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Libano, un gesto su una statua di Cristo accende polemiche sui social

Scatto di un soldato che spacca il volto del Cristo a Debel crea discussioni e opinioni online

Massimo Olivetti candidato sindaco - Elezioni comunali Senigallia 2026

Sta circolando sui social un’immagine che ritrae un uomo in uniforme militare, mentre colpisce con un’ascia la testa di una statua raffigurante Cristo nella città di Debel, nel sud del Libano.

Lo scatto sta rapidamente facendo il giro del web e ha suscitato numerose reazioni contrastanti, accendendo anche dibattiti.

Molti utenti hanno espresso indignazione per il gesto, ritenuto offensivo e irrispettoso nei confronti dei simboli religiosi.

Altri, invece, hanno sollevato dubbi sull’autenticità dell’immagine e sull’identità del soggetto, invitando alla prudenza.

Non sono mancate anche riflessioni più ampie: alcuni hanno evidenziato come, in contesti segnati da conflitti e violenze ben più gravi, episodi di questo tipo passano in secondo piano rispetto alle tragedie che colpiscono direttamente le persone.

Al di là delle diverse interpretazioni, l’episodio riporta l’attenzione sul clima di tensione che caratterizza alcune aree del Medio Oriente, dove gesti simili possono passare inosservati o addirittura non essere considerati gravi.

Al momento si segnala che l’esercito israeliano avrebbe avviato delle indagini per accertare eventuali responsabilità.

Cristina Alfieri
Pubblicato Lunedì 20 aprile, 2026 
alle ore 10:25
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Commenti
Ci sono 2 commenti
barbara51 2026-04-21 03:57:52
L'esercito israeliano non "avrebbe avviato indagini": l'esercito israeliano ha immediatamente CONDANNATO l'episodio e annunciato la punizione del soldato responsabile, il governo ha immediatamente condannato l'episodio, il ministero degli esteri ha immediatamente condannato l'episodio. Quanto al "riportare l'attenzione", non ricordo di avere mai letto su queste pagine momenti di attenzione sulle decine di migliaia di cristiani macellati in tutto il mondo islamico, sulle migliaia di chiese distrutte, sui villaggi cristiani distrutti; come mai nel momento in cui un ebreo compie un gesto vandalico su un manufatto cristiano improvvisamente la vostra attenzione si desta? Quando nel 2002 la basilica della Natività venne finalmente liberata dall'occupazione (e pesante dissacrazione, come urinare e defecare sugli altari) da parte di 250 terroristi palestinesi, sui muri fu trovata la scritta "Prima il sabato poi la domenica": cioè prima ci liberiamo degli ebrei, poi sarà il turno dei cristiani. Programma che sta venendo puntualmente attuato: fino al '48 in tutto il nord Africa e nel Medio Oriente vivevano circa un milione di ebrei (quelli sopravvissuti alla cruenta invasione, occupazione e islamizzazione di terre che fino a quel momento erano state in gran parte ebraiche e cristiane, più alcune minoranze) da parte degli arabi a partire dell'VIII secolo, portata avanti a suon di stragi, deportazioni, stupri etnici e conversioni forzate); oggi sono poche decine di migliaia - e non se ne sono andati di spontanea volontà. Adesso stanno eliminando in massa i cristiani, perseguitati ovunque (ovunque ne siano rimasti), il cui numero sta vistosamente scemando. L'unico posto in cui il numero dei cristiani continua ad aumentare è Israele (a Betlemme durante la cosiddetta occupazione israeliana i cristiani erano oltre il 60%, oggi sono il 12% e in costante diminuzione). E voi vi svegliate nel momento in cui un OGGETTO religioso cristiano viene profanato e devastato DA UN EBREO, peraltro unanimemente condannato dal proprio Paese?
barbara51 2026-04-21 16:28:54
Queste le comunicazioni ufficiali in Israele.
Dopo la pubblicazione di una foto che mostrava un soldato dell'IDF mentre danneggiava una statua di Gesù nel sud del Libano, l'IDF ha agito rapidamente e correttamente: ha avviato immediatamente un'indagine e, una volta confermata l'autenticità della documentazione, ha assunto le proprie responsabilità.
L'esercito ha condannato fermamente il comportamento riprovevole del soldato, totalmente in contrasto con i valori dell'IDF, e ha annunciato che lo stesso sarà punito per il suo crimine. Parallelamente, l'esercito si impegnerà ad aiutare la comunità cristiana del villaggio a riportare la statua al suo posto.
Mentre questa immagine si sta diffondendo in tutto il mondo ed è già strumentalizzata per incitare i cristiani contro l'IDF e lo Stato di Israele, promuovendo una guerra religiosa, il nostro esercito dimostra con i fatti i suoi veri valori. L'IDF dimostra di saper effettuare autocritica e correggere gli errori come nessun altro esercito al mondo ha mai fatto o farà.
È importante ricordare al mondo che chi danneggia i cristiani in Medio Oriente come politica di stato non è Israele. Al contrario, Israele è l'unico paese della regione dove esiste vera libertà religiosa e dove i cristiani vivono in pace e prosperità.
Nei restanti paesi del Medio Oriente, i cristiani vengono invece massacrati e costretti a scomparire.
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ISRAELE, MINISTRO ESTERI SAAR: "PROFANAZIONE STATUA GESU' IN LIBANO ATTO VERGOGNOSO"
Il ministro degli Esteri israeliano, גדעון סער | Gideon Saar, ha condannato come un "atto vergognoso" la profanazione di una statua di Cristo a opera di un soldato delle Idf avvenuta in un villaggio del Libano meridionale. L'immagine che mostra il militare mentre martella la testa di un'effigie di Gesu' capovolta e staccata dalla croce ha avuto grande diffusione nelle scorse ore e le forze armate israeliane ne hanno riconosciuto l'autenticita'.
"Il danneggiamento di un simbolo religioso cristiano da parte di un soldato delle Forze di Difesa Israeliane e' grave e vergognoso", ha affermato Saar in una nota, "mi complimento con le Forze di Difesa Israeliane per la loro dichiarazione, per aver condannato l'accaduto e per l'indagine in corso, e sono convinto che verranno presi i necessari provvedimenti severi contro chiunque abbia commesso questo vile gesto".
"Questo atto vergognoso e' totalmente contrario ai nostri valori", ha aggiunto il ministro degli Esteri israeliano, "ci scusiamo per l'accaduto e con ogni cristiano i cui sentimenti sono stati feriti".
PS. Nessuno ricorda il video del grande crocifisso distrutto in Libano a Natale scorso dai musulmani appena dopo che i cristiani hanno finito di cantare i canti natalizi. Ma va bene che da loro non ci si aspetti proprio niente mentre è un bene che a Israele e al suo esercito si riconoscano modi e valori ben più alti.
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