Logo farmacieFarmacie di turno


Domenici Robertucci
Errore durante il parse dei dati!
SenigalliaNotizie.it
Versione ottimizzata per la stampa

“L’Europa selettiva: memoria corta, carriera lunga”

"La differenza tra chi considera l’Europa un modo per far carriera e chi la riconosce come una conquista è sottile, ma decisiva"

Autonoleggio Mariotti Massimo Senigallia - Noleggio auto, city car, suv, scooter, furgoni
Europa, unione europea, UE

C’è un tratto curioso nel nuovo europeismo di un consigliere comunale di Senigallia: lo si coglie bene leggendo un suo recente articolo, ed è la sua straordinaria capacità di selezione.


Dalla recente e camaleontica (concedetemi il termine) presentazione del suo libro emerge infatti un’Europa levigata e perfettamente funzionale: un’Europa che aiuta, connette, valorizza. In breve: un’Europa utile.

Nulla da eccepire. Se non fosse che questa versione dell’Europa somiglia molto a un prodotto già confezionato: pronta all’uso, priva di attriti, soprattutto priva di storia.

Perché l’Europa, quella che oggi si presta così bene a essere raccontata come esperienza, nasce invece in un contesto molto meno rassicurante. Nasce anche a Ventotene nel 1941, dove uomini confinati dal fascismo – non esattamente estimatori del regime, come sembra essere l’autore del suddetto libro – scrivono il Manifesto di Ventotene. Non per costruire opportunità di carriera, ma per evitare che nazionalismi e dittature riportassero il continente nel baratro.
È una differenza non marginale.

Ed è qui che la narrazione diventa interessante. Perché esiste un modo di parlare dell’Europa che ne riconosce la natura conflittuale, le radici antifasciste, il prezzo pagato da chi l’ha immaginata. E poi esiste un altro modo: quello che ne trattiene solo la parte più spendibile.
Quella che conviene oggi.
In questa versione, l’Europa smette di essere un progetto politico e diventa semplicemente uno sfondo. Un contenitore neutro, buono per valorizzare esperienze, costruire profili, accompagnare candidature.
Un’Europa senza origine è, inevitabilmente, un’Europa senza responsabilità.
E allora non è tanto l’elogio dell’Europa a colpire – quello è quasi obbligato, oggi – ma la sua accurata depurazione. Una memoria selettiva che elimina ciò che potrebbe risultare incoerente con percorsi politici che, nel tempo, hanno incluso attacchi pubblici alla memoria dei partigiani o una certa disinvoltura nel maneggiare simboli e iconografie legate al fascismo.

Non ho letto il libro, e non è questo il punto: basta la presentazione pubblica per cogliere l’impostazione. È tutta nella cornice, nel linguaggio, nelle omissioni.

Perché la differenza tra chi considera l’Europa un modo per far carriera e chi la riconosce come una conquista è sottile, ma decisiva.
La prima si sfrutta.
La seconda, di solito, si rispetta.
La prima si racconta quando serve, magari per accompagnare una candidatura.
La seconda, di solito, si pratica.

Da

Elena Morbidelli – presidente Anpi Trecastelli

Redazione Senigallia Notizie
Pubblicato Martedì 21 aprile, 2026 
alle ore 9:39
Come ti senti dopo aver letto questo articolo?
Arrabbiato
In disaccordo
Indifferente
Felice
D'accordo


Commenti
Ancora nessun commento. Diventa il primo!
ATTENZIONE!
Per poter commentare l'articolo occorre essere registrati su Senigallia Notizie e autenticarsi con Nome utente e Password

Già registrato?
... oppure Registrati!



Scarica l'app di Senigallia Notizie per AndroidScarica l'app di Senigallia Notizie per iOS

Partecipa a Una Foto al Giorno





Cronaca
Politica
Cultura e Spettacoli
Sport
Economia
Associazioni
Fuori dalle Mura