada mai.

Siamo nell’anno di san Francesco che considerava tutte le creature “fratelli e sorelle”, amandole e rispettandole tutte allo stesso modo. E proteggendole. Spero che le istituzioni tengano presente questo. Sia le attuali che quelle che verranno. E che Senigallia (e dintorni) non debba richiamare l’idea di città di macerie. Di nessun genere.

P.S. Naturalmente i gatti che si fidano solo di me, da lì non si sposteranno mai. Bisogna mettere però in sicurezza le altre case. Per evitare tragedie anche per i lavoratori.

Mirella Verde

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