Senigallia e i giovani – Parte 2
Le politiche giovanili nelle riflessioni di Federico Mallucci (AVS)

Perché Senigallia necessita di un forte e rinnovato programma di politiche giovanili? Partendo dalle considerazioni fatte nella precedente parte della riflessione, le risposte sono nel futuro della nostra comunità.
Questo rinnovamento è necessario per offrire un riferimento chiaro a quelle fasce d’età di matrice progressista che oggi si sentono spaesate e che, spesso, finiscono per scivolare verso l’estrema destra o l’astensionismo.
Senigallia ha bisogno di nuova energia: è inaccettabile vivere in una città spremuta fino al nocciolo da giugno a settembre, per poi vederla tornare una “città fantasma” priva di vitalità. Anche se i dati ci dicono che non è una città di giovani, è fondamentale che essi tornino a sentirsi al centro, migliorando così la qualità della vita di tutti. Una città a misura di giovane è più viva e dinamica, con un entusiasmo che non può essere solo stagionale o limitato al Summer Jamboree.
È diventata tossica la tendenza delle ultime amministrazioni a concentrare brutalmente gli eventi nei soli mesi di luglio e agosto. Questa dinamica arricchisce pochi e costringe i senigalliesi a una “sbronza” di socialità estiva, condannandoli poi a un letargo che dura da metà ottobre fino a San Paolino. Progettare per i ragazzi e organizzare eventi che coinvolgano la comunità giovanile tutto l’anno creerebbe un senso di appartenenza, rendendo Senigallia più vivibile e accattivante anche per i turisti, che potrebbero così goderne in ogni periodo.
Questo coinvolgimento darebbe nuovi stimoli anche agli anziani, creando occasioni di socialità lontane dalla “movida estrema” di agosto. È innegabile che l’intera cittadinanza ne trarrebbe giovamento.
Per concludere questa riflessione, ritengo necessario nominare alcuni esempi pratici che hanno tagliato fuori dalla vita cittadina gli adolescenti che, soprattutto d’inverno, rendevano Senigallia viva ed attiva. Queste criticità hanno acuito il disagio dei giovani, portando, tra le altre cose, alla formazione di baby gang locali di quartiere. Tra i disagi degli ultimi anni riconosciamo sicuramente la distruzione del Ponte Garibaldi, durante l’alluvione del 2022. Su questo ritengo opportuno anche ricollegarsi ai pensieri del candidato Lion; il “Ponte del fiaton’” non ha assolutamente rimpiazzato un’infrastruttura di fondamentale importanza per Senigallia, un collegamento fondamentale tra Piazza Garibaldi e la zona Parco della Pace; la rottura del ponte, veloce e comodo, ha creato un vuoto infrastrutturale che ha cancellato nella sua più quasi totalità la vita sociale di Piazza Garibaldi e ha spopolato la zona dello stadio rendendola, soprattutto di sera, desolata e alle volte anche inquietante. La zona ha perso il suo ruolo di fulcro della socialità giovanile, la quale è finita quindi per condensarsi verso Piazza del Duca generando sovraffollamento e disagio che, col passare del tempo, ha portato molti ragazzi a rinunciare ad uscire facendo così morire a poco a poco la vita sociale senigalliese al di fuori dei periodi di festa.
Senigallia va rinnovata guardando ai cittadini del futuro senza trascurare chi la città l’ha già vissuta. Come sostengono anche molti elettori di vecchia data, i giovani sono una “miniera d’oro” non sfruttata che potrebbe ridare alla città l’energia persa. Sono proprio i più maturi i primi ad aver bisogno che Senigallia torni a essere viva e felice. Facciamolo per loro, per i giovani e per tutti noi.
Federico Mallucci,
AVS-Senigallia Cambia Cambia Senigallia


























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