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“Rammarico per gli attacchi al Pronto Soccorso di Senigallia”

"Chiediamo di poter svolgere serenamente il nostro importante ed impegnativo lavoro, senza ricevere inutili e sterili accuse"

Ospedale di Senigallia - Pronto soccorso

Risposta del personale del Pronto Soccorso di Senigallia.

Abbiamo letto, sulle testate locali, quanto scritto sulla “profonda crisi strutturale” del Pronto Soccorso di Senigallia.

Per quanto riguarda i lavori strutturali, nell’attesa che venga realizzata la nuova palazzina dell’emergenza attualmente in costruzione, è stata installata la nuova TC presso i locali del Pronto Soccorso che sarà operativa a breve. Sono in corso anche lavori di efficientamento ed adeguamento dell’attuale palazzina dell’emergenza che comprende il P.S., la Chirurgia e la Rianimazione (ascensore, rampa di accesso). Si precisa anche che i letti dell’OBI sono tutti 8 automatizzati, di ultima generazione, secondo la normativa.

Tutti noi operatori sanitari (medici, infermieri, oss) esprimiamo il nostro rammarico per gli attacchi che periodicamente ci vengono rivolti.

Tutti noi ci impegniamo quotidianamente nel nostro lavoro, cercando di dare sempre il massimo e ci sentiamo offesi da accuse che hanno un carattere strumentale.

Ringraziamo tutti coloro che riconoscono i nostri sforzi. Lavoriamo in costante collaborazione con la Direzione Strategica Aziendale e stiamo portando a termine dei percorsi in sinergia che ci permetteranno di dare risposte sempre più efficaci. Siamo veramente stanchi che venga continuamente screditato un lavoro che portiamo avanti nell’interesse delle persone. Il nostro unico interesse è rispondere alle persone e vorremmo essere lasciati fuori da tutte le strumentalizzazioni.

Chiediamo di poter svolgere serenamente il nostro importante ed impegnativo lavoro, senza ricevere inutili e sterili accuse.

Al personale del Pronto Soccorso di Senigallia fa eco il personale del PS di Jesi.

Negli ultimi giorni il reparto di Medicina di Emergenza Urgenza di Jesi è diventato oggetto di grande attenzione mediatica e dei social media per la grande sofferenza che i familiari ed i pazienti evidenziano con enfasi come “fallimento del Pronto Soccorso”. Gli operatori sanitari tutti, medici, infermieri, OSS, tecnici rigettano con fermezza queste affermazioni che gettano discredito e senso di insicurezza in tutta la popolazione che si accinge a varcare le porte del Pronto Soccorso arrivando molto spesso con un atteggiamento prevenuto e di diffidenza nei confronti del personale del reparto.

Siamo consapevoli che le attese, i corridoi affollati e le difficoltà nell’accesso alle cure generano frustrazione e disagio.

Medici, infermieri e operatori sanitari affrontano carichi di lavoro enormi e una continua pressione emotiva. Nonostante ciò, continuano ogni giorno a garantire professionalità, attenzione e umanità anche nelle condizioni più difficili. A volte ci possono essere delle “sbavature” legate al grande carico di lavoro. Spesso lavorano davanti a un flusso di pazienti sempre crescente, ma non rinunciano mai al loro impegno. Il valore del personale sanitario va salvaguardato e tutelato anche attraverso la collaborazione di tutta la popolazione.

Il Pronto Soccorso, peraltro quello di Jesi è attualmente oggetto di importanti lavori di adeguamento, è un bene prezioso che lavora in costante interazione con tutti gli altri servizi e si stanno portando a termine dei percorsi organizzativi, di concerto con la Direzione Aziendale, come la “admission room”, un’area di transizione dedicata ad accogliere temporaneamente i pazienti per i quali è già stato deciso il ricovero, in attesa che si liberi un posto letto nel reparto definitivo, per dare risposte sempre più efficienti e migliorare sempre di più il servizio reso alla collettività.

Dr.ssa Stefania Greganti PS Senigallia

Dr. Mario Caroli PS Jesi

Ast Ancona

Redazione Senigallia Notizie
Pubblicato Lunedì 20 aprile, 2026 
alle ore 10:41
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Commenti
Solo un commento
Glauco G. 2026-04-21 09:03:07
Pur comprendendo che la politica ha fatto di tutto per spremere la sanità e danneggiarla portandola da quasi eccellenza a disastro totale....pur comprendendo che siete sottodimensionati con un organico ridotto all’osso…pur comprendendo che le strutture sono sempre più datate…pur comprendendo che è umano staccare un secondo la spina durante un turno di lavoro e prendersi un caffè.. pur comprendendo che il lavoro del “dottore” (compresi infermieri ecc) è passato da lavoro stimato e invidiato a lavoro da “miniera” e che sempre meno persone vorrebbero fare quel lavoro perché è solo schiavismo puro e nulla più (per me ovviamente)….quello che mi manda fuori di testa è la mancata percezione del disagio del paziente….non voglio pensare che tutti siano così ma …quando sono andato io al pronto soccorso..sono stato 6 ore (tutta la notte) per un problema di poco conto..vedere attorno a me gente che stava anche peggio di me e sentire che “Paolo” è andato in vacanza a Cortina..insomma..sentire 30 min / 1 ora di chicchere tra infermiere (diverse non solo 1) che possono essere anche lecite ma che fatte di fronte ad una platea di “ammalati” che aspettano da ore e ore..non penso sia molto efficace per mantenere calmi gli animi…insomma…capisco tutto ma se devi fare 4 chicchere falle in un posto dove nessuno ti sente e vede..perché poi la percezione è che TUTTO IL PRONTO SOCCORSO non fa nulla. Questo io critico..questa attitudine che forse nasce da una semplice abitudine al dolore. Insomma…sono talmente abituati ad essere circondati da ammalati che alcune volte non si fa più caso a certi dettagli. Questa è la mia esperienza..questo il mio pensiero. Speriamo che la nuova palazzina prenda in considerazione un vero distacco tra “accettazione” e sala d’attesa. Così si evita di assistere e di prendere parte (involontariamente) a chicchere da caffè tra addetti ai lavori…anche queste piccole cose aiutano a tenere quanto più possibile “serena” una lunga attesa.
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