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I gravi danni provocati dall’alluvione del 15 settembre 2022 nelle aree interne

"Le Amministrazioni e le popolazioni dell’alta valle stanno inutilmente aspettando un piano, un programma, un’idea di intervento,

BCC Ostra e Morro d\'Alba - Albanostra - Assistenza spese sanitarie
Sopralluogo sui luoghi dell'alluvione

In attesa dell’incontro programmato per il 28 ottobre al circolo Acli di Casine di Ostra alle ore 17 approfondiamo una questione saliente del bilancio necessario a un anno dalla devastante alluvione che ha colpito la valle. Di seguito la nota del coordinamento di liste civiche e circoli PD della zona Misa Nevola.

È passato più di un anno dall’alluvione del 15 Settembre 2022, ma anche nei bilanci redatti in occasione della ricorrenza, così come in tutto il dibattito svoltosi in questi lunghi mesi, risulta del tutto assente un elemento di fondamentale importanza per tutto il territorio interno della Valle del Misa-Nevola.

Si tratta del grave danneggiamento – e in diversi casi dello smantellamento – della rete viaria o secondaria che, nella parte alta del bacino, funge da collegamento tra le diverse valli e vallette che caratterizzano il territorio dal punto di vista geomorfologico e paesaggistico. Solo tra Serra de’ Conti ed Arcevia oltre 30 tra ponti ed attraversamenti sono pesantemente danneggiati ed in qualche caso completamente distrutti, rendendo inservibile un sistema infrastrutturale fondamentale per la vita sociale, l’economia, il turismo e la conservazione dell’Alta Valle. Interi chilometri di strade comunali, soprattutto quelle tipiche di ghiaia bianca, sono al limite della praticabilità con grave pregiudizio della sicurezza. Sui territori dell’alto bacino si sono riversati in poche ore quello che normalmente piove in 2-3 mesi. E dopo l’alluvione del 15 settembre ci sono stati almeno altri 3 eventi che hanno completato il danneggiamento della viabilità secondaria.

Stiamo parlando della struttura su cui da secoli si è organizzato l’insediamento diffuso (castelli, nuclei, borghi, case sparse) di questa parte del territorio e che è strategico per le popolazioni e le attività economiche (dall’agricoltura al turismo a piccole imprese artigianali) che ancora resistono e rendono vivo e vitale il tanto decantato territorio collinare -ma che non esistono per le statistiche dei grandi numeri. Da oltre un anno i cittadini e le imprese di cui parliamo sono costretti a lunghe deviazioni per raggiungere le principali arterie di comunicazione, con aggravi di tempi e di costi, non potendo più utilizzare le strade secondarie che erano i normali e quotidiani percorsi; da oltre un anno le Amministrazioni sono costrette ad affrontare maggiori spese per garantire i servizi, dagli scuolabus alla raccolta dei rifiuti; da oltre un anno non si è presa in considerazione questa situazione, nonostante le segnalazioni fatte.

Le Amministrazioni e le popolazioni dell’alta valle stanno inutilmente aspettando un piano, un programma, un’idea di intervento, e anche le priorità indicate dal territorio sono rimaste senza alcun riscontro. Ma soprattutto stanno aspettando che si intervenga rapidamente per rispristinare quanto danneggiato. Ad oggi non è più nemmeno chiaro di chi debba essere la competenza: sulla carta Ente Attuatore è l’ANAS ma il Consorzio di Bonifica redige progetti in merito, qual è l’interlocutore dei Comuni? È indispensabile dare una risposta ed una prospettiva a chi vive e opera su questi territori, se non vogliamo che altra popolazione ed altre attività abbandonino l’area interna, se non vogliamo dare a queste popolazioni e a queste attività patente di cittadini di serie B. La desertificazione umana, sociale ed economica dell’area collinare-montana del bacino Misa-Nevola, oltre a costituire un vero attentato all’equilibrio del territorio, sarebbe un errore imperdonabile anche per tutte le politiche di prevenzione del dissesto idrogeologico.
Come al solito, la discussione si sta focalizzando su Senigallia e dintorni. Ancora si discute sulla vasca di espansione sì o no, sul rifacimento degli argini, sulla duna alla foce, sul prolungamento del molo. Non si parla invece della parte alta del bacino, della sistemazione del fiume Misa e di tutto quello che è il reticolo idrografico minore. Ancora non si è compreso che questi interventi di sistemazione di tutto il bacino e non solo della foce non sono funzionali solo al territorio interno ma anche e soprattutto alla salvaguardia di Senigallia.

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