Massimo Barocci, capolista PD: “Un partito aperto, una squadra di cui sono orgoglioso”
"Adesso mi metto in gioco. In prima persona, con la faccia e con la voce. Mi candido con il Partito Democratico di Senigallia"

Cinque anni fa ho accettato di fare il segretario del PD di Senigallia. Non lo dico con orgoglio retorico, lo dico perché quei cinque anni li ho vissuti davvero, con tutto quello che comportano: le assemblee, gli incontri, le energie, le fatiche, i momenti di scoraggiamento e quelli in cui ti rendi conto che qualcosa di buono sta accadendo.
Quando ho cominciato, sapevo che non bisognava fare le stesse cose di prima; servivano facce nuove, giovani, e bisognava cambiare il modo di stare insieme, il modo di decidere, il modo di ascoltare. Costruire un partito più orizzontale, dove le idee contano più delle gerarchie, dove ogni contributo ha un valore, e le persone si sentono parte di qualcosa e non ingranaggi di una macchina.
Ci abbiamo lavorato. Abbiamo creato gruppi di lavoro su temi concreti: urbanistica, economia, disuguaglianze, ambiente, perché chi conosce un problema da vicino deve poter contribuire a risolverlo. Abbiamo affrontato con serietà la questione della pace e della nonviolenza, producendo un documento vero, non uno slogan, perché su certi temi una comunità politica deve avere il coraggio di dire dove sta. Per questo siamo stati in piazza tutte le volte che era necessario, quando dovevamo dire alla città che il Partito Democratico su quel tema c’era e aveva una posizione chiara, netta. Abbiamo girato i borghi e le frazioni di Senigallia, bussato alle porte, fatto riunioni in posti piccoli dove la politica di solito non arriva. Abbiamo ascoltato.
E qualcosa è cresciuto. Abbiamo eletto i nostri rappresentanti in consiglio regionale. Abbiamo ricostruito un rapporto (ancora fragile, ma reale) con una parte della città che si era allontanata.
Non racconto tutto questo per fare un bilancio positivo a tutti i costi. Lo racconto perché è da lì che nasce quello che sto per dire.
Adesso mi metto in gioco. In prima persona, con la faccia e con la voce. Mi candido con il mio partito, il Partito Democratico di Senigallia, con la coalizione di centrosinistra che crede in Dario Romano come guida per questa città, e lo faccio con una squadra di cui sono genuinamente orgoglioso
Perché quella squadra, per la maggior parte, non è fatta solo di iscritti al partito. Ci sono persone non iscritte, indipendenti — cittadine e cittadini — che hanno detto sì perché credono in un’idea di Senigallia. Questo, per me, è il risultato più bello di questi cinque anni: aver costruito un partito abbastanza aperto da attrarre persone che non si sarebbero mai avvicinate a una logica chiusa e autoreferenziale.
Non è una lista di bandiera. È un atto politico preciso: la convinzione che governare una città richieda le competenze, le esperienze e le sensibilità di chi quella città la vive ogni giorno — non solo di chi ha la tessera giusta in tasca.
So che la strada non è facile. So che ci sono diffidenze da sciogliere, fiducia da riconquistare, problemi concreti da affrontare senza scorciatoie. Ma so anche che si può farlo — se si è onesti, se si lavora insieme, se si mette la città davanti al partito.
È quello che ho cercato di fare in questi anni. È quello che voglio continuare a fare. Vi chiedo di camminare con noi.
Massimo Barocci, segretario del Partito Democratico di Senigallia e capolista nella lista del PD alle elezioni amministrative di Senigallia del 24 e 25 maggio 2026


























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