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Fondazione “Città di Senigallia”, il Tribunale legittima il licenziamento di tre dipendenti

Il commissario Canafoglia: "La via del risanamento della Fondazione è stata intrapresa e sta dando risultati concreti"

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Corrado Canafoglia

Il Tribunale del Lavoro di Ancona con 3 distinte sentenze ha riconosciuto la legittimità dei licenziamenti disposti dal Commissario Straordinario della Fondazione “Città di Senigallia”, avv. Corrado Canafoglia,  nei confronti di 3 dipendenti che ricoprivano il ruolo di cuoco e di osa addetti al refettorio.

La vicenda origina dall’azione di ristrutturazione aziendale, intrapresa dal Commissario della Fondazione nell’ottica di risanare i bilanci per le note vicende che riguardano l’Ente, anche per la voce del personale.

In particolare il Commissario rilevava la  presenza di 45 dipendenti e di 2 cooperative esterne, una con compiti di pulizia degli ambienti e l’altra che somministrava personale per supplire a ferie e permessi dei dipendenti assunti, quest’ultima con costi annui arrivati sino a picchi di 300.000 € annui.

Numeri questi ritenuti eccessivi dal Commissario rispetto al fabbisogno dell’Ente.

A fronte di tali numeri pesanti emergeva altresì un monte ore totali di 12.700 per ferie e banca ore non godute dai  dipendenti per un ammontare che superava i 280.000 €, importo peraltro non contabilizzato correttamente nei bilanci precedenti, nonché una modalità di somministrazione del personale da parte della cooperativa che presentava più di un dubbio sulla legittimità dell’operazione, oltre alla presenza della  cooperativa delle pulizie con sede a Pesaro il cui contratto si propagava da decenni.

Pertanto il Commissario Straordinario procedeva a risolvere il rapporto con la cooperativa che somministrava il personale, indiceva una gara tra ditte del settore della pulizia aggiudicando il servizio alla Cooperativa “Progeil” di Senigallia e soprattutto riorganizzava le modalità di lavoro del personale dipendente riuscendo a ridurre gli addetti dai 45 agli attuali 29.

Nell’ambito di tale riorganizzazione si inseriva l’esternalizzazione del servizio cucina, previa gara, che vedeva aggiudicataria la ditta Cimas ottenendo solo con tale azione un risparmio annuo di circa 90.000 €.

A seguito di detta esternalizzazione e riorganizzazione del servizio refettorio venivano licenziati un cuoco e 2 dipendenti osa addetti al refettorio, per i quali peraltro il Commissario si attivava per consentire loro di essere riassunti dalla ditta che si aggiudicava il servizio cucina e/o dalla cooperativa aggiudicataria del servizio pulizia, ma costoro rifiutavano tale possibilità di ricollocamento ed impugnavano il licenziamento avanti il Tribunale del lavoro di Ancona.

Oggi il Tribunale del lavoro ha ritenuto legittimi quei licenziamenti, i presupposti e l’attività di riorganizzazione del personale con la finalità del risanamento portata avanti dal Commissario straordinario, necessaria rispetto alle pesanti perdite di bilancio che avevano caratterizzato le passate gestioni dell’Ente..

Il licenziamento dei 3 lavoratori aveva sollevato numerose polemiche da parte di alcuni politici e di alcuni sindacati, che avevano addirittura parlato di “ambiente tossico” creato dal Commissario rispetto ai rapporti con i sindacati ed i dipendenti.

Oggi sono soddisfatto a metà, poiché da una parte il Tribunale sancisce la legittimità del mio operato nell’interesse della Fondazione e la bontà dell’operazione messa in campo, dall’altra umanamente però non posso non pensare con amarezza a 3 lavoratori licenziati per far quadrare il bilancio dell’Ente date le precarie condizioni economiche, i quali però non hanno accolto l’aiuto di essere ricollocati con un lavoro dignitoso. La via del risanamento della Fondazione è stata intrapresa e sta dando importanti risultati concreti, tuttavia non posso tacere il fatto che la fine di tale percorso è ancora lunga. Colgo l’occasione per ringraziare tutti i dipendenti della Fondazione che hanno creduto nel progetto di risanamento ed insieme al sottoscritto stanno compiendo un’impresa alla quale in pochi credevano”– chiosa l’avv. Corrado Canafoglia, Commissario Straordinario della Fondazione.

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